Città emergente nell'”osso” appenninico.

di Gabriella Capone

 

L’osso è l’area più interna della penisola italiana, la zona appenninica , e la polpa è l’area costiera e le piccole pianure. Questi termini costituiscono una colorita definizione di Manlio Rossi Doria, molto in voga nella metà del 1900, soprattutto nei centri culturali del Sud-Italia.

L’attività economica prevalente nell’interno montuoso è l’agricoltura di pochi prodotti e la pastorizia, mentre nelle pianure c’è un’agricoltura più produttiva, l’orticoltura e lungo le coste c’è il turismo.

Matera non è molto lontano dal mare, ma risente già del clima appenninico, è circondata da colline e il suo centro ha avuto, nel secolo scorso, un lento spopolamento. Adesso però desidera risorgere dalle sue ceneri come l’araba fenice. É stata molte volte bistrattata e si faceva riferimento ai “Sassi” come a tuguri in cui la gente autoctona viveva tutt’ora. É stata designata capitale europea della cultura 2019. Matera, da città della coltura è ora città della cultura. L’assetto urbano unico al mondo e irripetibile ha fatto breccia finalmente nell’opinione pubblica e tutti guardano con curiosità quei “Sassi” che sono disabitati e offrono uno sfondo paesaggistico adatto a molti film e documentari. Qui è stato girato il il film di Mel Gibson: la Passione di Cristo. I “Sassi”, la parte antica della “Civita”, aggrappati alle colline calcaree, sono, per la loro unicità, Patrimonio dell’Unesco dal 1993. Queste immagini della città hanno creato un’attesa indimenticabile, un senso di stupore e un’emozione unica. Il fulcro della visita a Matera è quest’insieme di stradine e grotte scavate nella roccia tufacea, con uno sviluppo imprevedibile e suggestivo soprattutto con le luci del tramonto. I terrazzamenti dove sono state costruite le case sono uniti da scale e scalette.

Le strade diventano labirinti, le caverne diventano grotte, le candele diventano luci, le grotte , a volte diventano case con finestrelle come quelle dei presepi. Lo scenario irripetibile ha portato Matera a divenire “polpa” e non osso.

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