Martedì nella sala consiliare di Garda sono stati proiettati 2 film di Gianni Patricola che trattavano fenomeni paranormali.  I “corti ” pur datati all’inizio degli anni  ottanta hanno suscitato un dibattito  vivace e molte curiosità  soprattutto quando ho esposto la posizione di

FREUD E L’OCCULTISMO

Freud già nel 1921 riguardo ai fenomeni occulti e specie alla telepatia si esprimeva in questi termini:

Mi sento incapace di escludere a priori la possibilità obiettiva della trasmissione di pensiero e quindi anche della telepatia” e oscillò spesso fra impostazione scettica e atteggiamento possibilista. Non mise mai in contrapposizione la psicoanalisi con dei fenomeni occulti e telepatici, ma grazie alla psicanalisi e alle sue interpretazioni rende un po’ più comprensibili certi aspetti oscuri dei fenomeni telepatici oppure riesce a classificare come fenomeni telepatici, certi altri fenomeni di natura dubbia. Il processo telepatico consisterebbe nel fatto che un atto mentale può benissimo essere un processo fisico ove lo psichico da un’estremità si trasforma appunto in questo processo fisico e quest’ultimo all’altra estremità, si ritrasforma nel medesimo psichico. Freud fa l’analogia come parlarsi al telefono. Se esiste la telepatia come processo reale, si può supporre benché sia difficile dimostrarlo, che si tratta di un fenomeno assai frequente ed è una comunicazione al di là delle parole e dei segni. Ci sono degli elementi conoscitivi che si svolgono al di fuori della conoscenza vigile e spesso risulta estranea a questa coscienza. Di questi episodi ha trattato  nel suo libro dal titolo:  “CLAUSTROFILIA” lo psicoanalista  Elvio Fachinelli che intende con questo termine una tendenza al chiuso al claustrum  evidenziando il rapporto tra paziente e analista per cui il paziente cattura parte di vita reale dello psicanalista e ne parla in seduta con associazioni e sogni .Ciò avviene per lo stretto legame dovuto al transfert per l’intensa partecipazione intellettiva ed emotiva delle sedute, che trasferisce  conoscenze da inconscio a inconscio, fenomeno che sfugge ai nostri parametri razionali. Si può paragonarlo all’intensa comunicazione pre-verbale del bambino con la propria madre che individua i suoi bisogni e i suoi pensieri. Bion, un famoso Psicanalista nomina con il termine   Reveriè la comunicazione tra madre e figlio in fase prelinguistica.

Giacomo Rizzolatti, scopritore dei Neuroni a Specchio afferma: “il cervello che agisce è anzitutto un cervello che comprende” Infatti noi comprendiamo un’azione e il suo fine, proprio perché nel nostro cervello si attivano gli stessi neuroni che si attiverebbero se stessimo compiendo noi stessi quell’azione. Non c’è nessuna partecipazione cosciente del soggetto, è qualcosa che ci precede e ci permette di comprendere e di conoscere immediatamente, in una dimensione pre-linguistica, le intenzioni degli altri individui, rendendo così possibile una previsione del loro comportamento futuro. Si può capire così il tema dell’Empatia che riguarda le emozioni e la Partecipazione Empatica: un comportamento bio-sociale a un livello che precede la comunicazione linguistica e che orienta le relazioni interindividuali.

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PAOLA  BONETTI

PSICOLOGA-PSICANALISTA

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