Recentemente ho regalato le prime due Guide ai Musei e Monumenti d’Italia a un mio vecchio amico piemontese, il quale ieri, dopo essersi inizialmente complimentato per l’opera, l’ha subito dopo distrutta, citandone le palesi (per lui) incongruenze numeriche.

Evidentemente ha esaminato attentamente i due volumetti, perché ha contato i numeri dei riferimenti per alcune Città: 15 Cuneo, 18 Alessandria, 24 Novara e 83 di Torino, contro i 39 di Aosta, i 40 di Bergamo, i 64 di Brescia, i 117 di Genova e i 143 di Milano. Nel timore che anche altri valutino come lui “a peso” le citazioni, rappresento che noi abbiamo segnalato solo le opere d’arte che ci sono apparse maggiormente degne di essere citate, senza peraltro escludere che una parte di queste ci sia sfuggita. Noi non siamo autori di un censimento, ma, sfogliando i testi di storia dell’arte e i nostri appunti di viaggio, abbiamo segnalato quanto ci sembrava opportuno indicare ai turisti e cioè che oltre al riposo fisico, è possibile ritemprare anche lo spirito con le bellezze sia naturali, che frutto dell’ingegno umano. Questo è stato l’intento che ci ha guidato, fornire ai turisti un elenco delle bellezze che potranno trovare nella località di villeggiatura prescelta e nei suoi dintorni. E’ recentemente apparso uno spot pubblicitario (questa è la pubblicità che ci piace) del Presidente del Consiglio, il quale ha affermato che l’Italia offre ai turisti il godimento di oltre 100.000 chiese e monumenti, 40.000 dimore storiche, 2.500 musei e 1.000 teatri. Sono i numeri del patrimonio artistico/culturale italiano. Noi ci siamo limitati a spigolare all’interno di queste cifre, che sono talmente grandi da rappresentare il 50% dei beni artistici monitorati dell’UNESCU.
Alcuni anni or sono nel corso di una mia conferenza al Circolo della Stampa di Milano, è stato esposto un cartello che diceva: “Il sesto giorno Dio si fermò e l’angelo gli disse: Signore, Tu hai creato la Terra, distribuendo i Tuoi doni, ma hai trascurato quella piccola penisola, la più povera di ricchezze: niente materiali preziosi, niente grandi pascoli, niente fiumi imponenti. Vuoi che questi Tuoi figli vivano derelitti? Dio guardò in basso e disse: hai ragione Angelo fedele, rimedierò subito, dandole le bellezze naturali più belle del Creato e distribuirò tra i suoi figli le maggiori doti di arte, scienza e sapienza, nella speranza che i loro discendenti sappiano farne buon uso. Così nacque l’Italia, terra meravigliosa per le incommensurabili bellezze donatole da Dio e per il retaggio dell’ingegno dei propri figli migliori, ma spesso incapace di saper sfruttare ciò che il Creatore e i Geni del passato hanno cosparso sul suo suolo, perché gli abitanti di quella piccola, splendida Penisola, presi da tante altre preoccupazioni e problemi, ritennero giusto e saggio ignorare che i doni elargiti da Dio non avessero nulla a che vedere con un argomento ritenuto banale, il turismo!” Mi sembra di piena attualità!

Umberto Granati
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