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Ferragosto e la sua Festa della Montagna al Campo dei fiori di Varese

 

Per chi non è del territorio Varesino, la tradizionale Festa della Montagna al Campo dei fiori di Varese può sembrare la solita festa rionale, una delle tante che vengono organizzate nei periodi estivi atte a creare occasioni di incontro sociale e goliardico in un periodo in cui le città iniziano a diventare semi deserte.

Ebbene, per chi la organizza, il Gruppo Alpini di Varese, e per chi la vive nella sua settimana ferragostana, rappresenta una tradizione a cui non si può mancare, decine di migliaia di persone, anche molti turisti, partecipano ad una festa che tende ad unire classi sociali ed etnie diverse in un unico abbraccio, dove buon cibo, curato dalle sapienti mani alpine con prodotti rigorosamente locali, il km zero è d’obbligo dai salumi, ai formaggi ai vini, ed allegria qui sono di casa.

La location è sempre quella da decine d’anni, il piazzale antistante il Grand Hotel Campo dei Fiori, una struttura che ha caratterizzato la storia e la vita sociale ed economica non solo di Varese, ma un contesto internazionale con il suo sviluppo, ed il suo attuale degrado.

Il Gruppo Alpini di Varese ha perfettamente inquadrato la situazione di questa perla di struttura Liberty dell’inizio 900, con questa festa porta sempre alla visione di tutti, media compresi, che la valorizzazione di una città e delle sue radici deve passare attraverso la salvaguardia dei suoi gioielli, e cosi facendo almeno una settimana all’anno, con costanza, il messaggio viene trasmesso, se poi sia ricevuto, vedendo il degrado in cui questa perla versa, non ne abbiamo la certezza.

Eppure questa struttura ha una grande storia, progettato nel 1907 da uno dei più importanti architetti del liberty Italiano, Giuseppe Sommaruga,  fu  terminato nel 1912, la sua imponenza  a dominare tutta la valle, in uno dei parchi naturali più belli del patrimonio naturale Nazionale, era divenuto un punto di riferimento per un turismo di grande prestigioso, di classi molto agiate e cosi sino alla seconda guerra mondiale dove fu destinato ad una sorta di ospedale per il recupero fisico di ufficiali feriti.

Un incendio che devastò l’ultimo piano nel ’47 e la chiusura nel ‘58 della funivia che lo collegava al fondo valle, altro gioiello di una infrastruttura perfettamente funzionante,  già allora si dovettero fare i conti con i soliti problemi di bilancio, segnò inesorabilmente le sue sorti con la definitiva chiusura nel 1968.

Da allora, con qualche cambio di mano nella sua proprietà, il suo utilizzo è quello che miseramente noi Varesini lo vediamo dai nostri paesi, una struttura Liberty di straordinaria bellezza che funge da sostegno per ripetitori radio TV e telecomunicazioni, con un forte impatto di immagine ambientale e di  inquinamento elettromagnetico.

Non è questo il contesto in cui additare le carenze della proprietà o la mancanza di intervento di strutture dedicate a questi salvataggi, ma solo il plauso ad iniziative, come la Festa della Montagna ed al Gruppo Alpini di Varese, che non sono  legate a opportunità economiche, non è nello spirito di chi organizza con passione questa straordinaria festa, ma un invito a prendere coscienza che, seppur in periodi di buio e forti crisi esistenziali, ci sono ancora dei patrimoni che sono nel cuore della gente e come tali nessuna nuova generazione li potrà mai dimenticare.

L’invito è invece quello di fare una visita in questo Parco, non dimentichiamoci che vi è di casa uno dei più importanti centri Geofisici Europei, quello appunto”Prealpino”, una creazione del Prof. Furia che ha sempre cercato di rendere questo territorio alla portata di tutti, non solo gli autoctoni, aprendo con visite guidate la sua città, e a cui non solo i  Varesini hanno sempre risposto con grande affetto. La cittadella è a lui dedicata.

Nella visita al Parco del Campo dei Fiori  non potrà mancare uno sguardo, tra l’ammirazione, lo stupore e l’indignazione, al Grand Hotel Campo dei fiori, ma questo potrebbe diventare  un ulteriore forte messaggio per chi ha voglia di intervenire, privati o Istituzioni,  e renderlo nuovamente un punto di riferimento per tutta una Regione, un patrimonio da conservare.

 

Per facilità di ricerca segnaliamo il sito internet:  www.parcocampodeifiori.it

Un ringraziamento doveroso alla Polizia Locale di Varese, ed al suo Comandante, Dr. Antonio Lotito che ci ha permesso,  in questa giornata di grande afflusso turistico nel territorio di Sacro Monte e Campo dei Fiori, di svolgere il nostro lavoro e redarre la nostra testimonianza.

 

Massimo Passera

 

 

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