LAMPEDUSA – UN’ISOLA DA RIVALUTARE

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Lampedusa, lembo di terra all’estremo sud della nostra Nazione, un’isola che la si trova più sulle pagine dei libri di storia che nei depliant turistici, un’immagine legata a dominazioni arabe,Spagnole ed a  un pseudo attacco missilistico dell’allora Colonnello Gheddafi , sino a veri e propri bombardamenti mediatici  con sbarchi di poveri disgraziati clandestini in cerca di una alternativa di vita, qual si voglia decisamente migliore rispetto a quanto offerto  dalla loro terra.

Un paradosso, ecco cosa sono state le mie prima parole appena sbarcato a Lampedusa, ma dove mi trovo, o ho sbagliato aeroporto oppure qualcosa non torna. E’ vero, le immagini trasmesse dai colleghi del TG erano piuttosto inquietanti ma l’isola ha assunto una connotazione sbagliata, troppo concentrata su tristi storie di disperazione che hanno del tutto offuscato quel che è la sua natura, la sua anima, la sua gente.

L’operazione mare nostrum, congegnata dal nostro governo,ha portato a cambiare la fisionomia di Lampedusa, un terzo della popolazione infatti ormai fa riferimento a forze dell’ordine, ma gli isolani autoctoni stanno mantengono salde le loro radici, il loro modello di vita, chiedono solo che si parli della loro terra per quello che è, per le sue bellezze, per le sue spiagge, per le sue prelibatezze culinarie, questo è ciò che dovremmo fare anche noi, uomini dell’informazione.

Non addentriamoci in meandri politici che non portano da nessuna parte,chi vorrebbe la riapertura del centro di accoglienza, ora in ristrutturazione,chi predica integrazione ma forse solo come pensiero ideologico, focalizziamoci invece su ciò che è Lampedusa, un’isola da rivalutare.

Qui si respira un’aria di altri tempi, è vero che il sud dell’Italia ha caratteristiche di vita molto diverse dalle nostre, dal modello Milanese, ma la cultura di un’isola passa attraverso la propria popolazione e quella che abbiamo incontrato ne rappresenta l’essenza.

Gente aperta, cordiale, gente che ha nella propria pelle i segni di una vita vissuta con sacrificio, persone che nella loro umiltà hanno il dono di trasmetterti quei pochi valori come amicizia, rispetto, solidarietà, tutto ciò che si fanno propri non appena si vive Lampedusa.

L’isola è di una bellezza davvero unica, varie calette ognuna diversa dall’altra ma tutte con un loro perché, da visitare anche solo per qualche scatto fotografico, da immergersi nelle loro acque cristalline che, ancor di più, mi chiedo come mai non vengano portate alla conoscenza del mondo in un anno in cui l’expo dovrebbe portare grandi opportunità di turismo.

Purtroppo le immagine televisive hanno di fatto provocato una specie di avversione alla frequentazione dell’isola, il punto sta proprio qui, l’immotivata percezione  di un territorio off limits dominato da insicurezza e paura, ma senza alcun dubbio si contano molti più clandestini in altre regioni, qui la massiccia presenza di tutori dell’ordine hanno di fatto annullato fenomeni di violenza ed illegalità, quel che resta degli sbarchi è un cimitero di imbarcazioni, di relitti, che nella zona antistante il porto nuovo sono un macabro ricordo di sofferenza e morte.

 

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Qualcuno ha definito Lampedusa come una piccola Formentera, in effetti l’unica differenza sta nella frequentazione, l’isola Spagnola è un via vai di vip, qui, in questo paradiso, vi sono delle spiagge che non sono seconde nemmeno alle Maldive, non a caso la spiaggia e  l’Isola dei Conigli sono state segnalate tra una delle dieci spiagge più belle al mondo, ma forse di questo vanto pochi ne sono a conoscenza, ed è questo il vero peccato.

 

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In questo luogo nidificano esemplari in via di estinzione della tartaruga Caretta Caretta, Lega Ambiente ne tutela la loro integrità, ed è stato persino creato un centro di soccorso per la cura di questi animali che arrivano con i problemi molto seri, operati e rimessi nel loro habitat naturale. www.lampedusaturtlegroup.it

 

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Il Turismo a Lampedusa è per tutti, le capacità di accoglienza e di strutture sono indicate sia per famiglie che un turismo giovane, i locali non mancano, ristoranti che grazie anche alla materia prima a km 0 sono un’eccellenza nella cucina mediterranea,  il cult dell’aperitivo fronte mare è assicurato, così come la natura regala dei tramonti mozzafiato che rendono l’isola una perla, in un contesto di paesaggi e cultura araba ed occidentale.

 

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Purtroppo a Lampedusa però una vera emergenza esiste, quella legata al randagismo, un fenomeno che nonostante tutte le associazioni di volontariato presenti  quali Lega ambiente,wwf, lipu, non si riesce ad arginare e crea problematiche socio sanitarie estremamente gravi.

Il problema che a Lampedusa non ci sono strutture atte al loro ritiro, il canile di riferimento è quello di Agrigento, ma in questo caso i costi di trasferimento diverrebbero troppo pesanti, un vero censimento non esiste ma c’è chi parla di oltre 1000 esemplari in forte riproduzione, ecco perché, da notizie raccolte in loco, dalla fine di settembre si dovrebbe finalmente provvedere ad una loro sterilizzazione e chippatura, alleviando in parte, ma solo in minima parte, il lavoro dei volontari e soprattutto il buon cuore dei turisti presenti sull’isola che provvedono al loro sostentamento e, in diversi casi, alla loro adozione.

 

Lasciamo quest’isola con una grande nostalgia, ma anche tante certezze, quella di avere scoperto una meravigliosa terra portando con noi  un ricordo indelebile di quanto vissuto, ritrovando un perfetto equilibrio tra uomo e  natura, ma anche l’opportunità di contribuire a rivedere quelle storture che di certo non fanno bene ne a Lampedusa ne all’intero nostro paese.

E’ un messaggio di speranza, ed è ciò che gli abitanti di Lampedusa chiedono, non lasciateci da soli.

Noi abbiamo raccolto questo appello, vorremmo che dalle pagine del nostro giornale si diffondesse a macchia d’olio, sarebbe una grande opportunità per tutti.

 

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Massimo Passera

 

 

 

Categories: Viaggi e turismo