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19 LIFE COACH -GTA e i delitti mediatici, per un apprendimento precoce a delinquere-

Aggressività rabbia e paura si condensano nei videogame elettronici, vere e proprie sequenze filmiche di azioni violente contro l’umana specie, in cui il protagonista sei proprio tu, giocatore- eroe, ovvero criminale virtuale ed emotivamente coinvolto.

Una realtà che potremmo definire scandalosa se pensiamo che giochi come il GTA finiscono in mano a bambini anche molto piccoli in quanto non esiste alcuna forma di controllo del prodotto, vietato ai minori di 18 anni ma facilmente reperibili nei negozi o sul web prima, e nelle case della gente poi.

Il potere condizionante la mente sta nella prolungata esposizione ad azioni rapide e violente il cui meccanismo appare essere determinato dalla propria volontà: azionando i pulsanti del gioco è difficile distinguere la realtà dalla fantasia dato l’elevato grado eccitante che tale attività procura nell’organismo.

Immagine e suoni si fondono con rapidità stimolando energia e adrenalina al servizio dell’obiettivo, quello di accumulare punteggio: uccidere, massacrare, sconfiggere il nemico, anzi i nemici sempre in agguato. Il giocatore salvi se stesso nell’inferno oscuro e pericoloso delle relazioni.

In sintesi questo è il messaggio “anti educativo” che i giochi elettronici di tale tipo trasmettono a bambini e ragazzi predisposti per loro natura a introiettare tali modelli di relazione e a riprodurli nei loro comportamenti di vita quotidiana.

Numerose le polemiche sollevate per fronteggiare l’effetto dannoso di tali marchingegni online. Scrive La Repubblica del 13 marzo 2015:

Il fenomeno Grand Theft Auto V, il romanzo criminale dei britannici di Rockstar uscito per console e molto presto anche per computer, non conosce limiti. Un successo inarrestabile per uno dei prodotti più discussi, sempre al centro di mille polemiche da parte di politici, avvocati, associazioni di genitori, per via dei suoi contenuti indiscutibilmente violenti, dissacranti e tutto meno che politicamente corretti.”

Si legge che, Ilaria Capua, deputato alla Camera, ha sensibilizzato Renzi sul tema sollecitandolo a prendere provvedimenti per evitare che giochi come GTA V finiscano nelle mani dei bambini.

Ancora una volta però, non è il prodotto -discutibile ma categoricamente vietato ai minorenni-, a rappresentare il vero pericolo ma la disattenzione e il cattivo uso che gli adulti ne fanno, coinvolgendo spesso gli stessi figli a giocare o lasciando il videogioco incustoditi. Se l’adulto non è consapevole o si disinteressa del fatto che i videogame violenti sono dannosi allo sviluppo mentale e comportamentale dei propri figli, contribuisce a rendere lecita, se non addirittura “gradita”, l’azione violenta e di sopraffazione sull’altro trasformandola in un indiretto ma efficace modello di comportamento.

Assenza di filtro dei messaggi in arrivo ai bambini, confini generazionali inesistenti, bambini sempre più soli che si trasformano in veri e propri esperti nel mondo della tecnologia web di qualsiasi provenienza: questi ed altri sono gli elementi di una realtà che, in forma esponenziale, appare attualmente una delle concause dei disturbi psicologici e relazionali dei ragazzi di oggi.

Il tema del disagio giovanile e le conseguenze nella direzione di agiti criminali verrà approfondito da esperti del settore nel corso degli appuntamenti del Mercoledì al Circolo della Stampa di Milano il 25 marzo p.v.:“Sul filo del rasoio:gli adolescenti e la criminalità giovanile.

Daniela Testa

 

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