MARCELLO BARNABA

LE STELLE PER AMICHE.

Lui le chiama per nome, le presenta una ad una con il suo telescopio elettronico, ne spiega la storia, specifica da quale quadrante dell’universo arriva la loro luce, perfino il carattere (“questa è stabile, quest’altra è un po’ ballerina, ecco, guardate quella laggiù in fondo: è una delle più giovani perché s’era dissolta ed è rinata da nuove fusioni cosmiche”) e fa il conto degli anni (luce) che ci dividono da loro, di qualcuna fa notare  che vediamo soltanto adesso, “in diretta”, com’erano 3 mila anni fa. “Nel frattempo”, dice, “possono essere cambiate, anche molto. Però dovremmo attendere altri 3 mila anni per verificarlo”.

Per gli amici lui si chiama Marcello, la sua attività di innamorato delle stelle e la documentazione scientifica sul cosmo che lo riguarda si possono abbondantemente leggere consultando i principali motori di ricerca (digitando semplicemente nome e cognome): internet  specifica che si tratta del dottor Barnaba, ingegnere elettronico, poco più che trentenne, autorevole esperto di Cosmologia.         vjt@openssl.it          http://sindro.me/

L’abbiamo incontrato sull’isola di Ventotene, al largo di Formia, nella casa che ha trasformato per tutto il mese di agosto in osservatorio molto ben attrezzato. Marcello riceve gli amici quasi ogni sera, da quelle parti il firmamento sa mostrarsi come in uno sferisterio (a volte anche meglio) Lui ci presenta ai suoi due inseparabili gatti (li porta con sé da Roma, dove vive), offre un bicchiere di ottimo vino, rigorosamente rosso, e comincia a raccontare le stelle partendo da una considerazione che ci riguarda tutti da molto vicino: “Noi umani, ma anche tutti gli esseri che popolano la nostra terra, di natura animale, vegetale,  non siamo in niente diversi dalla materia che popola l’universo. Le stelle sono composte essenzialmente da idrogeno, azoto, carbonati, calcio, ossigeno, esattamente come noi: quindi è appropriato ritenerci ‘figli delle stelle’, cioè parte integrante e del tutto simile alla struttura dell’Universo di cui facciamo parte”.

“Probabilmente, in quadranti cosmologici anche molto distanti da nostro possono esistere pianeti animati da elementi vegetali e animali simili a noi, oppure fisiologicamente un po’diversi, ma formati da materia chimica uguale alla nostra: lo abbiamo finalmente potuto accertare (da pochi anni)  in pratica in tutto  il sistema universale”.

Niente male per chi da sempre fantastica sugli extraterrestri: sono come noi, fatti della stessa materia. Noi li stiamo cercando da sempre, forse loro stanno cercando noi. Ma, dunque, soltanto da pochi decenni la cosmologia è riuscita ad arrivare a questa certezza scientifica sulle sostanze chimiche che compongono l’Universo. Marcello parla di quadranti e questo ci può dare l’idea di quanto sia esteso l’Universo che conosciamo attraverso l’osservazione grazie alle nuove tecnologie. Sappiamo che c’è stato il ‘big-bang’ , sappiamo che l’Universo a noi noto (cioè la parte di stelle di cui riusciamo a vedere la luce) è nato oltre 13 miliardi di anni fa, ma sappiamo che esiste una parte definita  ‘oscura’ proprio perché non ci arriva da quei quadranti alcuna luce: questo però non significa che si tratti di Universo ‘vuoto’: la scienza potrebbe realizzare nuovi macchinari in grado di raggiungere anche quelle aree adesso infinitamente lontane e remote e, a quel punto, di potrebbe addirittura ridisegnare parte della mappa dell’Universo fin qui conosciuta.

Con Luisa Poluzzi, direttore del GSA ho intervistato Marcello Barnaba. Ci ha raccontato molto di più di quanto descritto finora. Provate a cliccare qui sotto, troverete l’intervista integrale e il breve ma straordinario rapporto dello scienziato Carl Sagan che ha contribuito a inviare nel cosmo una navicella capace di viaggiare per i prossimi 1.000 anni: a bordo vi sono le registrazioni delle nostre lingue parlate, le mappe del nostro puntino azzurro che chiamiamo terra e molte altre documentazioni e notizie. Poi, mentre l’astronave si stava allontanando dal nostro Sistema,  Sagan ha chiesto di far ruotare un video per inquadrare il nostro pianeta. Guardate quella immagine e leggete le considerazioni di Sagan.

http://en.wikipedia.org/wiki/palebluedot               Ne vale la pena.

[sz-youtube url=”http://youtu.be/10ThHJ7Jn08″ schemaorg=”N” /]

[sz-youtube url=”http://youtu.be/M6KEo10cB48″ schemaorg=”N” /]

[sz-youtube url=”http://youtu.be/lKhVRT6HORA” schemaorg=”N” /]

Traduzione di quanto scritto da Carl Sagan:

 

 

LIBRO PAL BLUE DOT pale-blue-dot (2)

“Siamo riusciti a fare quella foto [dal profondo spazio] e, se la guardi, vedi un punto. Quel punto siamo noi. E’ la nostra casa. Siamo noi. Su di quel punto, ciascuna persona di cui hai mai sentito parlare, ogni essere umano che e’ vissuto, ha trascorso la sua vita. L’insieme di tutte le nostre gioie e le nostre sofferenze, migliaia di religioni sicure di se stesse, di ideologie e dottrine economiche, ogni cacciatore e contadino, ogni eroe e ogni codardo, ogni creatore ed ogni distruttore di civilizzazioni, ogni re ed ogni povero, ogni coppia di innamorati, ogni bambino pieno di speranza, ogni madre e padre, ogni inventore ed ogni esploratore, ogni maestro di principi morali, ogni politico corrotto, ogni superstar, ogni leader supremo, ogni santo ed ogni peccatore nella storia della nostra specie, ha vissuto su di questo granello di polvere, sospesa su di un raggio di sole.

 

“La terra e’ un palcoscenico molto piccolo in una vasta arena cosmica. Pensa dei fiumi di sangue versati da tutti quei generali e quegli imperatori in modo che, in un istante di gloria e di trionfo, potessero diventare i padroni momentanei di una frazione di un punto. Pensa delle infiniti crudelta’ compiute dagli abitanti di una parte del punto sugli abitanti a malapena distinguibili di qualche altra parte del punto. Come sono frequenti i loro malintesi, come sono veloci ad ammazzarsi l’un l’altro, com’e’ fervente il loro odio. I nostri atteggiamenti, la nostra importanza immaginaria, la illusione che abbiamo un ruolo privilegiato nell’universo, tutte sono messe un dubbio da questo punto di luce pallida. ”

 

“Il nostro pianeta e’ una briciola solitaria nel grande buio cosmico che lo avvolge. Nella nostra oscurita’ — in tutta questa immensita’ — non c’e’ nessun indizio che da qualche parte arrivera’ qualcuno che ci salvi da noi stessi. E’ nelle nostre mani. Qualcuno ha detto che l’astronomia e’ un’esperienza umiliante, e aggiungo, che rinforza il carattere. Per me probabilmente non esiste una migliore dimostrazione della follia delle vanita’ umane che questa immagine distante del nostro mondo minuscolo. Per me, sottolinea la nostra responsabilita’ di avere piu’ carita’ e compassione nei confronti l’uno dell’altro, e di conservare e prenderci cura di quel punto blu pallido, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.”

 

Luisa Poluzzi e Renzo Magosso

 

 

 

Categories: Senza categoria