Un sole confortante ed una brezza decisamente primaverile ha contribuito a rendere esaltante (almeno per noi inviati invitati) una giornata indimenticabile. Quella dell’insediamento dei nuovi Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino il 1° aprile 2011.
Una folla variopinta e visibilmente emozionata aveva invaso strade e stradine, salite e discese, scalini da percorrere col fiato in gola, prima di arrivare sulla piazza del centro storico, sede del Governo della più antica Repubblica del mondo. Bandiere di ogni Paese (prevalevano quelle Ue, ovviamente) sventolavano su finestre e merli antichi, sulle porte dei bar e dei negozi multicolori. Sorrisi e strette di mano ovunque. Allegria, ma anche partecipazione di popolo, “stranieri” compresi.
Anche noi di GSA — seppure con qualche difficoltà burocratica — siamo stati ammessi alla cerimonia ufficiale dell’insediamento.di Maria Luisa Berti e Filippo Tamagnini quali Reggenti per il periodo 1 aprile-1 ottobre, al loro primo incarico (vedi nota sottostante circa le funzioni proprie dei Capi di Stato sammarinesi), con un rituale che è partito da Palazzo Valloni. Qui era stato accolto il corpo diplomatico e consolare, come di consueto in simili circostanze. Questa volta erano presenti anche l’ambasciarore degli USA, David Thorne, unitamente all’ambasciatore giapponese a Roma, Yuzo Ota, e all’ambasciatore di Israele.
I due nuovi Capi di Stato, alternandosi, hanno pronunciato un lungo discorso esplicativo, mettendo in rilievo l’attuale momento di crisi economica che, in un certo senso, mina la coesione sociale pur salvaguardando i valori fondamentali della Repubblica. Hanno altresì annunciato la prossima visita di Papa Benedetto XVI, sostenendo che “tale evento rappresenta per il popolo e per le istituzioni del Titano un’occasione di riflessione sul nostro essere una comunità tanto diversa da altre, che affonda le sue origini nell’opera pastorale del Santo Marino, il primo evangelizzatore della comunità sul monte”.
La cerimonia, molto suggestiva, si è poi spostata nella Basilica della Pieve, dove il vescovo di San Marino e Montefeltro (monsignor Luigi Negri a cui il nostro delegato, Romano Franco Tagliati ha offerto in dono un suo libro, a nome del nostro GSA), nella sua omelia durante la Messa di rito, ha fatto presente che “San Marino deve recuperare la grandezza della sua tradizione. Il primo valore di uno Stato è difendere se stesso. Non si può accettare — ha proseguito il vescovo — di essere diminuito anche solo dai media senza che le supreme autorità lo difendano contro tutto e tutti”.
L’intera mattinata è stata costellata dalle musiche della banda della Repubblica e dalle uniformi sfavillanti e colorate dei Corpi Militari Uniformati che rappresentano l’indipendenza dello Stato (Milizia, Guardia del Consiglio, Guardia di Rocca, Gendarmeria, Polizia civile e National Central Bureau-Interpol) e che hanno reso estremamente piacevole il loro via vai a passo di marcia cadenzata.
Insomma, una giornata straordinaria e patriottica, molto sentita dalla popolazione locale, e che insegna anche a noi italiani quali siano i valori di una nazione unita. Auguriamo ai sammarinesi che possano ritrovare una nuova vitalità di percorso, soprattutto nei confronti di un’Italia non sempre generosa e comprensiva circa le aspettative di collaborazione reciproca fra Stati confinanti.
Nota conclusiva: l’ordinamento politico amministrativo della Repubblica del Titano prevede uno Stato sovrano al cui vertice, come abbiamo visto, sono due Capitani Reggenti. Questi esercitano collegialmente le funzioni di Capi dello Stato. Sono nominati dal Consiglio Grande e Generale e restano in carica sei mesi. Essi rappresentano lo Stato e sono i supremi garanti dell’ordinamento costituzionale.
L’organo legislativo è detto Consiglio Grande e Generale ed è composto di 60 consiglieri, esercitando le funzioni proprie di tutte le assemblee parlamentari. Viene rinnovato per elezioni a suffragio universale ogni cinque anni.
L’organo esecutivo (Governo) è il Congresso di Stato i cui membri sono i Segretari di Stato (corrispondenti ai ministri).

Domenico Fiordelisi