pantaleoni Ideo Pantaleoni rientra tra i Maestri dell’arte del Novecento che negli ultimi anni è stato accantonato, dimenticato dal grande pubblico e dagli addetti ai lavori distratti da altri movimenti artisti tanto in voga in questo momento, come se l’arte fosse moda, dimentichi del fatto che invece è espressione del “sentire” artistico, è emozione per l’artista e per lo spettatore. L’arte è evoluzione, è storia dell’uomo proprio grazie ai grandi maestri dei tempi passati, taluni precursori di filosofie e tecniche adottate poi dalle successive generazione, oggi come allora.
Dobbiamo quindi ringraziare la Galleria Ferrarin Arte di Legnago (Verona) che in collaborazione con l’Archivio Ideo Pantaleoni, fino al 30 novembre con la mostra “Ideo Pantaleoni gli anni ‘50 e ‘70”,ci dà l’opportunità vi vedere opere inedite, omaggiando l’artista nella sua cittadina natia, nell’anno della commemorazione per i 110 anni dalla nascita coinvolgendo le istituzioni e la cittadinanza. Da rilevare anche il fatto che insieme alla Istituzioni e agli sponsor d’eccezione come il Lyons Club si fanno promotori del “Premio Ideo Pantaleoni” indicendo un concorso per le scuole del territorio Veneto, permettendo così anche agli studenti e alle famiglie di fare la conoscenza del lungo percorso artistico del loro concittadino.
Il percorso espositivo si apre con le opere del M.A.C. (Movimento Arte Concreta) fondato da Gillo Dorfles, Gianni Monnet, Bruno Munari e Anastasio Soldati attivo dal 1948 al 1958, movimento nel quale Pantaleoni entra a far parte già nella stagione 1948/1949. Periodo artistico di rilevante importanza per l’arte post-bellica, scriveva Gillo Dorfles “…nell’immediato dopoguerra, quando l’arte non figurativa di tendenza geometrizzante-concreta iniziava una sua timida riaccensione, Pantaleoni fu uno dei primi ad accostarsi a questo schieramento…”, e come sottolinea Luigi Cavadini, direttore del Catalogo Generale di Ideo Pantaleoni, nel suo testo presente in catalogo, il contributo di Pantaleoni non fu solo pittorico ma “fu anche partecipe alle esperienza di sintesi delle arti, che ebbe come massima espressione la “casa sperimentale b24” presentata alla X Triennale di Milano nel 1954”. Proprio gli anni tra il 1954-55 per l’artista sono i più prolifici e autonomi, dove vive il periodo di massimo splendore internazionale, amato sia a Milano, proprio con il M.A.C., sia a Parigi con “Réalitès Nouvelles”. Quando nel 1955 nascerà il Groupe M.A.C.–Espace, unione dei concretisti italiani e astrattisti geometrici francesi, Pantaleoni sarà tra gli artisti più in luce, e proprio a Parigi avrà i più importanti successi istituzionali, fra i tanti e bene citare l’acquisizione di “Composition” del 1958 da parte del Musée de la Ville de Paris, così come le numerose mostre alla Galerie La Roue di Monsieur Rosse, suo noto estimatore e mecenate. Ebbe grandi amicizie con artisti di fama internazionale, Yves Klein, Serge Polikoff, Hans Hartug, Lucio Fontana, Mario Nigro, solo per citarne alcuni dai quali viene amichevolmente soprannominato il “Maitre des Gris”. In mostra, oltre le opere del M.A.C. sono esposti i “Rilievi”, strutture plastiche degli anni 60 e 70, composizioni in legno, bronzo e acciaio (anticoral) , opere bidimensionali d’ispirazione costruttivista, cerchi, linee, e rettangoli sovrapposti a più livelli, nota curiosa dei “Rilievi” è che dopo l’ultima visibilità avuta negli anni ’70 alla Galleria Vismara di Milano, le opere rimasero sempre nella collezione personale dell’artista, riaffiorando solo oggi con meravigliata sorpresa sia per gli addetti ai lavori, sia per il grande pubblico. Marco Meneguzzo, nel testo del catalogo che accompagna la mostra, definisce queste opere ”…in negativo perché è l’ombra dello spessore del materiale che fa riconoscere la forma, come se ne disegnasse il contorno. I pannelli dunque mostrano e non mostrano la composizione, a seconda della luce che vi batte sopra, e così facendo variano costantemente, …” vengono ritenute le opere a lui più congeniali, concettualmente più compiute.
Ideo Pantaleoni è stato un artista che ha attraversato tutto il Novecento, passando dal periodo figurativo all’astrattismo, dal costruttivismo all’informale, si è sempre contraddistinto per la costante e parsimoniosa ricerca, per la maestria compositiva e cromatica, arte rigorosa e raffinata, che ha sempre riscosso successo di pubblico e di critica.
Per l’occasione il catalogo editato dalla Galleria Ferrarin Arte, oltre ai testi di Marco Meneguzzo e Luigi Cavadini, riproduce due interessanti interviste, una all’erede, non che Fondatore dell’Archivio, il Dott.Paolo Berra che raccontando la sua amicizia con l’artista ci dà la possibilità di conoscere un nuovo e inedito Panta (così veniva amichevolmente chiamato); l’altra a Marco Parini, noto artigiano che collaborò attivamente con Ideo Pantaleoni per la realizzazione delle sue sculture in alluminio e in anticoral, ma che fu grande “mastro” artigiano per molti e famosi artisti come Jesus Raphael Soto, Baj, Man Ray e molti altri.
Nato a Legnago nel 1904 si trasferisce prima a Ferrara poi a Bologna e in fine a Milano, città di adozione, che in alternanza con Parigi saranno luoghi professionali e affettivi per tutta un’esistenza. In Italia partecipa a importanti esposizioni come la Biennale di Venezia, la Triennale di Milano e le Quadriennali di Roma, collabora con le Gallerie più importanti Galleria GianFerrari, Galleria Annunciata e Galleria Vismara per citarne alcune, frequenta e collabora con Carrà, De Pisis, Sironi, Munari, Soldati, Dorfles, Veronesi, Nigro, Dadamaino e altri ancora, a Albissola grazie al consiglio di Lucio Fontana realizza sculture in ceramica.
E’ stato insignito di innumerevoli riconoscimenti e premi alla carriera.
Viene a mancare la notte di Natale del 1993.

Susanne Capolongo