La Germania, dal punto di vista turistico, è indubbiamente assai meno dotata dell’Italia, sia per la sua posizione geografica, sia per le immani distruzioni subite a seguito del secondo conflitto mondiale.
Volendo fare un raffronto tra le potenzialità complessive riguardanti le opportunità turistiche, l’Italia appare un gigante, essendo favorita dalla natura, dalla posizione geografica, dal clima e, infine, da millenni di una civiltà che ha lasciato orme indelebili nella storia, nell’architettura, nelle più svariate manifestazioni artistiche e ambientali. Ciò nonostante, la Germania, almeno in un’occasione, ci dimostra che, con l’ingegno e la serietà d’intenti, in una Berlino che 60 anni or sono era stata praticamente ridotta a un cumulo di macerie e sottoposta a un assurdo smembramento della sua integrità, possa essere esempio di capacità di mostrare al mondo che la sua civiltà è intatta. A Berlino, infatti, è presente li , un complesso solenne fin dall’aspetto esteriore e contenente in pratica 3 Musei (Arte Antica, Arte Anteriore e Arte Islamica) ed opere ciclopiche (le Porte del Mercato di Milei e Ishtar di Babilonia). Il tutto immerso in una un’organizzazione perfetta che ha consentito ai 950.000 turisti che nel corso del 2010 lo hanno visitato, di ammirare comodamente e compiutamente i suoi tesori. Probabilmente qualche lettore dirà che l’Italia possiede un patrimonio archeologico nettamente superiore a quello della Germania; ciò è giusto: infatti solo nella nostra Guida riportiamo ben 2.373 Siti o Musei archeologici; la nostra nazione è quella di gran lunga più dotata del mondo. Le rovine di Pompei ed Ercolano, il sito musivo della Villa del Casale di Piazza Armerina, il Colosseo, sono solo una parte dell’immenso patrimonio lasciatoci dai nostri antichi progenitori, ma siamo sicuri che vengano tenuti nel modo che meriterebbero? A nostro parere, purtroppo no. Non sta a noi dire perché ciò accada o di chi siano le responsabilità, ma una cosa possiamo affermare, il nostro immenso patrimonio artistico (e in particolare quello archeologico) non è adeguatamente tenuto. Ultimamente abbiamo appreso che alcuni industriali sarebbero disponibili ad assumere in proprio la responsabilità di curare la manutenzione di determinate opere architettoniche. Cosa importerebbe se il monumento X dovesse servire da sponsor per la ditta Y, quando tale operazione assicurasse una manutenzione e un’organizzazione per le visite decisamente superiore? Sembra che una volta un certo Tiberio abbia affermato chs “pecunia non olet”. Anche a distanza di un paio di millenni, a nostro parere, il detto è ancora valido!

Umberto, Roberto e Luciana Granati
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