Impression – scrivete impression!
Così Claude Monet decise di intitolare la sua tela per l’inaugurazione della prima mostra nello studio di Felix Nadar.
Siamo a Parigi, è il 1874, c’è un clima di insofferenza e di insoddisfazione nei confronti dello stile accademico che fino ad allora aveva rappresentato un punto fermo nell’arte.
Nasce in questi anni, nella Parigi della Belle Epoque e delle profonde trasformazioni politiche, sociali, culturali, urbanistiche, un nuovo movimento che sconvolgerà il modo di concepire l’arte. Cambia il modo di dipingere in tutti i sensi, a partire da un profondo rifiuto degli spazi chiusi, delle accademie, delle gallerie d’arte. E’ il trionfo della luce. Gli impressionisti privilegiano la pittura “en plein air”, a diretto contatto con la natura. Sono proprio i paesaggi i temi preferiti dagli artisti, di cui immortalano le ombre, i giochi di luce e il movimento attraverso le pennellate fresche e leggere, le macchie di colore, i toni morbidi per rendere al meglio gli scorci della realtà urbana e della natura bucolica.
Alla prima mostra degli impressionisti sghignazzavano tutti, ma citando William Blake “ciò che è grande, ai mediocri appare oscuro”.
Le opere di Monet, Manet, Renoir, Degas fanno breccia nel mercato collezionistico e iniziano ad essere esposte nei Salons, vengono molto ammirate e talvolta imitate da altri artisti.
Gli americani Sterling e Francine Clark nei primi anni del ‘900 si trasferiscono a Parigi e la sensibilità e la passione per l’arte li spingono a collezionare una grossa fetta di capolavori francesi dell’800. Il cuore della loro collezione è rappresentata da emozionanti dipinti impressionisti allargando il campo ai precursori, i Barbizonniers e al seguito del movimento, coprendo l’arco di tre generazioni di artisti tra il 1830 e il 1900.
Nel 1955 nasce, grazie ai coniugi Clark, l’omonimo Art Institute, una delle più importanti istituzioni private degli USA che riveste oggi la duplice funzione di museo e di centro di ricerca nel campo delle arti visive.
I capolavori della collezione Clark sono ospitati come prima tappa di un lungo tour mondiale al Palazzo Reale di Milano dal 2 Marzo al 19 Giugno 2011.
La mostra comprende 73 opere dei massimi esponenti dell’impressionismo quali Renoir, Manet, Monet, Degas, Pissarro. Il contesto impressionista è corredato da opere significative dei pittori della Scuola di Barbizon, dalle opere degli incontrastati pittori accademici dell’epoca e dai post-impressionisti come Gauguin e Toulouse-Lautrec.
Il percorso è articolato in dieci sezioni tematiche:
Impression (dal termine coniato casualmente da Monet); luce, tema fondamentale e protagonista della pittura impressionista; natura, mare, città, campagna, sezioni in cui le opere impressioniste sono messe a confronto con quelle di altri movimenti artistici. Nella sezione dedicata al dialogo fra città e campagna spicca un’opera dell’italiano Boldini che rappresenta un’elegante scena parigina; una sezione di notevole importanza è quella dedicata ai viaggi. Il viaggio è inteso come occasione per arricchire le proprie esperienze, per mettersi a confronto con altri modi di vivere e di interpretare la realtà. In questa sezione si possono ammirare città e paesaggi del nostro Paese: le isole Borromee sul lago Maggiore, Castel Sant’Angelo a Roma, il Palazzo Ducale di Venezia.
Le altre sezioni sono dedicate alla società, al corpo, in cui sono messi a confronto il nudo accademico di Bouguereau con quello impressionista di Renoir, ai volti e per finire ai piaceri.
Il piacere del collezionismo da parte dei coniugi Clark, quello della danza in cui vediamo le ballerine di Degas, quello delle corse ippiche a Longchamp, quello della musica con l’opera di Renoir “Il palco a Teatro”.
Si riassume così l’esposizione in cui, con un percorso attraverso la storia, percepiamo come l’America ha guardato all’Europa.

Annarita Matarazzo