solarexpo-innovation-cloud Come lo scorso anno, anche nel 2014 si è svolta agli inizi di maggio a Milano alla Fiera di Rho la manifestazione “Solarexpo – The Innovation Cloud” dedicata all’ambiente e alla tecnologia impiantistica e costruttiva per l’applicazione nel mondo dell’ambiente costruito. La manifestazione trae spunto da precedenti esperienze, in particolare quella di Verona e si caratterizza per il carattere multi-tecnologico, focalizzandosi in particolare su :
– le rinnovabili elettriche
– le tecnologie dell’energy storage
– le tecnologie delle reti intelligenti
– la mobilità elettrica e ibrida
– le tecnologie per le smart cities
– le rinnovabili termiche
– l’efficienza energetica negli edifici e l’architettura sostenibile
– l’efficienza energetica nell’industria
– edifici, reti,città intelligenti.

Sebbene la fiera si sia mostrata ricca di spunti, come la presentazione di un programma sulla decarbonizzazione dell’economia e la competitività,
o su le ricadute sulla produzione degli obiettivi sulle energie rinnovabili al 2030, in questa edizione, forse anche complice il lungo periodo di crisi economica che stiamo vivendo da qualche anno oramai, non ho trovato soddisfacenti riferimenti alle tecnologie e tecniche costruttive ma la manifestazione si è focalizzata principalmente sull’impiantistica, rimanendo assai carente sull’unico vero impianto: l’edificio.
Come sappiamo, infatti, l’efficienza energetica in edilizia è rivolta in particolare ad abbattere i consumi di combustibile, soprattutto se proveniente da fonte non rinnovabile, destinato al riscaldamento e contemporaneamente ad abbattere se non impedire, l’utilizzo di energia elettrica per impianti di raffrescamento.
Per ottenere questo risultato occorre in primis che il volume da riscaldare sia indiscutibilmente efficiente, ovvero possieda quelle caratteristiche costruttive e strutturali che non consentono la dispersione termica attraverso i componenti esterni, quelli dell’involucro edilizio: muri, serramenti, cantinati, solai e tetti.
In tal caso la massima parte dell’energia calorica immessa sarà utilizzata e i consumi annui complessivi, contenuti. Se ne desume come sia l’involucro, prima che l’impianto di riscaldamento, a dover essere analizzato e reso quanto più possibile efficiente, giacché è quest’ultimo a stabilire la quantità di calore occorrente per mantenere costante il comfort abitativo interno, indipendentemente dalla destinazione d’uso dell’immobile. Solo in seguito si dovrebbe adeguare e rendere più efficiente anche l’impianto di climatizzazione con eventuali integrazioni di energia rinnovabile. Quindi sorge spontanea la domanda su come mai quest’anno, dopo anni di dotte disquisizioni sulla validità dei sistemi di certificazione energetica per il raggiungimento di elevate prestazioni energetiche, manchi all’appello proprio lui: l’edificio. Sorge spontaneo un richiamo perché anche a Milano possa svilupparsi quella cultura concreta della sostenibilità in edilizia che trovo spesso diffusa nelle fredde aree del nord Europa.

Olivia Carone