Il 14 marzo 2011, nella prestigiosa cornice del salone Radetzky del Palazzo Cusani di Milano, alla presenza delle più alte personalità delle Forze Armate e dello Stato, sono stati celebrati i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Tale evento è stato promosso dall’Associazione IL VOLANO con il Circolo di Presidio Militare Lombardia e con l’UNUCI – Unione Nazionale Ufficiali in Congedo, sotto il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Milano.
La celebrazione è iniziata con le commoventi note dell’Inno di Mameli, che hanno risuonato nella stupenda sala Radetzky per festeggiare degnamente questo importante evento. Nella sala c’era rispetto, concentrazione e partecipazione per esprimere il riconoscimento dell’identità unitaria della Nazione e per dimostrare l’amore per la Patria.
Subito dopo, la Dott.ssa Tiziana Perfetti ha letto queste sue bellissime note:
“E’ il 26 Ottobre 1860: a Teano, nei pressi di Caserta, Vittorio Emanuele incontra Garibaldi. Ma non sarà generoso con lu. Infatti, dopo l’incontro di Teano, promette di passare in rassegna i suoi uomini: non manterrà. Il Generale si ritira in esilio: non porta con sé l’oro dei Borboni, i quadri di Caravaggio, i gioielli della Corona, ma qualche centinaio di lire racimolate a sua insaputa dal luogotenente, un sacco di sementi per il podere di Caprera e uno scatolone di merluzzo secco.
L’Italia è nata, la storia in Italia comincia con la guerra civile al Sud. L’8°% della popolazione era analfabeta.
Napoli l’unica metropoli; il diritto di voto solo ai ricchi: in tavola, polenta ed erbe selvatiche al Nord, pane di segale e zuppe al Sud. L’ 80% della popolazione era analfabeta.
E’ così che si arriva al 17 marzo 1861. Quel fatidico giorno della Patria, Vittorio Emanuele II, a suo agio col francese e con il dialetto piemontese, piuttosto che con l’italiano, è parecchio impacciato e molto più propenso del solito a litigare con la grammatica.
A Palazzo Carignano di Torino, sede del Parlamento, il Sovrano Savoia deve sancire, dopo l’annessione dei vari Stati della penisola, l’atto ufficiale di nascita della Nazione Unita accettando per sé e per i suoi successori il titolo di Re d’Italia.
Davanti ha una platea d’eccezione: 443 deputati, in massima parte principi, marchesi, duchi, baroni, qualche ingegnere, qualche medico e qualche avvocato, parecchi ufficiali dell’esercito, gente mai vista prima che lo fissa con una malcelata punta di pettegola curiosità.
Com’è, come non è, tra una scivolata d’accento, un verbo sbagliato e qualche erre troppo arrotata, nasce infine, tra gli applausi, la Patria sognata da Carbonari e Liberali in quasi un secolo di lotte, moti, guerre, carcere duro e condanne a morte.
Rispetto all’Italia attuale, manca ancora all’appello circa un quarto del territorio: il Veneto e il Friuli sono ancora sotto il dominio Austriaco e saranno annessi nel 1866, dopo la terza guerra d’indipendenza; Roma e quasi tutto il Lazio sono ancora nelle mani del Papa e saranno conquistati nel 1870; il Trentino Alto Adige diventerà Italiano nel 1919 dopo la Prima guerra mondiale, ma per le strade di Torino, Milano, Firenze, la gente festeggia.
Scendendo verso Sud, dove già impazza il brigantaggio, gli entusiasmi via via si intiepidiscono fino ad azzerarsi o a tramutarsi in aperta ostilità.
Massimo D’ Azeglio commenta “L’Italia è fatta, ora bisogna fare gli Italiani”.
Nell’aprire formalmente la conferenza e dare il benvenuto a un folto pubblico che ha gremito le grandi stanze di Palazzo Cusani, il Generale di Brigata Camillo de Milato, Comandante l’Esercito Lombardia, ha ricordato i soldati caduti per la libertà.
“Oggi abbiamo sentito l’esigenza storica di celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia – afferma il Generale – questo anniversario rappresenta una data davvero importante per la storia italiana. L’Italia, dopo secoli di divisioni e dominazioni straniere, il 17 marzo 1861, finalmente libera, ha sancito e proclamato l’Unità Nazionale. La nostra Patria, è stata capace di irrorare il coraggio che cambia le cose, forte di un popolo alimentato di passione, con uomini che hanno prestato solenne giuramento nella Giovine Italia, potenti di ideali per i quali valeva la pena di vivere e morire e che, per questo processo unitario, hanno pagato un pesante tributo di sangue. In questi 150 anni, l’Italia è cresciuta ed ha conquistato un ruolo importante in Europa. L’Italia, la nostra Patria, è oggi un dato di fatto, è una comunità di persone mossa sempre da ideali condivisi e che fonda le istituzioni di uno Stato. Il Risorgimento sta vivendo un momento di vitalità, di rafforzamento dell’identità nazionale, tenendo alto il valore più alto e altruistico che è la libertà, custodita nei nostri cuori e che ci da un grande senso di fratellanza. Oggi stiamo celebrando l’Unità d’Italia senza retorica – dice infine il Generale de Milato – essa deve essere vissuta come storia risorgimentale che continuerà ad infondere nei nostri cuori ulteriori e profonde spinte nazionaliste e, in questo particolare momento della nostra esistenza, il popolo italiano deve restare unito, deve sentirsi consolidato alle proprie radici dimostrato dall’esposizione del nostro tricolore in tantissime strade delle nostre città. Si sente spesso cantare, sia in TV sia nelle case, il nostro inno nazionale che sta destando gli italiani, che ora si sentono rivolti verso un’Italia unitaria e solidale”.
Poi, com’è solito fare, il Generale ha ricordato il soldato ferito Luca Barisonzi, gravemente ferito durante le operazioni in Afghanistan e attualmente in una situazione di invalidità irreversibile, rilanciando un ulteriore e appassionato messaggio alle varie associazioni, esortandole a prendersi cura di lui e di stare vicino alla sua famiglia che ha molto bisogno di sostegno materiale e morale.
Infine, il Generale mi ha ufficialmente presentata al pubblico nella mia veste di Presidente l’Associazione Socio Culturale Artistica IL VOLANO, nella quale lui è Presidente Onorario.
Ho preso la parola per ringraziare il Circolo di Presidio dell’Esercito di Milano e l’UNUCI-Unione Nazionale Ufficiali in Congedo con i quali ho organizzato l’evento, unitamente all’Ing. Novo Umberto Maerna, Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Provincia di Milano, che lo ha patrocinato, ma un ringraziamento particolare di vera gratitudine l’ho rivolto al Generale Camillo de Milato perché senza il suo sostegno, non si sarebbe potuta tenere questa importante Celebrazione. Dal canto mio dico che ho sentito di avere dei doveri verso l’Italia e verso l’Esercito, con i quali spero che, anche attraverso questa celebrazione, tutti possano stabilire un rapporto come quello che si ha con la propria casa e la propria famiglia. Ritengo che sia necessaria la volontà di segnare una condivisione responsabile ed impegnativa con le nostre Forze Armate per consolidare l’identità e il senso di appartenenza con il nostro Paese attraverso un rinnovato rapporto nell’etica delle idee e in piena libertà. Io apprezzo il rispetto e la logica del Mondo Militare, sono fiera quando dico che la mia Associazione è legata a quel mondo perché l’appartenenza ad esso trasmette valori e speranza per dare un senso alla propria esistenza attraverso un’identità unitaria.
Penso, pertanto, sia stato fondamentale Celebrare il 150° anniversario dell’Unita’ d’Italia in un posto come Palazzo Cusani prettamente pertinente alla storia del Risorgimento. Mi preme aggiungere che, l’Associazione IL VOLANO è nata all’insegna della divulgazione della cultura e dell’arte, ma vuol essere anche bandiera e volano per fare amare il nostro Esercito e la nostra bella Italia che non è fatta di mafia, camorra o altro, come pensano all’estero, ma di persone che si sono spese, e ancora continuano a spendersi, affinché questa nostra Nazione, con i suoi genuini valori, sia sempre più unita nei valori del Risorgimento.
Ringrazio i Colonnelli Angelo Giacomino, Angelo Affini e Carmelo Tribunale per essermi stati vicino nell’organizzazione della cerimonia, tutti quelli che vi hanno presenziato, tutti gli amici che da sempre mi sostengono e altri che si sono aggiunti, esternandomi gesti d’affetto, ma non posso non nominare la Signora Chirulli che ha sopportato le mie ansie.
Per illustrare la storia del Risorgimento, il Generale de Milato ha fatto gentilmente intervenire i valenti e dotti Professori Dario Cova – Medico e Storico, Massimo de Leonardis, Ordinario di Storia delle Relazioni e delle Istituzioni Internazionali, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche nell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Vice Presidente della Società Italiana di Storia Militare e l’Avv. Franz Sarno – noto Penalista e Storico, con gli interventi del Generale di Brigata Mario Sciuto, Presidente UNUCI e del Generale di Brigata dei C.C. Nazzareno Giovannelli, Presidente dell’Associazione Arma Carabinieri in congedo della Sezione di Milano.
Il primo a prendere la parola è stato il Prof. Dott. Dario Cova, il quale ci ha dato uno sguardo retrospettivo sui principali eventi storici dal 1861 al 1922. Il tutto è stato presentato attraverso narrazioni e spiegazioni con il supporto di diapositive illustranti i principali personaggi che hanno caratterizzato il periodo trattato. Tutto ciò ha permesso di rivisitare i luoghi dove si sono svolte le battaglie che hanno portato al completamento dell’Unità, specificatamente la Terza Guerra d’Indipendenza e la presa di Roma. Ci ha parlato delle figure di Mazzini, Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele II e di tanti altri grandi personaggi protagonisti di tali eventi, in virtù di un convinto comune sentire dell’Italia Unita, ponendo l’accento sulla forza identitaria di quegli uomini e quelle donne che seppero lottare per affermare un’idea. La forza descrittiva e visiva che il Prof. Cova ha fornito, ha consentito di ripercorrere le fasi dell’avventura unitaria, dandoci un quadro particolarmente vivo e veritiero della società italiana, chiarificatrice dell’identità nazionale, con particolari riferimenti a molti personaggi, da Depretis a Crispi, da Giolitti fino alla prima Guerra Mondiale e alla marcia su Roma. Con molta competenza, che gli deriva anche dalla sua professione di medico, ha saputo entrare nelle profondità dell’animo dei presenti, facendo apprezzare i valori del Risorgimento e i primi difficili anni del neonato Regno d’Italia. Si è chiusa la relazione con l’Italia che entra nella Prima Guerra Mondiale, da taluni ricordata anche come Quarta Guerra d’Indipendenza e il periodo successivo che si conclude con la marcia su Roma del 28 Ottobre 1922.
È poi toccato al Prof. Massimo de Leonardis che ha parlato sul periodo dal 1923 ai giorni nostri.
L’ultimo relatore a prendere la parola è stato il noto penalista e storico Avv.to Franz Sarno, penalizzato in quanto i precedenti relatori avevano già esaurientemente esposto tutto il periodo del Risorgimento. Con la sua grande cultura, unitamente all’esperienza di Ufficiale del Sovrano Ordine di Malta, è riuscito brillantemente a fare delle interessanti riflessioni sulla lunga strada dei centocinquant’anni compiuta dalla nostra Patria. La genuinità della sua relazione verteva su una generazione di uomini e donne, di grandi intellettuali e statisti come Mazzini, Pio IX, Cattaneo, Rosmini, Nievo, Pisacane e Gioberti che contribuirono alla nascita dello Stato italiano. Si è soffermato su Mazzini e sulla complessa psicologia dello statista Cavour, facendo un affresco del nobile piemontese esponendo le sue tensioni, la sua fragilità e le sue incertezze, mascherate dal temperamento autoritario nella tenace aspirazione al cambiamento. L’Avvocato ha poi parlato dello Stato unitario che ha consentito al nostro Paese di compiere un decisivo avanzamento storico, anche se attraversato da giochi di potere. Ha fatto una sintesi del concetto della situazione italiana ed internazionale e come la stessa unificazione abbia assunto valenza storica nella storia d’Italia. Ha parlato di un tempo nel quale molti italiani hanno cercato la libertà che significava verità e, per questo, hanno dato la vita per realizzare il sogno della Nazione divenuta Patria; si è espresso su quanto il popolo fosse consapevole del sangue che dovevano lasciare nelle battaglie per la conquista della libertà, di quanto fosse stato importante sentirsi partecipi di una Italia comune e non dell’Italia dei sette Stati, ostili tra loro e strettamente sorvegliati da potenze straniere. L’Avvocato Sarno, con enfasi, ma con lucido realismo, ha parlato dei grandi eroi del Risorgimento come Garibaldi, descrivendolo nell’ambito di una leggenda, ma che è storia, considerando l’Eroe dei due mondi, simbolo degli ideali di libertà e giustizia che si confronta con la bellezza della vita e con l’affascinante storia d’Italia.
Inoltre, il dott. Nicolò Licata, scrittore e poeta, socio fondatore dell’Associazione IL VOLANO, ideatore dell’evento in questione, attraverso il quale ha voluto portare la testimonianza del memorabile Giovanni Spadolini che, con la sua opera completa sul Risorgimento: “Gli uomini che fecero l’Italia”, ha contribuito a farci conoscere la storia del Risorgimento nell’Unità d’Italia. E’ poi passato a parlare di Cesare Beccaria, filosofo illuminista milanese che aprì le coscienze di coloro che sino ad allora avevano esercitato la giustizia attraverso il potere, attuando metodi spesso disumani ed iniqui. Nel 1764, con il libretto “Dei delitti e delle pene”, il giovane Beccaria pone la prima discussione pro e contro la pena capitale, offrendo argomenti razionali circa le idee dell’Italia nell’Europa. Ha voluto, inoltre, ricordare anche i “Fratelli Bandiera” e il giovane Mameli morto a soli ventidue anni e che ci ha lasciato il suo famoso inno all’Italia.
Nicolò Licata, attraverso le varie relazioni e i vari interventi ha fatto emergere un Risorgimento italiano ricco di movimento, rivoluzione liberale e di difesa del diritto di tutti i popoli rivolti all’autodeterminazione. “Questo giorno – dice Licata – rappresenta un’ottima occasione per riscoprire e valorizzare le varie anime degli italiani e per riflettere sulla nostra identità storica lungo la storia del nostro Paese rinvenuto nel Risorgimento. L’Italia, dunque, ha affrontato un periodo di profonda crisi, di dolore e sofferenza, sostenuto con spirito di solidale condivisione, con il coraggio di un popolo unito. Ora dobbiamo affrontare i giorni nostri – termina Licata – saranno giorni difficili, anch’essi densi di varie crisi che potranno essere superate con un’intensa aggregazione umana e sociale e, per imparare ad affrontarli, dobbiamo rileggere tutte le tappe fondamentali della nostra storia”.
È intervenuto l’Ing. Novo Umberto Maerna, Vice Presidente e Assessore alla Cultura di Milano che ha posto l’accento sull’importanza del Risorgimento che deve permanere nella memoria collettiva degli italiani come eroico risultato delle gesta di audaci soldati che troncarono il dominio straniero. Con le rivoluzioni risorgimentali durate quarant’anni (dal 1820 al 1860) si avviò il processo di realizzazione della nostra Italia fra mille difficoltà, da quelle economiche a quelle politiche. L’ing. Maerna ha fatto presente che la nostra classe politica è passata attraverso gli ideali culturali del Risorgimento ed è ancora capace di guardare al futuro e dare dignità al nostro Paese, tanto è vero che ha reputato necessario proclamare per il 17 marzo, giorno della proclamazione del Regno d’Italia, la festa dell’Unità d’Italia, perché non è possibile vivere senza storia e senza ideali e non è pensabile costruire il futuro senza capire il passato. Il Vice Presidente la Provincia di Milano ha posto l’accento sul Risorgimento che è stato la rivendicazione culturale, storica, ideale di un popolo per secoli interdetto e separato e l’affermazione della sua indipendenza politica, facendo presente inoltre di quanto ora sia importante far parte di un’Europa moderna delle Costituzioni dei Diritti dell’uomo e del cittadino, del senso della giustizia e del valore dell’eguaglianza.
Alcune passi del libro di Giovanni Spadolini sono stati letti dalla splendida poetessa Tiziana Cera Rosco.
Tutta la cerimonia è stata brillantemente presentata dalla Dott.ssa Tiziana Perfetti, bella e biondissima psicologa, Vice Presidente dell’Associazione IL VOLANO.
Al termine della cerimonia c’è stato lo scambio dei doni: il Generale de Milato ha donato il Crest del Circolo di Presidio all’Associazione IL VOLANO, ricambiando con una targa. Targhe e medaglie sono state donate dall’Associazione IL VOLANO ai relatori e alle personalità presenti.
La celebrazione è stata valorizzata dall’importante presenza di grandi personaggi del Mondo della politica come il Presidente della Commissione Difesa del Senato della Repubblica, Giampiero Cantoni il quale, nonostante i suoi gravosi impegni istituzionali, è riuscito a intervenire alla cerimonia e dall’Ing. Novo Umberto Maerna, Vice Presidente e Assessore alla cultura della Provincia di Milano, del mondo militare come il Generale di Brigata Camillo de Milato, Comandante l’Esercito Lombardia, dal Generale di Brigata Mario Sciuto, Presidente UNUCI, dal Generale di Brigata dei C.C. Nazzareno Giovannelli, e dal mondo civile come il Prof. Silvio Bolognini – Rettore Università UNITRE-MILANO, la nota e sempre bellissima cantante Noris de Stefani, il dott. Vittorio Mucci dirigente dell’Associazione LA MAIELLA, e tanti altri che è troppo lungo da elencare.

Principia Bruna Rosco

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