Il-turismo La stagione balneare è ormai irrimediabilmente perduta e la situazione turistica vacanziera decisamente compromessa dal maltempo che l’ha caratterizzata, unita ai vari fronti di crisi globale e dai venti di guerra (dichiarata o latente) che soffiano in Europa e nel Nord Africa. L’Italia, già in latente crisi istituzionale, si trova nella prima linea di questa tragica situazione globale, se non altro per la sua posizione geografica, situazione aggravata dal disinteresse dei partner europei per il costante arrivo di immigrati nord africani in fuga dalla guerra. E’ quasi comico il commento di molti responsabili del settore turistico, che, ritenendosi incolpevoli della situazione, si limitano a comportarsi come i famosi polli di Renzo del Manzoni. La situazione è indubbiamente tragica, ma il comportamento di molti europei appare poco serio. L’Italia in particolare è la più esposta, a causa della sua posizione geografica che la mette in condizione di dover essere sottoposta all’immigrazione di migliaia di persone (tra le quali spesso prevalgono donne e bambini che necessitano di tutto) e che trasformano ridenti centri un tempo destinati a un florido turismo, in squallidi lazzaretti, pieni di esseri umani in fuga forzata dalla loro Patria. Noi consideriamo con rispetto questa umanità dolente e disperata, ma abbiamo il diritto (e il dovere se non altro per i nostri figli) di chiedere ai partner europei (e anche all’ONU) di partecipare attivamente e concretamente al sostegno paritetico degli dei pesanti oneri che supportiamo. L’estate, questa enorme risorsa basata sul turismo, è determinante per la nostra bilancia dei pagamenti; quest’anno è già stata gravemente compromessa dalle particolarmente avverse condizioni meteorologiche, alle quali si sono aggiunti i disagi e gli esborsi per le molte migliaia di profughi. Questi sono esseri umani, spesso perseguitati dai loro compatrioti per motivi abietti, costretti a fuggire dalla loro terra per salvare la loro precaria esistenza. Varcano il Mediterraneo su carrette fatiscenti nella speranza di riuscire a sopravvivere (e spesso trovando la morte più atroce). Non vi sono dubbi che la geografia in tale situazione non agevoli il turismo, già in crisi per le avverse condizioni della meteorologia , ma dovremmo cogliere l’occasione per mettere in atto provvedimenti idonei a rendere meno drammatica la situazione e nel contempo non possiamo respingere in mare esseri umani disperati, ma dovremmo avere il diritto di pretendere dai partner europei una maggiore solidarietà e nel contempo correggere i tanti errori, da noi frequentemente denunciati, commessi nel settore turistico. Il turismo, lo ripetiamo, è il nostro petrolio e dovrebbe essere curato e sostenuto come una cosa preziosa, attuando tutti i provvedimenti atti a implementane lo sviluppo. Nei momenti di crisi come l’attuale occorrerebbe correggere gli errori e potenziare i mezzi per poterli annullare.

Umberto, Roberto e Luciana Granati
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