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INDIA: IL RISVEGLIO DEL GIGANTE

“Terra di sogni e di avventura, di ricchezze favolose e di favolosa povertà, di splendore e di stracci, di palazzi e di stamberghe, di fame e pestilenza, di geni, di giganti e di lampade di Aladino, di tigri e di elefanti, di cobra e della giungla, paese di cento nazioni e di cento lingue, di mille religioni e di milioni di dei, culla della razza umana, patria della parola umana, madre della storia, nonna della leggenda, bisnonna delle tradizioni …”. Così lo scrittore americano, Mark Twain, nel 1897 descriveva questo Grande Paese dalle mille contraddizioni.

Oggi l’India ha una popolazione di oltre 1,3 miliardi di persone, sulla Terra una persona su sei è indiana, e ci si aspetta che presto supererà la Cina (quasi 1,4 miliardi). Questa enorme massa di persone, che un tempo rappresentava un ostacolo per la crescita, sarà in futuro la ricchezza principale del paese. Gli indiani sono giovani, oltre il 65% della popolazione ha meno di 35 anni. La maggior parte ha ricevuto una buona istruzione e parla correntemente inglese. La forza lavoro dell’India sarà la più vasta al mondo nei prossimi 15 anni. Oltre il 70% della popolazione vive in zone rurali, con un grande potenziale di urbanizzazione. Gli indiani sono buoni risparmiatori e in genere evitano di indebitarsi. La domanda potenziale di beni e servizi da parte di una classe media in espansione è immensa. Il trend demografico è tutto a vantaggio dell’India. La massa di capitale umano del paese è il miglior auspicio per la crescita futura: secondo le stime l’India sarà la terza economia al mondo entro il 2030, dopo Stati Uniti e Cina, e davanti al Giappone.

L’ascesa dell’India può apparire a molti come una novità, in realtà questo paese reclama oggi un posto che fu suo per secoli. Per buona parte degli ultimi 2.000 anni, l’India è stata fra le prime economie del mondo.

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Tuttavia mentre l’India viaggia a grande velocità, c’è il pericolo che qualche passeggero rimanga indietro; infatti le numerose questioni ancora irrisolte potrebbero compromettere un futuro prosperoso. Una crescita senza redistribuzione potrebbe lasciare milioni di persone in condizioni di povertà e non far altro che incrementare la disparità di reddito. Un aumento delle opportunità lavorative senza un approccio illuminato alla parità di genere limiterà i progressi delle donne. I progressi economici senza tener conto delle pari opportunità non faranno che aggravare atteggiamenti sprezzanti nei confronti delle caste più basse e potrebbero sollevare molte domande sulla definizione di “sviluppo”. Mentre l’India avanza, deve fare tesoro delle lezioni apprese in passato e abbracciare tutti nel suo percorso di crescita.

Occorre abbracciare tutti e non dimenticare nessuno e proprio in questa direzione di massivo coinvolgimento della vera ricchezza dell’India, la sua popolazione, possiamo concentrare la nostra attenzione su due fenomeni emblematici e significativi rimandando in un secondo momento la trattazione di un più esaustivo approfondimento di altre tematiche altrettanto importanti.

L’IT (Information Technology) generation è in assoluto una delle protagoniste di questo coinvolgimento globale e capillare del Paese, ed in particolare la diffusione di smartphones ha dato un impulso determinante al libero scambio di informazioni e contemporaneamente d’integrazione della popolazione; basti pensare che in solo 15 anni partendo dalla quasi assoluta assenza di telefoni cellulari nel Paese si è giunti ad una penetrazione tale del mercato per cui oggi ogni famiglia possiede uno smartphone, tutto questo bai passando completamente il doppino telefonico. Per comprendere a pieno le ripercussioni sociali ed economiche di questo accadimento occorre immaginare quale sarebbe potuto essere l’accelerazione nello sviluppo dell’Italia se all’inizio del’800 i nostri antenati fossero stati improvvisamente dotati di uno strumento di tale potenza nonché delle reti ed infrastrutture attraverso le quali esplicitarne esponenzialmente l’efficacia. La medesima ipotizzata reazione a catena darò un impulso ed un’accelerazione tale allo sviluppo dell’India che non solo permetterà rapidamente di colmare il gap informativo e comunicativo che la separava dalle economie più mature bensì lo slancio sarà tale, ed i numeri già ora lo dimostrano, che farà del paese uno dei leader mondiali dell’IT.

La diffusione della telefonia è sicuramente un fenomeno emblematico delle potenzialità inespresse dell’India, anche se ritengo che un altro fenomeno oltre ad esserne altrettanto significativo abbia in se la risposta strutturale ad una delle maggiori criticità del Paese, quale l’analfabetismo.

Le contraddizioni sociali, la divisione in classi ermeticamente chiuse e la diffusa povertà presentano come naturale effetto un diffuso analfabetismo che impedisce a gran parte della popolazione di accedere all’economia, rimanendo isolata ed impotente, relegata in un circolo vizioso che non solo la esclude dei benefici di un accesso ma cosa ancore più grave gli impedisce di essere protagonista ed elemento dello sviluppo stesso di un’economia. Infatti non saper leggere e scrivere impediva a milioni di indiani di sottoscrivere contratti, che non erano nemmeno in grado di leggere, di veder tutelati i loro diritti in molti casi e non da ultimo di accedere al credito. Oggi grazie ad AADHAAR, un’autorità governativa, attraverso un’iniziativa gratuita ad adesione spontanea oltre il 93% della popolazione ha a disposizione una carta d’identità con la scansione dell’iride che permette a chiunque di essere identificato in modo unico, inequivocabile ed in assoluta sicurezza. Con una card personale delle dimensioni di una carta di credito chiunque, pur essendo incapace di scrivere o apporre la propria firma, può aprire un conto corrente presso qualsiasi banca. Il contadino analfabeta che fino a poco tempo fa per ricevere le sovvenzioni governative di 120 rupie per l’acquisto delle sementi, doveva affidarsi ad una pletora di sedicenti intermediari, arrivando a percepirne solo 10 rupie al termine di un lungo ed estenuante “iter burocratico”, oggi quasi in tempo reale vede accreditate le 120 rupie sul conto corrente a lui intestato e dal quale può disporre tutti i pagamenti in completa sicurezza. Non solo questa tecnologia permette a tempo zero di accedere direttamente ed in sicurezza all’economia, in attesa di una diffusione della cultura scolastica che necessità fisiologicamente di tempi più lunghi, bensì libera esponenzialmente risorse economiche che prima si disperdevano infruttuosamente, permettendo agli ultimi e dimenticati componendi del tessuto sociale ed economico di base, di disporre di quelle risorse necessarie a strapparli definitivamente dalla condizione di quasi assoluta povertà.

Ritengo che oggi sia necessario prestare più attenzione a questo Grande Paese, approfondire le sue dinamiche di sviluppo e crescita, osservare con maggior curiosità ed apprendere i nuovi processi di innovazione del suo IT , riconoscergli, dopo secoli di assopimento, quello status che da sempre gli appartiene, annoverandolo in buona compagnia di USA e Cina, tra i protagonisti e gli artefici della crescita mondiale presente e futura.

Milano; 26 settembre 2016

Andrea Cerea

Categories: Finanza