sale

Lingua italiana

Navigare tra le parole

di

Paolo Pivetti

Quel pizzico di sale…

 

Impossibile farne a meno: il sale dà sapore non soltanto ai nostri piatti, ma anche al nostro linguaggio.

Sale deriva dal latino sal, anzi dal caso accusativo di questo nome: salem con caduta della m finale. Ed eccoci ai molti membri della sua grande famiglia.

Ovvio citare il verbo salare; o l’aggettivo salato che in senso figurato, oltre che ai piatti, si applica ai prezzi; o il sostantivo salsedine, riservato agli appassionati di mare. Più interessante l’aggettivo salmastro, “che sa di sale senza essere propriamente salato”, come per esempio l’odore dell’aria marina: dal tardo latino salmaster, a sua volta dal latino classico salmacidus: il sale c’è sempre di mezzo.

E che dire di salame? E di salume, con tutti i suoi derivati: salumificio, salumeria, salumiere? E di salsiccia? Qui la provenienza è dall’aggettivo latino salsus, da cui salsicius, sempre nel significato di salato, alla nostra salsiccia. Da salsus deriva anche il nostro aggettivo salso; e anche salsa che ne è, in italiano come in latino, la forma femminile.

C’è poi l’aggettivo salmistrato, participio passato del verbo salmistrare, che ha origine da una parola dialettale: salmistro, che è nel dialetto veneziano quello che in italiano è il salnitro. Il salgemma invece, che è cloruro di sodio cristallizzato in vasti giacimenti a seguito dell’evaporazione di antichi laghi salati, nasce dalla fusione di sale più gemma appunto per la struttura cristallina; la parola risale addirittura al secolo XIV.

E c’è anche l’aggettivo sàpido nel senso di saporito, gustoso, e in senso metaforico brioso, spiritoso. Viene dal tardo latino sàpidus che deriva dal verbo sàpere, avere sapore, sempre legato a sal. E così scopriamo che il nostro verbo sapére deriva, spostando semplicemente l’accento, da un verbo latino che significa avere sapore. Ma anche in italiano sapere  può significare avere sapore: “…come sa di sale lo pane altrui…” dice Dante.

Il sale ha dato il nome ad un’antica via romana, la via Salaria che congiunge Roma con l’Adriatico, ed era percorsa dalle carovane che portavano il sale dal mare a Roma.

Dobbiamo ancora ricordare il salario, nel significato di “paga”, “compenso”: era in origine la razione di sale che nell’esercito romano si assegnava periodicamente a ciascun soldato. In seguito fu aggiunta una razione d’olio, di vino e di grano. Poi si preferì dare ai soldati la somma di denaro corrispondente, ma il vocabolo non mutò.

Di sale è davvero piena la nostra vita. Ma niente sale nel termine salamelècco, che indica ironicamente un saluto cerimonioso e deriva dal saluto arabo salàm ‘alaìk, letteralmente “pace sopra di te”.

 

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