Il progetto Giornalisti Nell’Erba è stato premiato ieri a Milano per il “suo impegno nell’informazione e nella sensibilizzazione su tematiche ambientali e sociali”. A consegnare il premio, Stefania Santini, che insieme a Marco Columbro, lavora da anni sull’ecosostenibilità e il biologico ed è promotrice di SaporBio, e Alessandro Bisceglia, presidente di EcoWorldHotel, prima rete di alberghi eco-friendly italiana.

A nome di Giornalisti Nell’Erba, sul palco del convegno nazionale sull’eco-sostenibilità nel turismo, è salita Paola Bolaffio, presidente della giuria e ideatrice del progetto, e Martina Cavallaro, giovanissima Giornalista Nell’Erba di Tradate, coordinatrice dei repoter ambientali in Lombardia.

Viver bene, mangiar sano, anche quando si è in vacanza. Anche in albergo, dove si dovrebbe poter trovare una “vera oasi di benessere e relax”, in strutture eco-friendly, realizzate magari in bioedilizia, con l’assenza di sostanze chimiche, acque risparmiate e possibilmente pure osmotizzate, cibo biologico, ecologic room, energia rinnovabile… Esigenza della clientela, sempre più attenta e sensibile alla tutela del pianeta e alla propria sintonia con la natura, esigenza del pianeta, ovviamente, ma soprattutto esigenza di profitto: l’eco-friendly è un’opportunità reale di risparmio, di visibilità, di incassi. Alessandro Bisceglia, presidente di EcoWorldHotel ed organizzatore del convegno nazionale sull’eco sostenibilità nelle strutture ricettive che si è tenuto ieri a Milano, non ha alcun dubbio su questo. Le eco-foglie, al posto delle stelle, rendono molto, nel mondo del turismo di oggi e del futuro. Il sistema è semplice: ci sono un certo numero di requisiti obbligatori, per entrare nella rete di Ecoworldhotel ed ottenere il marchio di albergo, b&b, agriturismo eco-sostenibile, più altri facoltativi. Chi più nel ha, più foglie ottiene; più è amico dell’ambiente, più potrà vantare la propria certificazione presso i propri clienti. E allora via alla gara, dal caffè biologico, al prosecco, dalle marmellate non solo bio ma anche confezionate in modo eco-compatibile, dai piatti in foglie naturali, alle stoviglie in mater-bi, dalle biopadelle ai detersivi biodegradabili, dalle lavanderie ecologiche, ai saponi e ai set di cortesia attenti non solo ai contenuti ma anche al packaging, dai box doccia realizzati con materiali riciclabili, alle chiavette per smotare e pulire gli areatori e ai soffioni anticalcare, dall’ovetto-cestino per la differenziata, delizioso oggetto di design, agli arredaemtni in cartone riciclato, e così via, passando attraverso i pannelli fotovoltaici, le vernici fotocatalitiche, i letti in legno certificato FSC e disegnati secondo criteri olistici orientali, come quelli delle ecologic room realizzate secondo i princitìou de Low Impact Feng Shui Room. Il biologico, poi, merita un discorso a parte. L’Italia è il primo produttore, ma esporta, o meglio esportava fino all’anno scorso, più del 50% di prodotti, soprattutto in Germania. La tendenza di è invertita negli ultimi mesi e la domanda interna, che pare in costante aumento, è cresciuta del 12,1% per i prodotti biologici confezionati. E questo, nonostante la crisi abbia ridotto persino i consumi alimentari.