Con questo titolo ci è sembrato di aver gettato un sasso in un placido stagno. Varie le reazioni dei lettori: da coloro che si sono associati alle nostre parole, specialmente nel primo articolo (li ringraziamo) ad altri che hanno condiviso poco o affatto il secondo (ai quali rispondiamo).
Opinioni positivamente concordi sulla proposta di non ingerenza delle Province nel settore turistico, sulla serietà del Touring Club e sulla necessità di tenere le Pro Loco al livello municipale, ovviamente con una stretta collaborazione con le Sovraintendenze Belle Arti provinciali. E’ invece sul settore pubblicitario che sono arrivate molte critiche (e anche qualche plauso). Probabilmente qualcuno ci aspettava al varco, perché da lustri veniamo accusati di essere “tout court” nemici della pubblicità. E’ un’accusa totalmente errata. La pubblicità, nella società moderna, è diventata indispensabile, perché è il sistema migliore, se non addirittura l’unico, che permetta la divulgazione dei prodotti. Ne siamo talmente convinti che nel 1989 abbiamo creato un giornale pubblicitario, gratuito, a Verona, “Lo Scaligero”, da noi redatto, e che viveva solo con le inserzioni promozionali. (Non è un’azione pubblicitaria, questa, lo Scaligero non esiste più da lustri) Non è stata una coabitazione facile, quella con il pubblicitario, però per tutta la vita della testata non abbiamo mai permesso che i testi giornalistici fossero inquinati dalla promozione di coloro che inserivano, ovviamente a pagamento, inserti pubblicitari. Purtroppo però a volte ciò non accade ed è un male, perché il lettore (o l’ascoltatore) non sempre riesce a distinguere il testo dalla pubblicità. Tutto qui. Per quanto ci riguarda, noi parliamo di un argomento a prescindere dal fatto che siamo stati invitati a parlarne e, principalmente, senza mai mentire a quello che consideriamo il nostro padrone: il lettore, il quale ha diritto a non essere mai preso in giro. Ciò che sarebbe necessario è il coordinamento degli organi competenti che ci sembra in Italia ancora in alto mare. Citiamo ad esempio, il caso di Berlino, dove esiste il Pergamonmuseum, che è intelligentemente e sapientemente pubblicizzato dal Governo tedesco e conseguentemente visitato. E’ una sapiente e azione pubblicitaria, che attira un numero crescente di visitatori in una città che 65 anni or sono era stata rasa al suolo. Quel Museo è splendido e, giustamente ben pubblicizzato. Ci piacerebbe moltissimo che un’azione del genere venisse fatta, a titolo d’esempio, per Pompei ed Ercolano, ovviamente dopo che gli organi competenti abbiano sapientemente ristrutturato quelle due meraviglie uniche al mondo. Forse siamo inguaribili ottimisti, ma ciò ci appare fattibile e vorremmo che i nostri tanti Dicasteri finanziari fossero i primi a promuovere ciò.

Umberto e Roberto Granati
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