Considerazioni di genere riguardo alla violenza femminile

 

Una manciata di storie e una moltitudine di volti illuminati dalla luce delicata con la quale Sergio Battista, autore del libro edito da Cultura e dintorni, ci parla di un fenomeno purtroppo in crescita in maniera esponenziale, come ci racconta ogni giorno la cronaca. Dedicato a tutte le donne del mondo, di ogni età, razza e religione il libro entra nel pianeta femminile per evidenziarne i pensieri, le emozioni, la rabbia, lo stupore e donarceli attraverso gli sguardi e le espressioni dei loro volti. Un libro sule, donne con le donne. Fra loro Arianna Ninchi e Silvia Siravo, due attrici che hanno voluto partecipare al progetto costellando il testo di pensieri positivi: “Se le donne abbassassero le braccia, cadrebbe il cielo“, così esordisce il pezzo di Arianna Ninchi attinto da un proverbio africano al quale viene dato maggior risalto grazie ad un mantello che viene da quelle terre selvagge ma coscienti del valore della femminilità.
Arianna prosegue parlando della violenza psicologica, un veleno che nutre spesso uomini di potere davanti ai quali occorre fuggire.
Alle sue pagine seguono quelle di Silvia Siravo con una intensa poesia dove si cercano le ali per sostenere una quotidianità troppo spesso faticosa e piena di volgarità.
Le fanno eco Valentina, speaker televisiva che esorta le donne a non permettere a nessuno di farsi mancare di rispetto e Ottavia, attrice che ci ricorda parole ascrivibili dentro la frase: condizione femminile, una cosa che dice di per se già tutto.
Condizione maschile non si è mai sentito dire…ma noi donne siamo così, troppo spesso preoccupate dalle rughe, sostiene Luciana, ma sono le rughe dell’anima quelle che fanno male, non permettiamo a nessuno di deturpare e sfigurare il volto della nostra anima.
Accanto a loro Valentina, Giada con il suo pancione, e Marika, e con lei impiegate, musiciste, insegnanti, biologhe, violiniste, terapiste occupazionali, psicologhe, mamme fra loro Elena, compagna di Sergio che ci esorta a cantare con la voce del profondo per illuminare la vita che la donna porta in sé.
E ancora Giulia, Lara, Serena, Silvia, Francesca, Doriana, Linda, Flavia, Laura, Letizia.
Alle loro testimonianze seguono le grida espresse con le scritte dei cartelloni che hanno accompagnato le varie manifestazioni che ricordano purtroppo troppe morti è troppo dolore, alla ricerca di una giustizia, di un perchè. Messaggi universali che tratteggiano sofferenze impossibili da dimenticare e che trasmettono rabbia e disperazione ma che indicano una via, quella della solidarietà, della presa di coscienza, della lotta che unisce.
Troppe violenze segnano ancora la nostra nazione, è dalla voce di un uomo che ci giunge un campanello d’allarme in un mondo che sembra non tollerare intermittenze nelle luminarie della sua improbabile festa.
 
Categories: Attualità