scuola

Lingua italiana

Navigare tra le parole

di Paolo Pivetti

 

Scuola: si ricomincia.

Si riaprono le scuole. Ricomincia il lavoro per gli insegnanti, la fatica per gli studenti. Il fatto curioso è che scuola deriva da una parola che significa riposo. Nel greco antico troviamo infatti scholè che vuol dire riposo, rilassamento, ozio, tempo lontano dalle fatiche e dalle preoccupazioni: vacanza, diremmo oggi. Questo si spiega col fatto che in antico per gli uomini, che erano i soli che si dedicassero agli studi, c’erano innanzitutto le dure fatiche delle armi, e poi quelle della vanga e dell’aratro, e solo dopo aver compiuto questi doveri arrivava il momento di dedicarsi liberamente all’esercizio dello spirito e della mente: lo studio si presentava dunque come uno svago piacevole. Dal greco scholè nasce in latino la parola schola, da cui la nostra scuola: che per le giovani generazioni di oggi, può suonare ancora come pausa liberatrice, se non dalle fatiche della terra e delle armi, perlomeno dall’oppressione alienante della play station.

Quanto poi alla vacanza, da un punto di vista etimologico significa “mancanza”, “assenza”, sottintendendo “di lavoro”, “di impegno”, ivi incluso quello scolastico. Deriva infatti dall’arcaico vacare, dall’identico verbo latino, cioè “mancare”, “esser privo”, di cui è rimasto in vita solo il participio presente vacante. Per esempio, dopo la morte o l’abdicazione di un Papa, e prima dell’elezione del nuovo Pontefice, si parla nella Chesa cattolica di “Sede vacante”.

Tornando all’idea dello studio come attività ricreativa, i Latini avevano anche un altro vocabolo per indicare il tempo dedicato alle “fatiche” letterarie: otium, cioè ozio che è esattamente l’opposto di labor, fatica, da cui il nostro lavoro. Gli otia litterata, “ozi letterari”, trovavano spazio, nella pragmatica e attiva mentalità latina, soltanto dopo la fatica degli impegni civili e dei doveri militari.

Quando vollero creare una parola che in modo ancora più preciso di labor significasse il contrario di otium i Latini fecero negotium (da “nec-otium”). Ed eccoci dunque all’antenato dell’italiano negozio, che all’origine della nostra lingua aveva un significato ampio e generico di attività, traffico, faccende, e poi si andò a circoscrivere nell’indicazione del luogo di traffico per eccellenza, cioè la bottega.

La quale bottega, e qui il punto a catenella dell’etimologia sembra proprio inesauribile, ci deriva dal latino apothèca, che a sua volta viene dal greco apothèke, ripostiglio, magazzino.

Eravamo partiti dall’inizio della scuola… è già il momento di prenderci un po’ di vacanza.