ANSIA E SCELTE A TAVOLA: CIO’ CHE MANGIAMO PUO’ INFLUENZARE IL NOSTRO STATO D’ANIMO

 

E’ noto che lo zucchero bianco, aggiunto alle bevande oppure presente nelle preparazioni dolciarie sia responsabile delle manifestazioni ansiose o degli sbalzi d’umore. Sebbene i carboidrati e i dolci in genere provocano un certo grado di soddisfazione e di energia mentale, possono agire come veri e propri farmaci nel nostro cervello determinando in un primo momento euforia seguita talvolta da calo del tono dell’umore.

Secondo un recente studio condotto dai ricercatori dell’University of California di Los Angeles, il consumo di yogurt è efficace nel controllo dell’ansia. La ricerca, svolta su un gruppo di donne, ha dimostrato come il consumo di yogurt (due volte al giorno e non zuccherato), sia correlato alla modificazione dei batteri intestinali e alla riduzione dell’attività dei neuroni responsabili della risposta ansiosa. Merito dei batteri Streptoccus thermophilus e del Lactobacillus bulgaricus che influiscono positivamente sulle aree cerebrali coinvolte nei meccanismi dell’ansia.

 

Ma quali sono in generale gli alimenti che possono concorrere a ridurre le manifestazioni ansiose o gli sbalzi d’umore?

Le carote, ricche di carotenoidi e vitamina C, il loro consumo è fondamentale per il corretto funzionamento del sistema immunitario talvolta indebolito dallo stress protratto nel tempo. Sono ricche anche di due sostanze nutraceutiche, la daucina e l’asparagina, che favoriscono la diuresi, oltre alle vitamine B1 e B2 che promuovono l’attività neuronale. Si consiglia di assumerle almeno 3-4 volte alla settimana, dopo averle cotte al vapore oppure saltate in padella. Aggiungere sempre un filo d’olio extravergine a crudo per favorire la biodisponibiltà dei carotenoidi.

Gli spinaci, ricchi di magnesio, sali minerali ed oligoelementi e di acido folico in grado di regolare i livelli di serotonina e gli sbalzi d’umore. Possono essere consumati crudi in insalata, in tal caso è preferibile scegliere quelli novelli, dalle foglioline più tenere e decisamente più delicati e gustosi. Per potenziarne l’effetto è possibile aggiungere all’insalata mezzo avocado tagliato a fettine sottili. L’avocado è ricco di proteine, circa il 15% del peso, acidi grassi oleici che stimolano la produzione intestinale di Oleoiletanolamide. A Genova nell’Istituto Italiano di Tecnologia un gruppo di ricerca coordinato dal dott. Daniele Pionelli (per molti anni collaboratore di Eric Kandel, premio Nobel per la Medicina grazie alla scopetta delle basi molecolari della memoria), ha portato alla ribalta l’Oleoiletanolamide molecola di natura fosfolipidica presente in  alcuni alimenti tra cui le olive e il già citato avocado.

Questa sostanza è in pratica un fattore di sazietà, somministrata in certe condizioni nell’uomo promuove la sazietà, in particolare nei confronti dei grassi alimentari.

Oltre a ciò si è verificato che OEA migliora brillantemente la memoria: gli animali trattati con questa sostanza ricordano infatti molto meglio i movimenti che servono a evitare ostacoli o zone pericolose.

In linea generale nei soggetti ansiosi è opportuno abbinare sempre un alimento proteico, o un alimento che contenga grassi buoni (come quelli presenti nella frutta secca, nell’avocado, nei semi di Chia o di Canapa decorticata), alla frutta, alle verdure o al pane (scegliere ove possibile quello integrale, per evitare i bruschi sbalzi della glicemia che favoriscono anch’essi lo stato d’ansia).

ansia

Ad esempio a metà mattina possiamo scegliere tra: un frutto maturo con 3 noci; un croccantino al sesamo; uno yogurt magro al naturale con due cucchiaini di cacao amaro.

Nel pomeriggio, una galletta di mais o di quinoa o di amaranto e 2 quadratini di cioccolato fondente.

Un cucchiaino di crema di olive spalmata su galletta di riso o di altri cereali privi di glutine. Oppure spalmata di circa 80 grammi di formaggio caprino fresco e capperi.

Infine un vero toccasana per ansia e memoria è una macedonia preparata con papaia fresca e frutti di bosco, in particolare i mirtilli, ricchi di antiossidanti.

 

Dr. Debora Cantarutti

 

 

 

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