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13 LIFE COACH DALLE FAVOLE ALLA REALTÀ. INFANZIA ITALIA: gruppo CRC, l’Italia non è un “paese per bambini”.  Ancora lontani dagli obiettivi europei nelle politiche per l’infanzia. – introduzione al tema, giugno 2014 –

L’ingenuo Pinocchio, Vincent Malloy, il gatto e la volpe sono alcuni tra i protagonisti delle favole che in LIFE COACH 3 e 4 ci hanno introdotto nel mondo delle sofferenze infantili e delle carenze educative degli adulti.

La realtà in cui viviamo non è però lontana dalle metafore contenute nelle favole circa la mancata protezione della fragile natura dei fanciulli. Possiamo anzi dire che nella realtà molto spesso le storie non hanno un lieto fine ma mantengono la loro natura di ingiustizia e sopraffazione verso i soggetti più deboli. Sono infatti innumerevoli nel mondo moderno le azioni contraddittorie fra i principi condivisi a livello internazionale sui diritti dell’infanzia e la mancata realizzazione degli stessi che generano un’inevitabile trascuratezza se non addirittura violenza verso i bisogni naturali della crescita. Riporto l’introduzione del 7° Rapporto su “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia” a cura del Gruppo CRC, riferito alla presenza del Ministro per il lavoro e le politiche sociali Giuliano Poletti e dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Vincenzo Spadafora. Il Gruppo CRC è un network, coordinato da Save the Children, che si è costituito nel 2000, ed è composto da 87 soggetti del Terzo Settore che da tempo si occupano attivamente della promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro Paese. Il Gruppo CRC pubblica ogni anno un Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della CRC, in occasione dell’anniversario della ratifica della Convenzione in Italia (27 maggio). www.gruppocrc.net

“I problemi dell’adolescenza e dell’infanzia in Italia restano fortemente segnati da un contesto di difficoltà economica e povertà, ma la scarsità di servizi sociali ed educativi che supportino i minorenni, fanno pagare loro un prezzo ancora più alto. Nonostante numerose evidenze scientifiche, dalle neuroscienze all’economia dello sviluppo, sottolineino l’importanza delle primissime epoche della vita per lo sviluppo cognitivo, emotivo, sociale e dell’equità dell’individuo, con effetti che durano per tutto il corso della vita, sembra che l’Italia “non sia un Paese per bambini”.

Al 1° gennaio 2013 i bambini in età compresa tra gli 0 e i 3 anni in Italia erano 2.171.465 e di questi uno su cinque nasce da almeno un genitore straniero. Ma per molti di questi bambini mancano le risorse e di conseguenza mancano i servizi: solo il 13,5% di bambini in questa fascia di età, nel 2012, ha trovato ad accoglierli servizi per l’infanzia e asili nido. Al Sud e nelle Isole la situazione è ancora più difficile: maglia nera per la Calabria con solo il 2,5% di bambini che hanno accesso ai nidi, seguita dalla Campania che raggiunge quota 2,8%.

La Settima edizione del Rapporto CRC1 su “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, fa emergere la difficoltà cronica da parte delle istituzioni di “mettere a sistema” le politiche per l’infanzia e l’adolescenza nel nostro Paese, così come continuano a essere tagliati in modo significativo i fondi dedicati, come è accaduto nell’ultima Legge di Stabilità.

“Il 2014 rappresenta il terzo anno consecutivo senza un Piano Nazionale Infanzia”, spiega Arianna Saulini di Save the Children e coordinatrice del Gruppo CRC. “Oggi presentiamo la fotografia dello stato dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia e purtroppo le cose non sono migliorate rispetto agli anni scorsi. Abbiamo voluto porre l’accento in particolare sulla condizione dei bambini nella fascia di età tra gli 0 e i 3 anni, perché più di tutti pagheranno nel loro futuro la mancanza di politiche di sostegno all’infanzia, con il rischio di non poter sviluppare al meglio il proprio potenziale”. “Ci auguriamo che il Governo metta al più presto in atto delle politiche per l’infanzia e l’adolescenza che consentano un miglioramento sostanziale della condizione delle persone di minore età nel Paese”, conclude Arianna Saulini. “L’Italia deve tornare ad essere un Paese che investe non solo sui giovani ma anche sui bambini, perché una politica davvero lungimirante ed efficace è una politica che investe sulla salute e sullo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale nei primissimi anni di vita di un bambino. Sono questi gli investimenti che garantiscono il più alto ritorno economico per gli individui e per la società”. Investire nell’infanzia significa supportare la società in maniera trasversale, sia sul piano economico, psicosociale e delle buone pratiche, attraverso politiche e servizi rivolti a tutte le famiglie. Occorre dunque potenziare l’offerta e l’accessibilità a servizi socio-educativi di qualità, al supporto precoce alle funzioni e alle competenze genitoriali, agli interventi economici a favore di famiglie povere con bambini e alla formazione e allo sviluppo professionale degli operatori che ruotano attorno al mondo dell’infanzia e della famiglia sin dal periodo prenatale.” (dal comunicato stampa Gruppo CRC del 17 giugno 2014)

Nei successivi articoli verranno presentati alcuni dei dati del 7° Rapporto del Gruppo CRC sui “ I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” per approfondire il tema aperto nella rubrica LIFE COACH sulle sofferenze psicologiche e le disfunzioni comportamentali presenti in età infantile e nell’adolescenza.
      …e la storia continua…                                                                    Daniela Testa

 

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