IMG-20140721-WA0000

ISOLA D’ELBA: un Turismo a misura d’uomo nella tutela dell’ambiente, Hotel “Danila” docet.

 

Avevo un ricordo di qualche decina d’anni addietro a due facce di questo gioiello della nostra bella Italia, un mare dai colori limpidi, tonalità accese,  distese di spiagge di sabbie bianche, tramonti mozzafiato ma anche un’isola lasciata a se, poco curata, quasi trasandata colpita nella sua identità da orde di turisti irrispettosi di cultura ed ambiente.

E’ stato un ritorno  invece di grande positivo stupore, riscoprire l’Elba nelle sue località, nei suoi anfratti, nella sua natura, quasi che il tempo abbia insegnato sia alla gente locale, che ai suoi ospiti, che la salvaguardia della propria terra è un valore al quale lo sviluppo di un paese deve dapprima renderne conto.

Il patrimonio di una natura che presenta ancora si uno sviluppo architettonico, ma la valorizzazione di quello che sono le proprie radici, non più orribili cattedrali nel deserto ma strutture immerse in tutt’uno nel verde, rispettando ciò che la natura stessa ha regalato ma che l’uomo ha il dovere di proteggere.

Mentre negli ultimi dieci anni molti hanno fatto passi indietro nel sistema Turistico Italiano, l’Elba, e gli Elbani, hanno forse capito che per dare un seguito ed una attenta crescita di benessere, inteso non solo dal solito lato economico, bisognava puntare su un nuovo sistema che partisse proprio dalla valorizzazione e conservazione dei propri beni e valori, facendo tesoro da una filosofia di vita che ruotasse intorno alla natura e non viceversa, proteggere e non distruggere.

Anche i turisti stanno capendo che è cambiata l’aria, tutto ciò che anch’essi contribuiscono a mantenere, è un patrimonio che troveranno poi le future generazioni.

La cultura del cambiamento passa attraverso un contesto ecologista, inteso come modello quotidiano, dalla raccolta e smaltimento differenziato dei rifiuti, uno dei temi più delicati ma essenziale come primo passo di questo basilare metodo civile e sociale, ed una maniacale attenzione ai prodotti tipici del territorio.

Parliamo di un ritorno alla natura anche grazie alla valorizzazione dell’agricoltura, che di passo con il turismo garantisce un vincente modello economico, qui il BIO è di casa, le coltivazioni tendono ad abbandonare l’uso di pesticidi, deliranti per le falde e l’ambiente stesso, ma impostare le coltivazioni stesse nell’ambito del km 0, campi alle proprie spalle e vendita immediata di prodotti di qualità direttamente dal produttore al consumatore, e ciò e un grande vantaggio per la salute umana. Abbiamo così, in pratica, curata tutta la catena di controllo del prodotto.

La struttura alberghiera che ci ha ospitato sembra sia la massima rappresentazione di questo cambiamento, eppure l’hotel Danila di Scaglieri, una delle posizioni più belle di tutta l’isola direttamente sul golfo della Biodola, non è una nuova iniziativa, bensì è presente dal lontano 1956.

Entrando nell’hotel già si percepisce che vi è un modo di far vacanza diverso, molto attento alla filosofia ecologista, oltretutto  il Danila si fregia della certificazione ECOLABEL, che ha meritato di guadagnarsi nel tempo per un modello che ha coinvolto attivamente i propri stessi ospiti.

Cosa ha portato la proprietà, le sorelle Sciaccaluga Stefania e Luisa ad intraprendere un passo cosi importante,  non una banale sfida, challenger come direbbero gli anglosassoni, ma credere fermamente che ciò che anni addietro si stava facendo, con non poche problematiche, sarebbe stata l’arma vincente per un turismo diverso, ecosostenibile, ma che avrebbe coinvolto attivamente cose e persone.

La cura dell’ambiente passa attraverso uno stile di vita basato sul benessere, anche a  tavola si nota la differenza tra una creazione culinaria dello chef che non ha bisogno di aggiunte, basta utilizzare con saggezza la materia prima che l’isola sa dare come frutto ai suoi abitanti, ed ecco che l’opera d’arte è plasmata, ed apprezzata dai commensali che al “Danila” possono trovare una cucina di elevato livello proprio nella semplicità con cui viene curata e presentata.

Replicare non solo all’Elba questa che non è solo filosofia, ma stile di vita, permetterebbe un cambio culturale che, nell’economia di scala  del nostro paese, è un passo obbligato, ecco perché “Danila Docet”, la nuova imprenditoria deve tenere conto di questi valori, se vogliamo continuare a crescere, ma con la salvaguardia di un bene primario che è la terra e la natura che la circonda.

 

Massimo Passera

 

 

Categories: Viaggi e turismo