fiori

Lingua italiana

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di

Paolo Pivetti

 

Quante storie nei nomi dei fiori.

 

I nomi dei fiori che rallegrano in primavera i nostri giardini sono spesso legati al pensiero gentile di una dedica.

L’ortensia, per esempio. Fu un naturalista francese del Settecento, Philip Commerson, a dedicare questa ricchissima pianta decorativa a madame Hortense Barré, moglie di Jean-Baptiste Lepaute discendente di una celebre famiglia di orologiai: in omaggio alla bellezza della signora, oltre che alla ricchezza del marito. E fu lo stesso Commerson a dare il nome scientifico di Bougainvìllea spectabilis a quella rigogliosa pianta rampicante di origine tropicale che nella nostra lingua comune è diventata la buganvìllea, peronorare il navigatore francese Louis Antoine de Bougainville, della cui spedizione intorno al mondo il Commerson aveva fatto parte.

Il grande naturalista svedese Carlo Linneo, vissuto anche lui nel Settecento, denominò la robinia (Robinia pseudacacia) in onore di Jean Robin, famoso giardiniere ed erborista al servizio di due re di Francia: Enrico IV e Luigi XIII.

A Linneo si deve anche il nome della camelia, da lui dedicata al padre gesuita moravo Giorgio Giuseppe Kamel, detto alla latina Camellus. Padre Kamel, viaggiando nelle Filippine, era rimasto affascinato da questa pianta originaria del Giappone, e ne aveva mandati alcuni esemplari in Europa dove era sconosciuta. Il Linneo la chiamò propriamente col nome latino di Camellia iapònica; poi, in Italiano si perse una delle due elle: camelia. E sempre il Linneo diede alla magnolia il nome del botanico francese suo contemporaneo Pierre Magno.

Il botanico finlandese Andreas Dahl, molto meno importante di Linneo, nel timore di finire nell’oblio dedicò a sé stesso la dalia, che aveva importato dal Messico nel 1789.

La gardenia, aristocratico fiore dal profumo delicatissimo, assicurò un posto nella memoria collettiva al botanico scozzese Alexander Garden (1728 – 1791). La stessa funzione fu affidata alla zinnia dal medico e botanico tedesco Johann Gottfried Zinn (1727 – 1759), fondatore e direttore del grandioso Alte Botanische Garten (Antico giardino botanico) che ancora possiamo ammirare a Gottinga, in Bassa Sassonia.

Charles Plumier, viaggiatore e scienziato francese del Seicento, consacrò la fucsia al botanico bavarese Leonhard Fuchs, vissuto più un secolo prima di lui; ed ebbe un pensiero gentile anche per un contemporaneo: il governatore di Santo Domingo Michel Begon cui dedicò la begonia.

Così, per la scelta e a volte per il capriccio di un botanico, personaggi che sarebbero da tempo dimenticati hanno visto il loro nome consegnato all’eternità per il legame con un bel fiore.