Tanaquilla

Comunicato Stampa Comunication, intervista di Paola Dei

Venerdì 20 Gennaio 2017 alle ore 21 al Teatro Arcobaleno – Centro Stabile del Classico a Roma è andato in scena “Tanaquilla”, la nobile Etrusca che fu regina di Romadi e con Isabel Russinova, per la Regia di Rodolfo Martinelli Carraresi, Scene e Costumi Wilma Lo Gatto, Light/designer R.M.C., Musiche Antonio Nasca, Tecnico audio/luci Giorgio Rossi con il Patrocinio di Accademia Tiberina, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (Roma), Museo Nazionale Etrusco Guarnacci (Volterra), Festival Internazionale del Teatro Romano Volterra MACT

Tratta dal volume “Reinas, storie di grandi donne” di Isabel Russinova (Edizioni Curcio). E’ la prima volta, da “Il ratto di Lucrezia” di Shakespeare, che un’opera teatrale ha come protagonista un’eroina etrusca, Tanaquilla. moglie di Lucumone il greco, meglio conosciuto come Tarquinio Prisco, che diventò il quinto re di Roma, così come lei aveva voluto e predetto. Etrusca, di nobile discendenza, appartenente ad una famiglia aristocratica di Tarquinia, Tanaquilla è tra le figure femminili più influenti nella storia politica romana. Sapeva leggere i segni, governare il destino, era bella, colta ed ambiziosa. Seppe e volle vivere all’ombra del marito, ma i suoi consigli e le sue azioni decretarono la fortuna della Città Eterna.

Il popolo acclamò Tarquinio Prisco e sotto il suo regno Roma divenne Grande, cominciò così l’ascesa dei Tarquini e Tanaquilla trasformò in realtà il suo  sogno: un regno raffinato come Tarquinia, illuminato come Corinto e spietato come Roma.

Un racconto di tempi lontani, di 2500 anni fa, che attraverso Tanaquilla, futura regina di Roma, descrive personaggi, storie, popoli in cammino, sentimenti, ingiustizie, amore e odio, che meglio non potrebbero rappresentare il nostro tempo, pur nella terribile considerazione che l’uomo è condannato a ripetere sempre gli stessi errori.

L’opera verrà riproposta con repliche e la stessa Isabel Russinova ci spiega come è nata e quali sono i suoi pensieri sul senso della vita e sul femminile in una intervista molto suggestiva.

 

Isabel lei annovera fra le sue esperienze la Direzione artistica del Teatro Alfonso Rendano di Cosenza. Ritiene che quel ruolo possa esserle stato utile per il ruolo di Tanaquilla?

 

Aver ricoperto il  ruolo di direttore artistico di un teatro di tradizione sicuramente è stata un’esperienza importante, interessante  e utile  nel consolidare esperienze e capacità. È stato altrettanto importante  e formativo ,per la mia crescita, l’impegno di produttore indipendente ,che mi ha visto e mi vede coinvolta sia in campo teatrale che cinematografico da quasi vent’anni, in ruoli  diversi e lontani dal mio essere artista  , ma sicuramente importanti  nel formare  consapevolezze  ed esperienze umane e sociali  così  da fortificare  e potenziare il mio  background  di artista e di donna, il mio spessore di  drammaturga , di interprete e di operatrice culturale.   

 

Lei ha interpretato Andromaca, Didone, Galla Placidia ed Elettra. Quale filo può legare le quattro donne a Tanaquilla?

 

La donna  del mito è  interessante , magnetica ,  magica , strumento   potente per raccontare l’uomo, il tempo, la memoria e sempre grande metafora di vita, comunque  ancorata a ogni  presente dell’umanità. Interpretare e porgere al pubblico le donne del mito è sempre un momento altissimo, come lo è per ogni attore e per ogni spettatore . Tanaquilla è stata una grande e luminosa figura della nostra storia e come tale, e  come  le altre,  entra a far parte del mito. Personaggio meraviglioso,  capace di spingerci a riflettere e ad interrogarci  sulla   circolarità degli eventi  dell’  esistenza umana, monito a guardare anche il nostro presente  e il nostro futuro  con più attenzione , utilissimo soprattutto per le nuove generazioni  

 

Trova qualche similitudine con Tanaquilla e la sua personalità?

 

In ognuna di noi ci sono tante facce, tante  personalità, alcune più delineate, altre silenti, ma comunque presenti. La vita , la nostra storia , il nostro essere poi affina o cancella  alcune di loro  , come dire che in ognuna di noi c’è ognuna di noi. Ho studiato il tempo, la terra, la società  di Tanaquilla prima di scrivere e tracciare il suo profilo, raccontare la sua storia   per  poi portarla in scena  e molte volte ho cercato di immaginare come avrebbe pensato Tanaquilla, ma era Isabel  a farlo?

 

Trova che la vita della donna dall’epoca di Tanaquilla abbia avuto degli sviluppi positivi o qualcosa è peggiorato?

 

La donna etrusca era emancipata, a differenza  per esempio di quella greca , poteva partecipare alla vita sociale, era ascoltata e rispettata. Tanaquilla, in particolare , di nobile e potente famiglia, con il dono del vaticinio, ricopriva anche un ruolo importante nella società. Anche la vita e il ruolo della donna ,come quello della storia, ha sempre subito e affrontato corsi e ricorsi , credo che la donna non debba mai smettere di difendersi e salvaguardare i propri diritti, perché è e sarà sempre la  più la  fragile ed esposta … non dobbiamo mai abbassare la guardia

 

Ha una sua idea della diade Amore-odio?

 

E  l’eterno  dell’uomo, da sempre  il  suo continuo dibattersi, rincorrere il bene,  difendendosi dal male  che ogni   volta lo contagia  inesorabilmente. Ogni generazione deve raccontare lo stesso   tormento , la propria esperienza di lotta contro il male e l’angosciante consapevolezza di doversi difendere dagli stessi errori del passato. E’ il destino dell’uomo, la sola possibilità è cercare di arginare la violenza del male, attraverso  la conoscenza,  la cultura e la bellezza, strumenti per miglioraci  e ,se vogliamo, per contenere  il nostro abbrutimento.

 

Quali sono gli errori maggiori nei quali l’essere umano cade irrimediabilmente fin da 2500 anni fa? 

 

Dimenticare di guardarsi indietro, abbandonare la conoscenza, farsi coinvolgere dai falsi miti , perdere di vista la solidarietà, non ascoltare e non credere  nel bene , tipico atteggiamento dell’ ignorante …

 

Ha un ricordo di un personaggio interpretato che le ha lasciato dentro qualcosa di importante?

 

Ogni personaggio, con la sua storia e il suo vissuto, mi ha lasciato qualcosa  e da lui ho imparato

 

Quali sono i vissuti nuovi, se ce ne sono, e quali quelli noti prima della rappresentazione?

 

Quando si  studia un personaggio e il suo tempo,  nell’ approfondimento  scopri, come in ogni ricerca e in ogni studio, altri mondi che se ne aprono altri ancora, così all’infinito…  è meraviglioso.

 

Per questa opera lei lavora con Alma Daddario. Cosa pensa della solidarietà femminile?

 

Con Alma c’è una bella amicizia , consolidata e solida, c’è una bella intesa  e un  bel  un rapporto di fiducia,  solidarietà e complicità di cui sono molto felice ed orgogliosa.  E’ molto importante la solidarietà femminile quando  sa essere indistruttibile ed invalicabile.  

 

Qual’è la differenza fra l’interpretazione di un personaggio con una sua scrittura e quelli invece scritti da altri autori? Difficoltà, facilitazioni, emozioni.

 

Il personaggio che esce dal mio pensiero, dalla mia ricerca, dalla mia penna, dalla mia lingua è senz’altro molto più mio, ma altrettanto impegno ed energia   ho sempre dedicato ai personaggi  di altri autori.  In quest’ultimo caso il percorso mi porta anche a studiare  l’autore, la sua psicologia, la sua personalità ,il suo tempo per  poter capire meglio il personaggio che ha tracciato.    

 

 

 

 

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