pompei Su Pompei abbiamo recentemente versato fiumi d’inchiostro. Pompei, assieme al Colosseo, è una delle più importanti manifestazioni della Roma Imperiale, giunta a noi in seguito all’eruzione del Vesuvio. Sono opere monumentali, profondamente diverse tra loro, testimonianza di una splendida civiltà, lasciate in eredità al genere umano, giustamente presenti nelle Opere classificate “PATRIMONIO DEL GENERE UMANO”. Anche noi recentemente, con il titolo, “NON SIAMO I SOLI A CRITICARE LA GESTIONE DI POMPEI”, abbiamo evidenziato la maniera con la quale questo splendido Monumento venga amministrato; praticamente alla mercé di ladri , saccheggiatori e depurtatori. Ci sono arivate anche proteste nelle quali sembrava che noi fossimo volgari disfattisti. Ora, grazie all’iniziative de “IL GIORNALE”, Nino Materi (al quale ci auguriamo venga concessa un’Onorififenza per la Sua Opera) abbiamo trovato qualcuno che abbia denunciato una situazione insostenibile. Pompei, Patrimonio dell’Umanità, è alla mercé di ladri e saccheggiatori che impunemente si appropriano di preziosi reperti e hanno la possibilità di uscire impunemente con il bottino, senza neppure nasconderlo. Ciò in un Monumento Classificato “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”! A quanto ci risulta, gli addetti alla vigilanza degli Scavi di Pompei sono 160. Non siamo in condizione di poter affermare che il numero sia tale da assicurare la sicurezza di tale tesoro, ma una cosa è certa: i ladri a Pompei hanno campo libero, come il Giornalista Materi ha dimostrato, dopo di che ha immediatamente riportato al loro posto la refurtiva. E, allora? Vi sarà pure un responsabile e ci auguriamo che venga al più presto identificato e punito. Un plauso a Materi per il suo prezioso lavoro e un augurio che le Autorità da cui dipendono gli scavi risolvano il problema.

Umberto, Roberto e Luciana Granati
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