1316551548 Non avremmo mai voluto parlare in questa maniera di un capolavoro. La Venere (o per alcuni la Dea) di Morgantina, in provincia di Enna, sopporta dignitosamente i suoi oltre 25 secoli si età, a parte una brutta lesione al naso. Nata dalle mani di un discepolo di Fidia che la scolpì in Sicilia, è rimasta per due millenni e mezzo seppellita in un luogo sperduto di piccolo centro urbano siciliano, Morgantina, dove, nella seconda metà del ventesimo secolo, venne trovata da ignoti tombaroli nel Comune di Aidone, assieme a molti altri reperti. La statua, nonostante le sue rilevanti dimensioni (è alta 2 metri, 20) scomparve dal luogo dove era stata rinvenuta ed esposta al pubblico dopo che il magnate statunitense Getty l’aveva acquisita per esporla al Museo Metropolitan di New York. Fortunatamente per noi, la Venere, e con lei una ventina di altri reperti archeologici rinvenuti a Morgantina, ci sono stati restituiti. Si tratta di un complesso di tesori archeologici d’immenso valore, tali da costituire vanto e orgoglio a qualsiasi Capitale del Mondo civile. Invece raggiungere Morgantina è un’autentica impresa. La Strada Provinciale è angusta, tortuosa, con tratti sconnessi e carenti di segnaletica; inoltre la località è priva di un sistema logistico che consenta ai visitatori un minimo di comfort. Ciò nonostante, il Sito della Dea è stato visitato da quasi 22.000 visitatori nel 2012, scesi a poco più di 13.000 nel 2013, numeri che hanno continuato a decrescere costantemente. Eppure il sito di Morgantina è a poco più di 10 chilometri da Piazza Armerina, dove la meravigliosa Villa del Casale vanta la presenza di oltre 170.000 visitatori/anno. Solo recentemente si è arrivati a un accordo per presentare ai visitatori la possibilità di acquisire un biglietto cumulativo per le due località limitrofe. Restano irrisolte le necessità logistiche, che a Morgantina sono tendenti allo zero e che, con l’abbinamento della visita alle due località, aumenterebbero notevolmente. Tornando a parlare di Morgantina, le carenze sono notevoli: la località è praticamente priva di comfort per i visitatori, inoltre si trova a circa 800 metri sul livello del mare e, specialmente in estate, il sole “picchia”. Ne sono sensibili le persone non più giovanissime che rappresentano la maggioranza dei visitatori! Abbiamo appena terminato questo “pezzo”(sono le 10 del 3 marzo) che la TV ha annunciato che a Pompei Il Tempio di Venere e la Tomba di Lucius Publicius Syneros sono crollati a causa delle recenti piogge, dopo 2 millenni. Ma il Sovraintendente incaricato Osana attende il placet della Corte dei Conti per assumere l’incarico! Povera Italia, aveva ragione Dante: “Vituperio delle genti”. In fondo si tratta solo di sassi vecchi di 2.000 anni. Non ragioniam di lor e al massimo, guardiamo e passiamo oltre!

Roberto, Umberto e Luciana Granati
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