imbecille

Lingua italiana

Navigare tra le parole

di Paolo Pivetti

 

imbecille: sia detto senza offesa…

La storia, l’uso, la consuetudine, possono a volte mutare in modo evidente il significato di una parola, trasformando anche un innocuo aggettivo in un’offesa difficilmente sopportabile. È il caso, per esempio, dell’aggettivo imbecille.

In molte lingue dell’antichità troviamo la radice bak. Presso i Greci essa diede luogo al vocabolo bàktron nel significato di bastone. Da bàktron il diminutivo baktèrion, bastoncino. Questo baktèrion nell’Ottocento fu riesumato dalla Scienza per indicare certi microrganismi che al microscopio appaiono come tanti bastoncini. Il termine ebbe fortuna e in italiano diventò battèrio.

Dalla stessa radice bak in latino nacque, sempre nel significato di bastone, la parola baculum, col suo diminutivo bacillum, ancora una volta bastoncino. E anche da  bacillum, in italiano bacillo, il linguaggio scientifico derivò il significato di microrganismo, in parallelo con baktèrion.

Dal latino bacillum è nato poi in italiano anche baccello, che in botanica indica il frutto delle piante leguminose che presenta, nella gran maggioranza dei casi, la forma di un bastoncino. Baccello e bacillo sono etimologicamente fratelli, e siamo sempre nel campo scientifico.

Ma torniamo ai Latini. Volendo esprimere il concetto di persona debole s’inventarono l’immagine di una persona priva di un bastone cui appoggiarsi: posero dunque il prefisso negativo in- davanti a  bacillum, che come abbiamo visto è il diminutivo di baculum, bastone: ed ecco l’aggettivo in-bacillus, che per ragioni fonetiche diventò imbacillus, poi successivamente in imbecillus. E qui già si sente puzza di bruciato. Da imbecillus nacque la variante meno usata imbecillis, sempre nel significato di debole, fiacco. E ci fu poi il sostantivo imbecìllitas per significare debolezza, fiacchezza. Ma trasferendo la parola dal campo fisico e materiale a quello intellettuale e morale, l’imbecillis diventò l’uomo fiacco di mente, debole di spirito; parlando chiaramente, un buono a nulla, un insulso, e tale arrivò nella lingua italiana. Sia detto senza offesa: un  imbecille.