Intervista al Generale Camillo de Milato: Tre anni di Presidenza alla Fondazione “Asilo Mariuccia”

 

Ersilia Bronzini Majno ha fondato l’Asilo Mariuccia per il recupero delle bambine e delle adolescenti “traviate”, vittime di violenze sessuali o già avviate sulla strada della prostituzione.

 

Dopo tre anni di Presidenza alla Fondazione “Asilo Mariuccia” il Generale Camillo de Milato continua il suo impegno concreto con l’obiettivo di cambiare le cose, per migliorare e valorizzare le preesistenti e tanti progetti da sviluppare.

Il Presidente, sempre in prima linea per svolgere e tessere senza soste una rete di aiuti che gli vengono concessi grazie alla sua proverbiale morale, garante concreta e affidabile affinché ci si possa fidare, afferma che la Fondazione non ha scopo di lucro, che essa opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale come quella di offrire assistenza socio- assistenziale alle mamme con bambini e/o minori soli in difficoltà.

 

Presidente, mi racconta com’è nata la Fondazione? “Dopo il trauma subito per la morte della figlia Mariuccia, Ersilia Bronzini Majno ha fondato l’Asilo Mariuccia, per il recupero delle bambine e delle adolescenti “traviate”, vittime di violenze sessuali o già avviate sulla strada della prostituzione. Ersilia, fondando questo Istituto assieme ad alcune sue amiche, è stata una delle protagoniste dell’emancipazionismo milanese di fine Ottocento, sempre impegnata a favore dei ceti più disagiati. Inoltre, è stata tra le fondatrici dell’Unione Femminile Nazionale, per garantire il voto alle donne, occupandosi per tutta la vita dei problemi legati alla delinquenza minorile, soprattutto puntando sul reinserimento sociale delle giovani fanciulle attraverso la formazione e il lavoro. Diresse l’Asilo Mariuccia sino alla morte, avvenuta nel 1933”.

 

Che ruolo ha nel campo dell’assistenzialismo? “Questa Fondazione svolge un ruolo molto importante nel campo dell’assistenzialismo in quanto accoglie, educa, forma ed accompagna bimbi assieme alle loro mamme o minorenni soli, vittime di maltrattamenti od abusi. La formazione per prepararli al lavoro è a cura di Anna Frigeri, di grande competenza ed è il nostro fiore all’occhiello: le mamme, attraverso convenzioni con il Comune di Milano, Croce Rossa e Società Umanitaria, hanno la possibilità di frequentare corsi di lingue ed informatica, taglio e cucito, pasticceria. I minorenni, dopo il 16° anno, perché devono obbligatoriamente frequentare i corsi scolastici, vengono inseriti nel “Laboratorio di Educazione al Lavoro” dove viene praticata “l’ortocultura”, che si basa sui lavori di giardinaggio e piccoli altri lavori. Questa pratica, attraverso l’educazione alla puntualità, gerarchia, impegno, ha raggiunto il 98% di successi per la percentuale di inserimenti in tirocini aziendali dei minorenni nel mondo lavorativo”.

 

Generale quante persone accoglie la Fondazione? “Nelle nostre Comunità di Prima Accoglienza, – mi risponde il Presidente – al momento accoglie 110 mamme con bambini e minorenni prese in carico su segnalazione dei Servizi Sociali dei Comuni o dei Tribunali dei Minorenni. Sono Comunità con ampie strutture aventi la presenza di un educatore h24, sette giorni alla settimana. Sono luoghi di sostegno, condivisione e solidarietà reciproca e che consentono di riprendere possesso della propria vita. Ogni Comunità accoglie 10 tra mamme e bambini, o 10 minorenni. Ci sono anche appartamenti destinati a mamme con disagi meno gravi, che vivono in semi-autonomia, e che fanno già dei lavori part-time. Ogni Appartamento offre accoglienza a 5 mamme e bambini, o a 3 minorenni soli”.

 

Qual è la formazione degli educatori?  “Sono laureati in Scienze dell’Educazione seguiti da una équipe guidata dalla prof.ssa Susanna Mantovani, attraverso un protocollo di collaborazione con l’Università Bicocca”. L’azione dell’Educatore è fondamentale, perché si rivolge a chi ha bisogno di essere ascoltato, aiutato ed accompagnato, ciascuno dei quali è profondamente diverso dagli altri, perché porta con sé valori, risorse e bisogni propri.

 

Nella Fondazione ci sono “Volontari”? “Si. Vi è un gruppo diretto da Marinella Boverio Navarrini, che interviene nelle attività complementari alle funzioni specifiche dell’Educatore. Per esempio, nel doposcuola dei bimbi.

 

Ci sono co/protagonisti che hanno un legame con la Fondazione? “Sì. L’Associazione “Amici dell’Asilo Mariuccia”, formata da persone con professionalità trasversali, attraverso il coordinamento di Jole Milanesi, supporta la Fondazione per fund-raising, sensibilizzazione ed informazione.

 

Mi risulta che la Fondazione ha una rete formidabile. “Si. Siamo gemellati con la Croce Rossa-Delegazione di Milano, Società Umanitaria e Pane Quotidiano. Inoltre abbiamo protocolli e convenzioni con tante strutture importanti”.

 

Cosa rappresenta per Lei la Fondazione? “Una grande sfida, un’importante opportunità per dare aiuto a persone bisognose di essere sostenute per poi renderle autonome. Infatti, aiutando le mamme o i neo-maggiorenni a trovare un lavoro, significa ridare loro la completa dignità.

 

Da chi è concretamente aiutato in questo difficile e gravoso compito? “Dal mio Direttore Generale Maurizio Faini e dal Consigliere Delegato Silvia Gardino, ambedue di grande professionalità e competenza. Ma questi risultati sono ottenuti dalla “Squadra” completa. L’Ambrogino ottenuto a dicembre 2014 dal Comune di Milano è merito di tutti.

 

Per chi volesse concretamente aiutare la Fondazione come lo può fare? “Può fare qualche donazione e/o destinare il 5 per mille sulla dichiarazione dei redditi a questa particolare Fondazione”.

 

Con la straordinaria forza di cambiamento generata anche dalla grande esperienza che ha avuto nel Mondo Militare dove ha svolto un ruolo di vertice quale Comandante Militare Esercito Lombardia, il Presidente Camillo de Milato sta dimostrando che le cose possano cambiare in meglio e che il cambiamento ha avuto una ricaduta pratica e positiva sulla vita dei protagonisti di esperienze difficili che non erano in grado di sostenere senza il concreto aiuto della Fondazione “Asilo Mariuccia”.

 

Principia Bruna Rosco

5PER MILLE

 

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