Solar-Decathlon-Europe-2014 Come già sappiamo, essendocene occupati proprio da queste pagine, il Solar Decathlon è una competizione internazionale tra Università per portare il tema della sostenibilità edilizia dal piano stimolante della ricerca a quello della fattibilità concreta.
Il concorso nasce dall’organizzazione del Dipartimento di Energia americano che mette in competizione università provenienti da tutto il mondo e che desiderano partecipare, valutando il progetto e la realizzazione di un edificio che potremmo definire ‘greenbuilding’ attraverso le valutazioni di una giuria internazionale e test in situ. Ne e derivata anche una versione Europea, Solar Decathlon Europe (SDE) creata nel 2007 da un accordo tra enti spagnoli e americani, e vinta quest’anno dall’Italia.
L’ esito corrisponde a un certo numero di mini-costruzioni esteticamente graziose, energeticamente efficienti, costruite con materiali a basso impatto ambientale che rispettano, come segnalato dal sito americano ufficiale, i seguenti dieci criteri, da cui il nome: Decathlon.
Ciascuna categoria prevede un punteggio massimo che, sommato, designa il vincitore:
1. architettura 120 punti
2. Ingegneria e costruzione 80 p.
3. efficienza energetica 80 p.
4. bilancio energetico 120 p. – assegnati tramite monitoraggio
5. comfort 120 p. – assegnati tramite monitoraggio/test
6. funzionamento della casa 120 p. assegnati tramite monitoraggio
7. comunicazione e sensibilizzazione 80 p.
8. urban design, trasporto e accessibilità 120 p.
9. innovazione 80 p.
10. sostenibilità 80 p.

La manifestazione nel 2012 aveva visto vincitore la Francia con l’École Nationale Supérieure d’Architecture de Grenoble seguita dalla Spagna con l’ Universidades de Sevilla, Jaén, Granada, and Málaga e buona terza l’Italia con una collaborazione tra Universitá Degli Studi di Roma Tre, Sapienza Universitá di Roma, Libera Università di Bolzano, e il Fraunhofer Italia Research s.c.a.r.l.
Quest’anno, sorprendentemente ha vinto l’Italia con l’Università Degli Studi di Roma TRE con 840.63 punti, seguita dalla Francia con ENSA Nantes, ESB, Audencia Group, Audencia Nantes, Ecole des Mines Nantes, ISSBA, IUT Nantes, Architectes Ingénieurs Associés, Atlansun, Institut des Matériaux Jean Rouxel, Medieco, Novabuild, SAMOA, and SCE con 839.75 punti e terza l’Olanda con la Delft University of Technology con
837.87 punti, seguite dalle altre diciassette partecipanti.

La visione del progetto, intitolato Rhome for DENcity si convoglia sulla ricerca di un metodo d’insediamento che consideri prioritario il problema della sovrappopolazione futura, e individui e realizzi nuove soluzioni secondo il principio di pensare globalmente, agire localmente attraverso un progetto di abitazione replicabile “..che può portare alla rigenerazione delle città esistenti”.
Il prototipo di edificio, realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano, utilizza tecniche energetiche passive che riducono il più possibile i consumi energetici totali, senza derogare all’elevato comfort abitativo interno, e tende al raggiungimento di quel livello di efficienza e qualità complessiva, che viene definita Attiva, secondo il protocollo Active House che approfondiremo prossimamente.


Olivia Carone