Il protocollo di Kyoto è un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale, sottoscritto nella città giapponese di Kyoto l’11 dicembre 1997 da più di 160 paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).
Il trattato è entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia e prevede l’obbligo per i paesi industrializzati di ottenere nel periodo 2008-2012 una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti in atmosfera in una misura non inferiore al 5% rispetto alle emissioni registrate nell’ anno di riferimento 1990.

Sintetizzando le tappe salienti in cui vediamo nascere e svilupparsi questo percorso che potremmo, con termine moderno, definire “di sostenibilità” :
– nel 1979 fu istituita la Prima conferenza mondiale sul clima dove si discusse della possibile interferenza delle azioni umane sui cicli naturali e per sostanziare le teorie venne istituito un Programma mondiale di ricerche sul clima (WCRP) sotto l’egida delle Nazioni Unite e si approvò una Dichiarazione per sottolineare l’importanza del clima come risorsa naturale vitale sollecitando i governi a prevenire eventuali interferenze delle attività umane sugli andamenti naturali del clima.
Vi ricordo che è di queso periodo la prima definizione di Sviluppo Sostenibile, tuttora valida, contenuta nel rapporto Brundtland del 1987 (dal nome della presidente della Commissione, la norvegese Gro Harlem Brundtland) e poi rilanciata dalla Conferenza mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’ONU (World Commission on Environment and Development, WCED): “ lo Sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni “.
– nel 1988 l’ONU istituì l’International Panel on Climate Change (IPCC) con il mandato di valutare le informazioni scientifiche disponibili, esaminare gli impatti sociali ed ambientali dei cambiamenti climatici e proporre strategie per prevenire e controllare le modificazioni climatiche indotte dalle attività umane cui seguirà
– nel 1990 la Seconda conferenza mondiale sul clima nella quale viene approvata per la prima volta una Dichiarazione (Assessment Report dell’IPCC) che afferma che:
• Il cambiamento climatico è un problema di sviluppo socio-economico
• Il problema deve essere affrontato tenendo conto delle esigenze di tutti i paesi : sviluppati e non sviluppati
• E’ necessario un trattato internazionale
– nel 1992 la Conferenza mondiale delle nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo (UNCED) a Rio de Janeiro approvò la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici o United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) comprendente il Protocollo di Kyoto, ratificata da molti paesi tra i quali l’Italia con la legge n. 65/1994, entrata in vigore appunto, il 21 marzo 1994.
La Convenzione stabilisce il quadro di riferimento delle strategie e degli impegni che i paesi ONU assumono per prevenire gli effetti dei cambiamenti climatici.
– nel 1997 a New York si tenne il Vertice della Terra che approvò definitivamente il Protocollo di Kyoto indicando gli obiettivi internazionali per la riduzione dei gas ad effetto serra ritenuti responsabili del riscaldamento globale del pianeta,fissando per il periodo 2008 – 2012, la riduzione media del 5,2%, calcolata sui livelli di emissione del 1990.
– nel 2001: L’Unione Europea vara il V Piano Ambientale 2002/2010 dal titolo "Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta". In esso si indicano le linee strategiche d’azione relativamente al cambiamento climatico, natura e biodiversità, ambiente e salute, uso sostenibile delle risorse naturali e gestione dei rifiuti.
– nel 2002 : a Johannesburg, in Sud Africa, si tiene il Vertice Mondiale sullo sviluppo sostenibile per l’adozione di un piano d’azione comune che indichi gli obiettivi da raggiungere nel decennio successivo.

Altri vertici si sono succeduti, come sappiamo, ma la via maestra era stata tracciata.

Olivia Carone

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