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Biblioteca Nazionale Braidense

Milano – Via Brera 28

Biblioteca Nazionale Braidense & Società Storica Lombarda

Prosegue la mostra bibliografica:

Francesco Novati (1859 – 1915)

Protagonista dimenticato della Milano tra Ottocento e Novecento

Dal 18 marzo al 28 maggio 2016

dal lunedì al sabato ore 9.30 – 13.30. Chiusa domenica.

Ingresso libero

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Biblioteca Nazionale Braidense e Associazione amici di Lalla Romano

Milano, via Brera 28

Sabato 2 aprile 2016 ore 11

Sala Lalla Romano – Ingresso libero

Scrittori presentano un libro di Lalla Romano: ERMINIA DELL’ORO e

La penombra che abbiamo attraversato (Einaudi).

A cura di Gabriella D’Ina; letture di Clara Monesi; coordina Antonio Ria.

Nata ad Asmara, Erminia Dell’Oro porta nei suoi libri spesso traccia e memoria della sua infanzia e adolescenza in Eritrea. «Il mio percorso di scrittrice», disse, «è segnato soprattutto da libri cosiddetti “di frontiera”, da storie di ambientazione coloniale e post coloniale». Al primo romanzo autobiografico, Asmara addio (Edizioni dello Zibaldone 1998), fanno seguito opere narrative per adulti, ma anche per ragazzi e per bambini, molto note ed amate dal pubblico e dagli insegnanti. Tra le sue opere di tematica coloniale ricordiamo:L’abbandono, una storia eritrea (Einaudi 1991) e Il fiore di Merara (Baldini e Castoldi 1994). Tra le opere più recenti: Vedere ogni notte le stelle(Manni 2010) e, per bambini, Dall’altra parte del mare (Piemme 2013) e Il gatto rapito (Piemme 2014).

Per La penombra che abbiamo attraversato di Lalla Romano ecco una breve presentazione di Italo Calvino:«L’immagine proustiana del titolo significa qui l’infanzia, età in sé folgorante, ma ombrosa, oscura per chi la guarda dall’altra sponda, quella della maturità; ma è anche la vita stessa, lo spazio che deve essere riattraversato per ritrovare la tormentosa età, nella quale a nostra insaputa tutto era stato giocato una volta per tutte. Il riscatto del tempo è il motivo vero del raccontare di Lalla Romano. Sin dai primi libri si è venuto precisando il filo di una poesia tutta discrezione e rigore che consiste nel raccogliere come rivelatori proprio i momenti della vita che si sogliono chiamare dispersi».

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Biblioteca Nazionale Braidense e Università Cattolica di Milano
Da Subiaco a Roma: le origini dell’editoria in Italia

Mercoledì 6 aprile 2016 

Un seminario internazionale 
Università Cattolica, aula NI110, via Nirone 15, Milano 

ore 9.00 

Presiede Edoardo Barbieri (Direttore CRELEB, Università Cattolica di Milano)
Saluto di Giuseppe Frasso (Direttore del Dipartimento di Studi Medioevali, Umanistici e Rinascimentali, Università Cattolica di Milano)
Concetta Bianca (Università degli Studi di Firenze)
Uno sguardo alla tipografia di Subiaco 

ore 11.00 
Lotte Hellinga (British Academy) 
Diplomatic relations of pope Pius II as reflected in early printing
 

Biblioteca Braidense, Sala Maria Teresa, via Brera 28, Milano 

ore 15.00 
Presiede
 Luca Rivali (Università Cattolica di Milano) 
Saluto di
 Maria Goffredo (Direttore della Biblioteca Nazionale Braidense) 
Edoardo Barbieri (Direttore CRELEB) –Aldo Coletto (Biblioteca Braidense) 
Esame di alcune edizioni di Sweynheym e Pannartz dalle collezioni Braidensi
 
ore 16.30 
Graziano Ruffini (Università degli Studi di Firenze) e Ugo Rozzo (Istituto storico del libro antico- ISLA), discutono dei volumi Incunabula. Printing, Trading, Collecting, a cura di Alessandro Ledda, Firenze, Olschki, 2015; 
Lotte Hellinga, Fare un libro nel Quattrocento. Problemi tecnici e questioni metodologiche, a cura di Elena Gatti, Udine, Forum, 2015; 

Lilian Armstrong, La xilografia nel libro italiano del Quattrocento, a cura di Paola Farina, Milano, Educatt, 2015
Ingresso libero

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Biblioteca Nazionale Braidense & Società Storica Lombarda

Giovedì 7 aprile 2016 ore 16.30

Novati medievista e la filologia romanza

Dott. Roberto Tagliani (Università degli Studi di Milano) 

In occasione del primo centenario della morte di Francesco Novati, filologo e professore presso la Regia Accademia Scientifico-Letteraria di Milano, è stata allestita in Sala Maria Teresa della Biblioteca Nazionale Braidense la mostra: Francesco Novati (1859-1915). Protagonista dimenticato della Milano tra Otto e Novecento. In collaborazione con la Società Storica Lombarda, la Direzione della Biblioteca ha deciso di affiancare alla mostra un ciclo di quattro conferenze dedicate alla figura di Francesco Novati e alla sua opera svolta nell’ambito di alcune fra le più importanti istituzioni culturali milanesi. 

Ingresso libero

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Mediateca Santa Teresa – Milano, Via della Moscova 28

Mediateca Santa Teresa Coop Lombardia-Spazio Scopri Coop

Per il ciclo “ Percorsi d’Arte”conferenza di Anna Torterolo:

Giovedì 7 Aprile 2016 – Ore 15,00

A tu per tu con il presente: Umberto Boccioni

Umberto Boccioni (1882-1916) è stato il più grande artista italiano del Novecento.

Classificarlo sotto l’etichetta di futurista vuol dire non rendere giustizia alla sua irrequietudine creativa e alla sua forza di sperimentazione che gli fece bruciare le tappe di una vita troppo breve. La pittura che apprende da Giacomo Balla e da Gaetano Previati è quella divisionista-simbolista,che insegue il sogno di un’energia spirituale lontana dalla rumorosa e plebea civiltà industriale. Presto si rende conto di come le visioni oniriche fin-de-siècle siano una fuga codarda da una realtà che si impone e con cui le arti devono dialogare. Macchine, treni, aerei, il cinema….., se considerati come brutti, costringono gli artisti ad allontanarsi dalla società con uno strappo irrimediabile. Boccioni affronta il suo presente e comincia allora per lui l’età futurista, senza tuttavia certe facilonerie di personalità meno vigorose:al contrario, il viaggio in Russia e quello a Monaco lo fanno riflettere sulle altre avanguardie, dai cubofuturisti agli espressionisti. Una morte stupida in un incidente di equitazione arresta le sue ricerche, di cui restano, struggenti testimonianze, il ritratto del maestro Busoni ed alcune nature morte. Scomparse nella guerra quasi tutte le sue rivoluzionarie sculture, ci resta di lui la gloria e l’importanza di un artista che, nato in un paese ricco ma anche impigrito per il lungo passato, ha dato il via alla modenità.

Per la conferenza sarà attivo un servizio di assegnazione dei primi 90 posti con la distribuzione dei biglietti per un massimo di 2 a persona, da ritirare direttamente in Mediateca, a partire da mercoledì 30 marzo dalle h.11,00 fino ad esaurimento posti. Il giorno della conferenza dalle h. 14,00 verranno distribuiti i biglietti rimanenti e si potrà accedere in sala conferenze fino alle h. 15,00, dopodiché decadrà il diritto di utilizzo dei biglietti prenotati e i posti rimasti liberi saranno riassegnati. La conferenza sarà ripresa e pubblicata su you tube.

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FAI – La Cavallerizza, Milano Via Carlo Foldi, 2 

Giovedì 7 aprile, ore 18.00

Margherita Sarfatti. La regina dell’arte nell’Italia fascista.

Conferenza a cura della storica dell’arte Rachele Ferrario (Mondadori).

Un focus sulla figura di Margherita Sarfatti: giornalista, scrittrice e primo critico d’arte donna in Europa, indiscussa protagonista del panorama culturale del Novecento. Il suo temperamento libero, coraggioso e poliedrico emerge oggi in tutta la sua forza grazie a un’accurata ricerca documentaria e a carteggi inediti.

Ingresso libero

Per info: 02 4676151 – cavallerizza.braidense@fondoambiente.it

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Biblioteca Nazionale Braidense e Associazione amici di Lalla Romano

Sabato 9 aprile 2016 ore 11

Sala Lalla Romano – Ingresso libero

Dialogo fra poeti: LALLA ROMANO e FRANCO BELTRAMETTI

A cura e coordinamento di Antonio Ria; con Anna Ruchat e Giulia Niccolai.

Nato a Locarno nel 1937, Franco Beltrametti si laurea in architettura al politecnico di Zurigo nel 1963 per abbandonare subito la professione e dedicarsi a quella che fin dall’adolescenza si era profilata come una doppia vocazione: poesia e arte visiva. Parola e immagine, intrecciate in un dialogo silenzioso, diventano per lui – a partire dai primi anni Sessanta – non solo il campo della ricerca, ma un indirizzo di percorso. Giappone, California, Sicilia, sono le prime tappe di un’esistenza concepita, fuori e dentro la metafora, come viaggio. Nel solco di una generazione che riconosceva i punti di riferimento del proprio orizzonte nella sperimentazione della beat generation americana (Ferlinghetti, Corso, Kerouac) e delle avanguardie italiane (Adriano Spatola, Giovanni Anceschi e Nanni Balestrini), nonché nella spiritualità orientale, forte delle amicizie strette fin dai primi anni in Giappone (Gary Snyder, Philip Whalen, Cid Corman) e in Italia (Giulia Niccolai, Adriano Spatola, Lalla Romano, Fernanda Pivano, ecc.), Beltrametti ha elaborato una sua mitologia essenziale che lo ha reso interlocutore e punto di riferimento insostituibile per molti artisti. Anche la casa di Riva san Vitale, dove periodicamente si fermava tra un viaggio e l’altro, era diventata per molti un punto di riferimento, un “luogo” della poesia. Franco Beltrametti muore in piena attività nel 1995.
Lalla Romano (Demonte 1906-Milano 2001) ammirava molto Franco Beltrametti come persona oltre che come artista. Ci sono stati molti incontri fra loro, sia in Ticino che a Milano, soprattutto negli ultimi anni di vita dei due poeti. Ne è nata un’amicizia, fondata essenzialmente sulla stima reciproca proprio della scrittura, con testi di entrambi, che verranno letti nell’incontro. Eccone uno di Lalla, riportato nel suo romanzo In vacanza col buon samaritano (Einaudi 1997): «Franco Beltrametti, uno “zen”: misura, ordine, silenzio. Nel minimo spazio del suo studio, niente era fuori posto; il cortile selciato, deserto; e un lungo tavolo per la pittura a spruzzo». Ad ogni occasione poi Franco inviava o portava a Lalla Romano delle sue composizioni poetico-artistiche, che Lalla ha conservato gelosamente e che verranno esposte per l’incontro. Un altro tema poetico che li accumunava era il silenzio: «(dà una prima indicazione) (su una fragile/ trama) (come un lungo silenzio)… [F. Beltrametti, da tutto questo]. Molto conosciuta è la poesia di Lalla Romano, stampata sulla copertina della seconda edizione del suo Giovane è il tempo (Einaudi 1996, con Prefazione di C. Segre): «Musiche nascono e muoiono/ sono ancora parole/ […]/ Solamente il silenzio/ oltre il gelo dei mondi […]// solo il silenzio vive».

Anna Ruchat è presidente della Fondazione Franco Beltrametti, con sede a Riva San Vitale (Canton Ticino).

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Mediateca Santa Teresa – Milano, Via della Moscova 28
11 aprile ore 18.30

Paul Mason | Postcapitalismo. Una guida al nostro futuro
È arrivato il momento di farsi prendere dal panico
Paul Mason a Milano discute con Matteo Pucciarelli del suo ultimo libro

Un libro che si intitola Postcapitalismo. Una guida al nostro futuro è destinato a incuriosire e suscitare polemiche, soprattutto in periodi di crisi come il nostro. Il suo autore, Paul Mason, pluripremiato giornalista economico, ha lavorato a lungo in contesti di crisi, coprendo realtà tanto distinte come la Silicon Valley e la Florida dell’uragano Katrina, il movimento Occupy e la primavera araba, Gaza e i movimenti sudamericani. Autodidatta di simpatie laburiste, formatosi sui testi di Marx e Keynes e nei teatri delle crisi finanziarie, da Wall Street ad Atene, Mason riprende in questo libro concetti cari alla discussione teorica italiana, in particolare il Frammento sulle macchine di Karl Marx e l’idea che l’intelletto generale sarà la nemesi del capitale; parla di una sorta di «moneta del postcapitalismo», una moneta capace di validare altri valori, il tempo libero, la collaborazione e la gratuità. L’autore, recensito dal Financial Times e attaccato dalla destra, radica il dibattito all’interno di possibilità concrete, ragionando sulla transizione oltre il capitalismo, suffragando tesi fino a oggi monopolio di filosofi radicali e movimenti sociali e ponendo di fronte agli economisti ortodossi temi spesso ignorati. Siamo di fronte a un cambiamento epocale, a un’evoluzione non meramente economica, ma più propriamente umana: il capitalismo ha raggiunto un limite e si sta trasformando in qualcosa di completamente nuovo e diverso, e il cuore di questo cambiamento è la tecnologia informatica. Per la prima volta nella storia dell’umanità, consci di quanto sta accadendo, possiamo forse gestire, e non semplicemente subire, un cambiamento rivoluzionario.

Ingresso libero 
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Biblioteca Nazionale Braidense – Milano – Via Brera 28

Biblioteca Nazionale Braidense e Pinacoteca di Brera con la collaborazione del Dipartimento di Musicologia e Beni culturali e del Corso di Storia del Teatro e dello Spettacolo dell’Università di Pavia, dell’Accademia dei Filodrammaticie degli Amici di Brera

Scene di conversazione – Itinerari italiani

A cura di Fabrizio Fiaschini, Cecilia Ghibaudi, Giorgio Panizza, Giulia Raboni.

14 aprile 2016 ore 17,30

Teresa Girolamo Induno, Triste presentimento, 1862

Cecilia Ghibaudi, Storica dell’arte

Simone Casini, Docente di Letteratura italiana, Università di Perugina

Letture di Riccardo Buffonini

Ritorna la proposta di una modalità inedita di incontro tra pittura e letteratura, tra brani contemporanei o del passato in relazione e a commento dei dipinti esposti in museo. Saranno innanzitutto i testi a occupare la scena, attraverso la voce degli attori. A spiegare le connessioni e a mediare il rapporto, due studiosi, l’uno storico dell’arte, l’altro della letteratura che dialogheranno tra loro… L’incontro si svolgerà nella Sala Maria Teresa della Biblioteca Nazionale Braidense: alla fine si aprirà la grande porta che collega Biblioteca e Pinacoteca e ci si potrà recare a una visita diretta all’opera trattata. È una manifestazione tangibile delle sinergie possibili tra due istituzioni affiancate, oggi ancora più legate nella nuova organizzazione dei Musei.

Seguirà la visita diretta all’opera nelle sale della Pinacoteca.

Ingresso libero

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Biblioteca Nazionale Braidense e Associazione amici di Lalla Romano

Sabato 16 aprile 2016 – ore 11

Sala Lalla Romano – Ingresso libero

Poeti in Sala Lalla Romano: BASILIO LUONI

A cura di Gabriella D’Ina; coordina Antonio Ria.

Basilio Luoni è nato a Como nel 1948. Vive e lavora a Lezzeno, sul lago (ramo comasco, riva orientale). Artista poliedrico: “disegna, dipinge, scrive” , disse di lui lo scrittore Sergio Ferrero nel 1975. Aggiungiamo la grande attività di traduttore, specializzato nella letteratura francese del ’600-’700. Luoni è noto anche per molte opere poetiche di argomento sacro, che hanno il fascino delle sacre rappresentazioni come El Natal (Nodo Libri 1994, con prefazione del Card. Ravasi). Esponente della cultura dialettale, ha tradotto in dialetto lezzenese le opere di Molière Il Molière travestito (BCC Lezzeno1998). Fu segnalato per la prima volta sul “Corriere della Sera” da Giovanni Testori, che aveva enormemente apprezzato la rappresentazione a Milano di L’Avaro, tradotto in dialetto e interpretato da attori dilettanti della Compagnia teatrale Lezzenese, fondata nel 1963 e guidata dallo stesso Luoni. È autore di opere di saggistica, sulla fine della civiltà contadina, e di raccolte poetiche, tra le quali segnaliamo El librô di Figur (con prefazione di Dante Isella, Sedizioni 2015) in dialetto con testo italiano a fronte, tradotto dallo stesso autore. Luoni insegna tuttora teatro dialettale ai ragazzi.Ingresso libero

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FAI – La Cavallerizza, Milano Via Carlo Foldi, 2 

Martedì 19 aprile, ore 18.00

A tavola con i Visconti. 

Incontro con il giornalista e scrittore Luigi Barnaba Frigoli (Meravigli).

Un viaggio curioso e affascinante alla scoperta della cucina e della gastronomia nella Milano medievale dominata dai potenti Visconti, fra Trecento e Quattrocento: piatti antichi, sontuosi banchetti… e misteriosi avvelenamenti.

Ingresso libero

Per info: 02 4676151  – cavallerizza.braidense@fondoambiente.it

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Mediateca Santa Teresa – Milano, Via della Moscova 28 www.mediabrera.it

La Mediateca Santa Teresa, in collaborazione con l’associazione Amici di Leonardo Sciascia

Immagini di un impegno civile: Leonardo Sciascia e il cinema

“Il rapporto tra Leonardo Sciascia e il cinema è stato uno dei più intensi nell”ambito del Novecento letterario italiano. Non solo lo scrittore siciliano si è sempre dichiarato legato al linguaggio cinematografico e suo debitore per la propria formazione culturale, ma la stessa peculiarità della sua forma di scrittura è attraversata dal cinema e vocazione cinematografica della scrittura di Sciascia che, d’altra parte, è documentata dall”interesse che i cineasti hanno dimostrato per la sua opera. L’intrigo poliziesco e la costante attenzione alla cronaca politica sono aspetti della scrittura di Sciascia alla base di questo interesse che fu particolarmente vivo in alcuni registi impegnati, come Petri, Damiani, Rosi, Amelio, Greco, fin dagli anni Sessanta, quando venne pubblicato il primo importante romanzo, Il giorno della civetta. L’ impegno civile e politico di Sciascia, che è dimostrato anche dalla sua attività di deputato nelle file del Partito Radicale, è sempre animato da uno spirito critico e fortemente pessimista, anche se non rinunciatario, nella denuncia dei mali del nostro paese: la collusione tra mafia e politica, la corruzione della giustizia, l’ambiguità del potere. 

La Mediateca Santa Teresa, in collaborazione con l’ associazione Amici di Leonardo Sciascia, intende riproporre la riflessione su questi temi, ancora così attuali, attraverso la proiezione di tre significative pellicole tratte dagli omonimi romanzi sciasciani; ognuno dei tre film sarà preceduto dall’ intervento di un docente esperto che affronterà l’argomento centrale del romanzo e del film; a questo farà seguito l’introduzione critica alla pellicola da parte dello storico del cinema Sergio Gatti. A seguire, la proiezione. 

Giovedì 21 aprile 2016, h. 14,30

Il giorno della civetta (Damiano Damiani, 1968) . 

Interviene Nando Dalla Chiesa sul tema della collusione tra mafia e politica. 

Nando Dalla Chiesa è professore di Sociologia della criminalità organizzata alla Università degli Studi di Milano, per la quale è anche Direttore dell’”Osservatorio sulla criminalità organizzata”. Dalla Chiesa affianca all’impegno accademico l’attività giornalistica e quella politica, avendo rivestito diversi incarichi istituzionali, tra cui quello di parlamentare per tre legislature.Ingresso libero

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Biblioteca Nazionale Braidense e Associazione amici di Lalla Romano

Sabato 23 aprile ore 11

Sala Lalla Romano – Ingresso libero

LALLA ROMANO e RAFFAELE DE GRADA TESTIMONI DELLA RESISTENZA

A cura e coordinamento di Antonio Ria.

Con Maria Luisa Scimone De Grada e Roberto Cenati, Andrea De Guercio, Stefano Pizzi, Alessandro Vicario.

Alla vigilia della Festa della Liberazione (25 aprile) l’incontro è dedicato a due testimoni della Resistenza.

Raffaele De Grada (1916-2010), detto Raffaellino (per distinguerlo dal padre Raffaele, famoso pittore), nota figura di antifascista e di intellettuale, iniziò la sua militanza nel 1938, lo stesso anno in cui fondava, con Ernesto Treccani, il movimento milanese Corrente. Arrestato nel ’43 come organizzatore di scioperi politici, nei giorni del Governo Badoglio lavorò alla redazione de l’Unitàclandestina e, dopo l’armistizio, s’impegnò nelle prime organizzazioni partigiane di montagna. Organizzò in Lombardia il Fronte della Gioventù e nel 1944 passò con lo stesso compito in Toscana, dove fu comandante partigiano e partecipò alla liberazione di Firenze. Dopo la guerra fu redattore capo della Rai, fino al 1948, quando Scelba riuscì a limitare la sua attività al ruolo di critico d’arte. Giornalista per diverse testate, fra cui «Il Corriere della Sera», fu titolare della Cattedra di Storia dell’Arte e per anni Direttore dell’Accademia di Brera, consigliere del Teatro alla Scala e del Museo Poldi Pezzoli. Tra le sue opere ricordiamo: l’autobiografia La grande stagione (Anthelios Edizioni 2001) e Panta rei. Politica, società e culturaLo scenario italiano dal 1945 a oggi (Silvana Editoriale 2006). Il Presidente Giorgio Napolitano, alla sua morte, lo definì «partigiano e combattente per la libertà e la democrazia, impegnato intellettuale e parlamentare».

Lalla Romano (1906-2001) fin dall’inizio ha militato nelle file della Resistenza a Cuneo e provincia, aderendo al movimento «Giustizia e Libertà», impegnandosi in particolare nei «Gruppi di difesa della donna», scrivendo il testo del volantino del primo appello alle donne di Cuneo. Ha ricordato: «Al tempo della lotta partigiana […] ho corso qualche rischio, ho avuto qualche avventura, ma non ne ho mai scritto: ho soltanto evocato i giorni della Liberazione sul foglio cuneese «Giustizia e Libertà». Ma in seguito dedicò proprio a questo periodo il romanzo Tetto Murato (Einaudi 1957), il cui manoscritto aveva vinto lo stesso anno il Premio Pavese per un inedito. Questo periodo di Lalla Roma è stato recentemente studiato da vari esperti, come Ersilia Alessandrone Perona («Antifascismo e Resistenza nella biografia e nell’opera di Lalla Romano»), Mariarosa Masoero («Un romanzo “anomalo” della Resistenza: Tetto Murato di Lalla Romano»), Lucio Monaco («Un episodio della Resistenza sulle montagne di Demonte: la battaglia del Veridio tra documenti e memoria») e Maria Silvia Caffari («Tempo di guerra e di Resistenza negli scritti di Lalla Romano»): tutti pubblicati nel volume Lalla Romano e la Resistenza a Demonte e in Valle Stura (Il presente e la storia, 2013). Intervento con proiezioni del fotografo Alessandro Vicario sulle capanne-rifugio dei partigiani in Valle Stura, documentate nel volume Le ultime capanne della Valle Stura, con testi di Nuto Revelli e Lalla Romano; introduzioni di Gigliola Foschi e Roberta Marocco.

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Mediateca Santa Teresa – Milano, Via della Moscova 28 www.mediabrera.it

La Mediateca Santa Teresa, in collaborazione con l’associazione Amici di Leonardo Sciascia

per : Immagini di un impegno civile: Leonardo Sciascia e il cinema

Giovedì 28 aprile 2016, h. 14,30

Porte aperte (Gianni Amelio, 1989) 
Interviene 
Loredana Garlati sul tema del percorso storico-legislativo sulla pena di morte nel Novecento 
Loredana Garlati è professore di Storia del diritto medievale e moderno presso la Università degli Studi Milano-Bicocca Ha pubblicato numerosi saggi in merito al processo penale e alla storia del diritto. 

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Biblioteca Nazionale Braidense e Associazione amici di Lalla Romano

Sabato 30 aprile ore 11

Sala Lalla Romano – Ingresso libero

Poeti in Sala Lalla Romano: ROBERTO MUSSAPI

A cura e coordinamento di Antonio Ria.

Per il poeta Roberto Mussapi (1952) tornare in Sala Lalla Romano è come rinnovare nella memoria i tanti incontri realmente avvenuti nel tempo con Lalla, fin da quando egli ha iniziato la sua attività di drammaturgo, che sarebbe diventata parallela a quella poetica, e con essa comunicante.  Gli incontri si sono moltiplicati nel tempo anche nelle rispettive case, con un’amicizia che, partendo dai testi, si è trasformata in frequentazione. Ma resta sempre in Mussapi l’ammirazione per l’opera di Lalla Romano: per la sua consonanza con la poesia, poesia in forma narrativa, oltre che per il suo valore letterario assoluto, come lui stesso spiegherà nell’incontro. Anche la scrittrice, curiosa e lettrice divorante, dall’amicizia passò ben presto a leggere e commentare i libri fino a quel momento pubblicati dall’allor giovane autore. E, in particolare, l’importante recensione sul “Corriere della Sera” del 26 aprile del 1997 col titolo «Versi che danno fuoco alle polveri» a proposito del libro di poesia La polvere e il fuoco. Col passare degli anni si snodò sempre più intensa tra i due scrittori una storia di conversazione e amicizia, letteraria, umana e anche, serenamente, conviviale. Il poeta parla del loro intenso rapporto sulla letteratura e la sua anima. “Memorie”, non ricordi, che – come ben sa Mussapi – Lalla Romano considerava “pettegolezzi”. L’incontro diventa così un raffronto sulla loro idea di poesia, parola, silenzio; una breve lettura delle Metamorfosi, il libro di Lalla prediletto tra i tanti prediletti da Mussapi, cui segue lettura di versi del poeta dal volume appena pubblicato nello Specchio Mondadori, La piuma del Simorgh. Scegliendo le liriche che, immagina, lei avrebbe preferito.

Ingresso libero

In allegato la versione stampabile [pdf]

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Categories: Cultura