Un tempo, parlando di turismo, il riferimento era solo a quello alberghiero o, al massimo, le case in affitto o le residenze estive.
Dalla seconda metà del novecento sono nate o si sono affermate altre possibilità vacanziere: Villaggi turistici, Campeggi, Villaggi misti, Villaggi hotel, Agriturismo, Turismo in camper (libero o in aree di sosta) Palazzi e Castelli ospitali e, infine, la recente forma di Albergo diffuso.
Queste nuovi aspetti del turismo oggi occupano circa il 50% del fenomeno vacanziero, ma di questi ne parla solo la pubblicistica specializzata, quasi si tratti di una manifestazione inferiore.
E’ auspicabile che il nuovo Ministero del Turismo voglia occuparsi di questi settori, ma ci auguriamo che ciò avvenga intelligentemente, ossia emettendo norme quadro specifiche per ciascuna forma, criteri che disciplinino ciascun aspetto turistico, ma senza snaturarlo.
Ciò è necessario, perché si tratta di utenze diverse tra loro.
Oggi, oltre al settore alberghiero, troviamo l’esistenza di quello sbrigativamente classificato extralberghiero, ma che riguarda branche spesso totalmente differenti tra loro, assolutamente non omogenee e pertanto difficilmente catalogabili in un’unica normativa.
Il settore alberghiero (nel quale vedremmo volentieri tornare la suddivisione nelle categorie Hotel e Pensioni) è attualmente ben organizzato e descritto nelle apposite pubblicazioni, ma quello cosiddetto extralberghiero presenta un coacervo di disposizioni che troppo spesso mal si adattano alle differenti caratteristiche dei singoli insiedamenti.
Il soggetto principale, il turista, oggi dispone di guide settoriali, ma difficilmente trova pubblicazioni che gli consentano, al livello nazionale, di poter scegliere a priori dove e come poter trascorrere le vacanze. Nella loro programmazione, che normalmente avviene con largo anticipo, la famiglia cerca le soluzioni che meglio si adattino ai loro desiderata, ma, a giudizio di una larga maggioranza, si trovano spesso davanti al “quaesivi, sed non inveni”. E allora, fatalmente, per molti si ritorna alla soluzione dell’anno precedente, ma spesso “obtorto collo” .
A volte, il latino chiarisce bene i concetti!

Roberto, Umberto e Luciana Granati
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