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28/09/2015    20 LifeCoach-  IL CORPO ACCUSA IL COLPO

E’ proprio il titolo del libro dello psichiatra  Bessel Van der Kolk- “Il corpo accusa il colpo“- a riassumere l’ intrinseca relazione esistente tra mente, cervello e corpo, evidenziando il ruolo centrale che il corpo assume nel registrare i segni dei colpi, non solo fisici ma anche emotivi.

Contemplando le più antiche formulazioni medico-filosofiche ed anche le moderne ricerche scientifiche nell’ambito della medicina e delle neuropsicologia, ci si accorge come il tentativo di dividere i segmenti di cui è formata la natura umana sia un’operazione alquanto lacunosa e priva di risultati curativi del malessere psicologico e fisico. Le molteplicità espressive che dimostrano il rapporto che intercorre tra la psiche e il corpo -“… sono nervoso al lavoro, mi viene un forte mal di testa! “- rappresentano il cavallo di battaglia delle correnti di pensiero fenomenologico  che individuano nei segni somatici l’espressione evidente del disagio psichico e si pensi, a tal proposito, all’efficacia di molte delle discipline olistiche che lavorano sul corpo per migliorare “la salute dell’anima”.

Ma il funzionamento di tale sistema rimane ancora un ambito conoscitivo con molti punti irrisolti perché non si conosce con certezza quali siano i meccanismi di scambio tra i diversi componenti della natura umana e le sue trasformazioni .

Il libro di Van der Kolk, psichiatra e professore alla Boston School of Medicine, si concentra sul tema del trauma psicologico come generatore di trasformazioni- i veri e propri danni alla persona- che non sono solo mentali ma anche fisici. Scrive l’autore:

“Dopo un’esperienza traumatica, il cervello si riorganizza per fare fronte al pericolo: l’effetto perverso è che il paziente rimane ostaggio del passato traumatico. Quindi fatica ad interessarsi agli altri, non riesce a divertirsi o a provare piacere interpreta tutto ciò che percepisce alla luce del trauma subito, perché il suo cervello è reso iperattivo dalla paura che il trauma si ripeta”

In questo libro viene data speranza alla possibilità di uscire dal tunnel della disperazione partendo proprio dal corpo per curare la persona. Osserva Van der Kolk che ciò che scatena il disagio non sono i ricordi ma le sensazioni. Il disagio diventa parte del corpo e fa sì che certe sensazioni – suoni, immagini, esperienze tattili- vengano dotate del potere di rievocare il trauma e consegnino il controllo della personalità alle parti più primitive del cervello, il sistema libico, eludendo l’intervento da parte del cervello più evoluto, quello razionale. La sua teoria sostiene quindi che è necessario partire dal corpo per restituire le redini alla parte razionale della mente, la quale, solo in un secondo momento potrà elaborare le tragiche esperienze vissute. E l’autore indica diversi modi che ha riscontrato efficaci per tale scopo tra i quali, per esempio, lo yoga.

 

Queste considerazioni, come altre che valorizzano la terapia corporea -intendendola come propedeutica e  integrabile a quella verbale-, mi hanno particolarmente colpita anche in seguito ad alcune personali riflessioni maturate in 25 anni di attività clinica e psicoterapeutica. Nel corso della mia esperienza professionale ancora in atto, ho incontrato bambini traumatizzati da maltrattamenti fisici e sessuali, impauriti e bloccati nel loro percorso di crescita, ho conosciuto donne e uomini che, ormai adulti, non trovavano il bandolo della matassa ingarbugliata in un’esistenza che, per il mondo esterno risultava apparentemente normale, ma che restava invece gravemente sofferente al suo interno. Nonostante l’oggettiva efficacia del percorso psicoterapeutico ho avvertito la sensazione che per alcuni di loro non si fosse realizzata una completa liberazione dai ricordi dolorosi e che la persona continuasse a conservare in angoli bui, nascosti e profondi, tracce minacciose del trauma subito. Ho potuto sperimentare quindi un’evoluzione del mio modo di fare terapia aggiungendo un focus specifico sullo spazio corporeo, individuando, insieme al paziente, soluzioni che potessero valorizzare la l’espressività del canale fisico e per liberare le sensazioni emotive profonde dai ricordi dolorosi.

È interessante quindi poter offrire modalità terapeutiche integrate, in cui la tradizionale  presa in carico psicoterapeutica che privilegia la “parola” ceda un primo passo a quella psico-fisica, modalità che può essere intesa come premessa indispensabile alla buona riuscita del percorso di guarigione.

 

….e la storia continua…                                                                          Daniela Testa

 

Psicologa- psicoterapeuta

 

Per domande o suggerimenti :

testa.studio1@gmail.com

 

 

“Il corpo accusa il colpo”

Bessel Van der Kolk

Raffaello Cortina Editore

Il libro è in vendita nelle librerie

 

 

 

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