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Nella suggestiva cornice del Four Seasons di Milano, il giorno 12 aprile 2016, si è tenuta la presentazione del nuovo libro del Professor Vittorino Andreoli, “La nuova disciplina del Bendessere, vivere il meglio possibile”.

La disciplina del Bendessere si configura come una condizione esistenziale a cui noi tutti possiamo aspirare, e rappresenta una percezione del nostro essere anche in presenza di malattia. Negli ultimi  anni la serie di sintomi che per decenni sono stati inseriti all’interno della sofferenza mentale, sono diminuiti di intensità ma vanno a toccare una più estesa fetta della popolazione. Basti ricordare che circa il 14% della popolazione italiana ha sofferto di almeno un episodio depressivo nell’arco della propria vita.

 

Le basi della nuova disciplina del Bendessere, fanno sì che l’uomo venga considerato nella sua totalità attraverso l’armoniosa cooperazione del benessere del corpo, della mente e del suo ruolo per e nella società. E proprio nella società e nei suoi schemi limitanti che con il tempo sia andata persa la fiducia nel futuro,  e pur consapevoli che non vi siano certezze, si continua a richiamarlo non trovando in esso le risposte sperate.

 

Il comportamento di ognuno di noi dipende dalla biologia (il nostro patrimonio genetico, come siamo fatti, ect.), dalle esperienze maturate nel corso della vita e dalla società o meglio l’ambiente in cui quel determinato comportamento si esercita. Cosa chiedono le persone oggi? Chiedono di vivere meglio e grazie alla visione offerta dall’autore ognuno di noi può imparare a monitorare i segni del benessere nella propria vita, mettere in atto quella serie di accorgimenti finalizzati a promuoverlo al fine di perseguire un’esistenza serena e gratificante.

 

Il Bendessere guarda all’uomo nella sua interezza e secondo quanto sostenuto anche dalla New Academy of Sciences, è oggi possibile promuovere il benessere supportando l’attività mentale, quella del corpo e non da ultimo il modo in cui ci relazioniamo con la società. In questo contesto diviene fondamentale supportare le funzioni organiche e quelle del sistema nervoso con un’alimentazione più varia possibile e con un’integrazione mirata.

 

Secondo recenti studi, molti casi di depressione e di disturbi dell’umore sarebbero causati da una reazione allergica all’infiammazione; questa tipica risposta naturale del nostro sistema immunitario a lesioni o a composti estranei al nostro organismo, fa sì che varie citochine (una classe di proteine che hanno il ruolo di facilitare la comunicazione intercellulare), vengano indirizzate nel sito dell’infiammazione attraverso il flusso sanguigno. La ricerca ha messo in evidenza che le persone che soffrono di disturbi dell’umore presentano elevati livelli di citochine nel sangue. Un gruppo di ricerca statunitense ha evidenziato nel corso di alcune sperimentazioni che particolari sintomi mentali (come la rabbia), siano controllabili da un adeguato apporto di acidi grassi Omega 3, efficaci nel contrastare non solo le citochine tipicamente presenti nel sangue dei soggetti depressi (IL1-IL6) ma anche quelle tipicamente infiammatorie come il TNFalfa.

 

Una dieta sbilanciata per difetto o per eccesso, sovrappeso, obesità, eccesso di zuccheri, utilizzo di farmaci, elevati e protratti livelli di stress psicofisico, sono alla base dell’infiammazione che interessa non solo il sistema nervoso ma l’intero organismo. Per tale motivo, può essere utile ricorrere ad un’integrazione mirata con acidi grassi omega 3 o di estratti titolati di curcuma, sostanze caratterizzate da una spiccata e comprovata attività antinfiammatoria e protettiva dell’integrità delle strutture del sistema nervoso centrale e non solo.

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Dr. Debora Cantarutti

GSA

Categories: Psicoalimentazione