Vacanze prolungate con vista mare

Per chi segue i miei brevi articoli tecnici, avverto che oggi non è ancora il momento di tali argomenti, oggi il cielo e il sole, qui nella magnifica Taranto, non lo permettono. Qui l’estate si prolunga sino ad ottobre, è quasi un rito, da sempre.

Taranto, ha un lungomare totalmente alberato, invidiato anche da città forse più conosciute ed importanti in Europa, in quanto è posto a circa cinquanta metri sul livello del mare e tutto ciò permette una visuale dei due mari ( Mar Grande e Mar Piccolo) ottimale, con la cornice del grande Castello Aragonese a ridosso del ponte girevole che divide appunto i due mari, del Museo Archeologico della Magna Grecia e della città vecchia che si trova sopra una isola raggiungibile anche da un bellissimo ponte di pietra.

Chi volesse passare un paio di giorni di relax e magari degustare qualche piatto a base di cozze tarantine seduto tranquillamente in uno dei locali posti in prossimità del borgo cittadino o sul lungomare, obbligatoriamente non può perdere l’occasione di di farsi un giretto in mare, di giorno come di sera,  con le tante imbarcazioni piccole o grandi che con pochi spiccioli portano a largo i turisti. Quando ci si trova a poche decine di metri dalla costa, lo spettacolo è assicurato. Vedere la città di Taranto dal mare, immersi nel silenzio, lontani dai rumori della gente e del traffico, ascoltando soltanto il suono delle onde e dei gabbiani e se si è fortunati, veder passare le colonie di delfini che vivono in questi mari, vi assicuro che è una di quelle cose che poi uno si porta dentro per diverso tempo.

C’è un particolare per cui la cozza tarantina è praticamente dolce, è un particolare anche molto suggestivo e coreografico. Si tratta dei citri, che deriva da kutros (Pentola che ribolle), vere sorgenti sottomarine di acqua dolce, se ne contano circa trenta che erogano ognuna 40.000 tonnellate d’acqua al giorno, acqua marina costantemente controllata dal CNR – Istituto Talassografico di Taranto, che si trova nel centro storico a ridosso del mar piccolo in un bellissimo e antico palazzo immerso nel verde, che funge anche da museo oceanografico.

Questi citri appaiono come cerchi sulla superficie del mare, come se dovesse emergere qualche mostro marino, ma in realtà arrecano un beneficio notevole alle cozze influenzandone la salinità rendendole più pure e facilitandone la crescita. Buonissime.

Una leggenda vuole che i citri siano nati grazie all’anello buttato in mare da San Cataldo, patrono della città, per calmare una tempesta.

Buon prolungamento di relax.

 

Francesco Danza

Francesco Danza © Infografica

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