In base a quanto sinora esposto, il Protocollo di Kyoto dichiara che esiste un problema dovuto ad emissioni inquinanti provenienti da attività umane e si pone l’obiettivo di stabilizzare le concentrazioni di gas-serra in atmosfera “a livelli tali da prevenire pericolose interferenze delle attività umane con il sistema climatico”. Operativamente suddivide i paesi sottoscrittori in :
• Paesi Annex I: industrializzati (OECD) e paesi dell’est europeo ovvero a economia di transizione EIT;
• Paesi Annex II: i paesi OECD;
• Paesi non Annex I: tutti i rimanenti paesi, nessun obbligo di riduzione delle emissioni.

Tutti assumono impegni basandosi sul criterio definito Principio di Precauzione: “l’incertezza delle conoscenze scientifiche non può essere usata come come scusa per posticipare azioni e interventi quando esiste comunque la possibilità di un danno irreversibile sul breve, ma soprattutto sul lungo periodo”, ovvero:
• Elaborare inventari nazionali delle emissioni di gas serra non disciplinati dal Protocollo di Montreal (che disciplina l’uso dei gas dannosi per lo strato di ozono);
• Formulare programmi nazionali e regionali per ridurre le emissioni e potenziare gli assorbitori di gas climalteranti;
• Promuovere il trasferimento delle tecnologie più avanzate per mitigare i cambiamenti del clima;
• Promuovere la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste;
• Promuovere la ricerca scientifica, l’osservazione del clima, la formazione professionale, lo scambio di informazioni e la consapevolezza del pubblico sul tema;
e si obbligano a proteggere il sistema climatico sia sul fronte delle cause che della mitigazione.

I paesi Annex I hanno l’obbligo di svolgere un ruolo guida per modificare gli andamenti tendenziali delle emissioni di gas serra e di assistere i paesi in via di sviluppo, fornendo anche le risorse finanziare necessarie a coprire i costi e per acquisire nuove tecnologie dato che alcuni paesi non Annex I sono esposti ai danni derivanti dai cambiamenti climatici, mentre altri paesi produttori e esportatori di petrolio, sono esposti a danni economici derivanti dalle misure di prevenzione dei cambiamenti climatici.
I paesi che ad oggi hanno firmato e ratificato il Protocollo sono 193 e devono comunicare periodicamente l’inventario nazionale delle emissioni di gas serra; in particolare i paesi sviluppati devono comunicare anche le informazioni circa le iniziative prese o previste per attuare la Convenzione.

L’organo di gestione e controllo dell’attuazione della Convenzione è la COP, la Conferenza delle parti,
ovvero l’assemblea di tutti i paesi che hanno ratificato la UNFCCC e ne hanno accettato la natura legale vincolante.
A partire dal 1995 le Conferenze delle Parti (COP) sono state:
COP-1, il Mandato di Berlino
COP-2, Ginevra, Svizzera
COP-3, il Protocollo di Kyōto sul Cambiamento Climatico
COP-4, Buenos Aires
COP-5, Bonn, Germania
COP-6, L’aia, Olanda
COP-6 Bonn, Germania
COP-7, Marrakesh, Marocco
COP-8, Nuova Delhi, India
COP-9, Milano, Italia
COP-10, Buenos Aires, Argentina
COP-11, Montreal, Canada
COP-12, Nairobi, Kenia
COP-13, Bali, Indonesia
COP-14, Poznan, Polonia
COP-15, Copenaghen, Danimarca
COP-16, Cancun, Messico

La prossima Conferenza, COP-17, è prevista a Durban, in Sudafrica nel novembre di quest’anno.

Olivia Carone

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