C’era gente disposta a incatenarsi alla porta d’ingresso di Palazzo Serbelloni, sede tradizionale del glorioso Circolo della Stampa milanese; frequentatori abituali del Circolo letteralmente con le lacrime agli occhi avendo appreso della prossima chiusura definita di ogni attività culturale del Circolo a fine dicembre.

Il guaio maggiore – al peggio non c’è mai fine – era che nessuno era in grado di svelare il mistero: quale mistero? Digerito lo sfratto che la proprietà del Serbelloni aveva imposto ai suoi inquilini, si poteva almeno sapere se il Circolo avrebbe potuto continuare la sua attività? E poi dove?
Nessuno della dirigenza si sbottonava. Sì, il Circolo continuerà, ci mancherebbe, dopo 61 anni di glorie e personaggi del giornalismo lombardo, e non solo. Ma questa benedetta sede nuova dove si trova?
Balbettando scuse varie, la dirigenza tergiversava: occorre avere pazienza, abbiamo due o tre palazzi sott’occhio, stiamo trattando.
Intanto, Franco Abruzzo, il caro ex presidente dell’Ordine lombardo dei giornalisti, sparava dal suo sito in internet bordate quotidiane contro la presidenza dell’ALG, il sindacato giornalisti della Lombardia che ha fin dalle origini la gestione del Circolo. Abruzzo dava di incapaci, di vergognosa inettitudine a Negri, presidente ALG e alla sua corrente sindacale (Stampa democratica).
Non sto qui a menarvela più di tanto. I giorni passavano, gli interrogativi rimanevano senza risposta, la cena sociale del 18 dicembre avrebbe costituito l’ultimo atto di una gestione, a sentir Abruzzo, fallimentare.
Ma ad un tratto, lo stesso Abruzzo cambia rotta. Il suo scoop tramite web è la comunicazione della nuova sede: Palazzo Bocconi al n. 48 dello stesso corso Venezia (la precedente sede era al n. 16 dello stesso corso).
Non solo, ma con elogi sperticati verso Negri, Messina e C. tipo (testuale):
“Giovanni Negri ha fatto un ottimo lavoro”: così Franco Abruzzo commenta con Affaritaliani.it la nuova sede individuata dal presidente del Circolo della Stampa. “E’ una soluzione che apprezzo. Rimaniamo nella stessa via, in corso Venezia, ma ci trasferiamo in un palazzo altrettanto prestigioso, in stile Liberty, su due piani e con saloni molto belli. La professione giornalistica, che prima aveva Palazzo Serbelloni come simbolo e ora ha Palazzo Bocconi, esce assolutamente bene da questo trasferimento”.
Ammappelo! Ci mancava che “Striscia la notizia” decidesse di divulgare l’intera vicenda descritta più sopra, per morire dalle risate.
Va beh, non infierire, non ci piace sparare sulla Croce Rossa, e passiamo al sodo.
Palazzo Bocconi (che è di proprietà dell’Università Bocconi) è un simbolo, con il Palazzo Chiesa e il Palazzo Castiglioni, dell’ondata di costruzioni lussuose e prestigiose volute dalla borghesia milanese di fine 800 in corso Venezia che hanno segnato l’avvento del nuovo stile liberty a Milano. Parola di Abruzzo.
Ma, bando alle ciance, noi tradizionali soci del Circolo, siamo felici per l’ottimo lavoro – soprattutto per merito di David Messina, vero deux ex machina dell’intera operazione. Noi di GSA siamo a sua disposizione per l’organizzazione di eventi culturali di stretta marca giornalistica, specie rivolti ai tanti giovani che aspirano a diventare giornalisti. Il nostro presidente Roberto Bonin sarà l’artefice della nuova era del Circolo rivolta ai giovani e, conoscendolo bene, siamo certi dei successi che non mancheranno.

Domenico Fiordelisi