COMUNICATO STAMPA DEL 17 LUGLIO 2017

Oggetto: Poliziotto aggredito con il coltello da immigrato con ordine di espulsione, l’indignazione del Coisp: “E’ ora di dire basta. Nulla va come dovrebbe ma così non si può fare sicurezza e le conseguenze le paghiamo solo sulla nostra pelle”

“Quanto avvenuto oggi a Milano dove un poliziotto, tanto per cambiare, è stato aggredito con un coltello, e oltre tutto da un immigrato con ordine di espulsione evidentemente mai ottemperato, è la fotografia tristissima di una situazione non più tollerabile in Italia, sotto tutti i punti di vista. Colleghi che per quattro spiccioli al mese vanno a farsi ammazzare qualsiasi servizio debbano svolgere, mentre il Paese non fa che metterli sempre più sulla graticola rendendone sempre più impervio il percorso lavorativo disseminato di trappole sociali e legali oltre che dei rischi naturalmente connessi a un ruolo che non a caso è dotato di una sua specificità. Si aggiunga a tutto ciò l’assoluta insufficienza delle tutele e garanzie su cui possiamo contare, nonché l’inefficienza di un sistema che dovendo fronteggiare i problemi connessi all’immigrazione clandestina mostra lacune enormi che non fanno che aumentare come maglie slabbrate di una rete sbrindellata… ed ecco che ci troviamo con il solito refrain: fare sicurezza in questo modo diventa sempre più difficile e gli appartenenti alle Forze dell’Ordine continuano ad essere quelli che per primi ne pagano sulla propria pelle le conseguenze”.
Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commentando il grave episodio avvenuto a Milano dove un 31enne della Guinea ha tentato di accoltellare un poliziotto all’esterno della stazione Centrale. L’immigrato aveva un ordine di espulsione emesso dal questore di Sondrio lo scorso 4 luglio e precedenti per lesioni minacce e resistenza a pubblico ufficiale.
“Non è concepibile – si infuria Pianese – operare all’interno di un sistema in cui severità e fermezza sono concepite sempre e solo contro le Forze dell’ordine, secondo un’incomprensibile disegno che appare finalizzato a contrastare la nostra azione di tutori dell’ordine invece che quella di chi delinque. Serve una netta inversione di tendenza, che passi da un rafforzamento delle nostre condizioni operative e dei meccanismi di tutela degli operatori, via via fino a un serio inasprimento e ad una reale concretizzazione delle contromisure da adottare contro chi viola le regole. A partire dal fatto che chi non può e non deve restare in Italia deve essere espulso seduta stante, oggi e non domani, perché non è davvero sopportabile dover tornare in strada a contrastare ancora e ancora soggetti già assicurati a un sistema che fa giustizia solo sulla carta. Non dimentichiamoci – conclude Pianese – che abbiamo già nel nostro passato recente morti ammazzati da immigrati che avrebbero dovuto essere espulsi ma stavano ancora tranquillamente in Italia”.

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