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21 LifeCoach  SOLITUDINE

Un detto popolare dice che è “meglio soli che mal accompagnati” ma è anche vero che si può sempre cambiare compagnia. L’uomo non nasce per restare solo e anche la scienza lo conferma sostenendo che  la solitudine indebolisce le difese immunitarie influenzando i geni. E nelle stagioni estreme, l’estate e l’inverno, in cui si esasperano le temperature e si ricorre ai rifugi dal freddo o dal caldo, sono gli anziani a risentirne gli effetti spiacevoli. Non parlo di quegli ultra sessantenni, arzilli e vigili, che si scatenano in qualsiasi giorno e orario nelle strade della città o nei supermercati climatizzati, manifestando con il loro temperamento energico una vitalità consumata nei lauti momenti della giornata dedicati al cibo, o alle passeggiate, o a qualche attività ricreativa. Viceversa, mi riferisco a quelle persone che si ritrovano in balia della solitudine e dei conseguenti rischi che incidono sulla salute, sia mentale che fisica.  Lo studio pubblicato di recente sulla rivista Proceedingsof the National AcademyofSciences di John Cacioppo, psicologo dell’Università di Chicago, dimostra come aumenti il rischio di morte e si accorci l’aspettativa di vita nelle persone isolate, specie in età anziana.

Come per altre problematiche psicologiche anche in questa condizione disagevole verifichiamo come la mente e il corpo si influenzino vicendevolmente.

Dal punto di vista medico le cellule immunitarie (leucociti), nei soggetti osservati, presentano un’attività genica alterata a favore di geni pro-infiammatori e a discapito di geni importanti per difenderci dagli agenti infettivi. È quindi più facile essere attaccati da infezioni e virus e ammalarsi ciclicamente.

Dal punto di vista psicologico, in assenza di stimoli comunicativi e per la mancanza di esperienze di affetto, la solitudine evoca sentimenti di privazione e morte.

Gli anticorpi mentali contro i pensieri distruttivi e laceranti vengono prodotti dal riuscire a “fare qualcosa con qualcuno” per stimolare l’intera gamma sensoriale come la vista, l’udito, il tatto, e mantenere in allerta la propria intelligenza come l’attenzione, la memoria, la capacità di critica e di risposta.

Ben vengano quindi le attività di gioco come le carte, la tombola, gli scacchi. Anche le gite organizzate o i corsi finalizzati agli anziani in palestra e in piscina offrono occasioni di socializzazione spesso molto divertenti e vivaci.

Non dimentichiamo poi i preziosi amici, gli animali domestici, sempre fedeli e affettuosi con cui trascorrere insieme l’intera giornata e sorprendersi per la loro straordinaria presenza e sensibilità.

È dimostrato dalla scienza e dall’esperienza delle persone stesse che per nutrire la vitalità umana è fondamentale uno scambio amorevole con qualcuno con cui condividere azioni ed emozioni.

Segnalo l’indirizzo web dei centri socio-ricreativi e culturali per anziani del Comune di Milano.

 

http://centroculturaleperanziani.blogspot.it/

 

 

 

 

….e la storia continua…                                       

 

Daniela Testa

Psicologa- psicoterapeuta

 

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