MIRTILLA SIMBOLO DI ARCHE'

ARCHE’ IN MILANO

E’ il 12 luglio 2014. Girando per Milano scopro tante realta’ sfaccettate da segnalare a GSA Master News e scopro anche il grande cuore dei milanesi, pragmatici ma generosi sempre. Sto cercando una insegnante di inglese che lavori anche in agosto e l’ho trovata qui , in questa comunita’ ARCHE’.  Preferisco che sia uno dei fondatori a parlarcene.

                                                                      ARCHE’

“Pronto?”. Era il marzo del 1991 quando suonò il telefono di Carla. Era l’assistente sociale della Clinica Pediatrica De Marchi: “Carla, conosci qualcuno che possa assistere per otto ore al giorno un bambino sieropositivo di 4 anni?”.

L’AIDS, la malattia della trasgressione. Un gruppetto di persone, coordinato da Padre Giuseppe Bettoni, fece sua la mission. Divenne un gruppone, poi un’associazione di volontariato, poi una fondazione, con sedi a Milano, Roma, San Benedetto del Tronto e progetti di cooperazione in Zambia e Kenya.

Le fu dato il nome di Arché, portatore di un duplice significato: il principio generativo e quello conservatore. Lo slogan che fu coniato in quegli anni era: “Arché. Per inventare ogni giorno la speranza”.

Operatori e volontari di Arché si erano attrezzati per affrontare il disagio sociale, fisico e psichico, e gradualmente, con la scoperta medica dei farmaci antiretrovirali, si capì che il patrimonio di risorse professionali e relazionali poteva essere orientato su mamme e bambini che abitano situazioni di difficoltà differenti. Offrire alternative alla separazione dei nuclei, accompagnando le mamme all’autonomia abitativa e professionale, è l’obiettivo di alcuni nostri progetti, come l’assistenza domiciliare e la Casa Accoglienza.

Aperta a Milano nel 1997, la Casa Accoglienza può ospitare fino a 18 persone, tra mamme e bambini, garantendo loro assistenza 365 giorni l’anno, 24 ore su 24. Qui i nuclei mamma-bambino condividono, grazie alla presenza di operatori professionali, una quotidianità simile a quella di tante famiglie: la sveglia al mattino, il tragitto a scuola o al lavoro, le faccende domestiche, i pasti, i giochi, gli amici, i pianti, le coccole e le favole prima di addormentarsi.

Altre progettualità, dalla collaborazione con gli ospedali ai percorsi nelle scuole italiane e africane, crescono grazie all’entusiasmo di operatori e volontari e gemmano in start up che prendono la forma di cooperative: la Cooperativa Sociale Pensieriecolori (agenzia di comunicazione), la Cooperativa Sociale Nivalis (fornisce attività di supporto psicologico leggero ai preadolescenti ) e la Cooperativa Vintage Arché che gestisce un charity shop con finalità sociali e inserimento di persone svantaggiate.

L’emergenza dei primi anni Novanta non esiste più, ma i bisogni cui diamo risposta sono pulsanti nella nostra società, si sono prima trasformati e poi amplificati con la crisi economica. Affidiamo alcune attività, soprattutto ospedaliere, di animazione spazi gioco, orientamento delle mamme negli ospedali, accompagnamenti dei bimbi alle visite, a volontari opportunamente formati e coordinati: chi avesse interesse a conoscerci può compilare questo form (INSERIRE LINK A http://www.arche.it/it/u/18/ricerca_volontari.html), sarà contattato tempestivamente.

Non è più il 1991, ma il nostro telefono continua a suonare. E noi rispondiamo pronti. Paolo Dell’Oca.”

 

Prossimamente vi faro’ conoscere MADOUH e la sua storia di sofferenza e di speranza.

Luisa Poluzzi

 

Categories: Volontariato