di Luisa Poluzzi

 

L’avvocatura penale femminile dall’Antica Roma ad oggi.

L’Autrice, dopo i saggi Avvocate. Sviluppo e affermazione di una professione e Avvocate negli studi associati e giuriste di impresa, si occupa della questione di genere con specifico riguardo alla materia penale che la stessa tratta.
Dopo un excursus storico, si analizzano le vicende dell’avvocatura penale al femminile dall’antica Roma ad oggi, indicando alcune celebri penaliste, il loro modus operandi e le vicende personali e sociali che le hanno portate a scegliere e a esercitare la professione.
L’attenzione si sposta, poi, sulla situazione attuale, sulle mutate condizioni economiche e sociali e sulla complessità della professione.
Vengono, inoltre, presentati i risultati del questionario che la Commissione Pari opportunità dell’Unione Camere Penali Italiane ha inviato, nel maggio 2016, alle proprie associate. Ricerca finalizzata alla fotografia delle Penaliste odierne, alla tipologia delle materie trattate e della clientela, al ruolo ricoperto in studio, alle motivazioni della scelta professionale, all’approccio all’incarico, agli strumenti utilizzati, al significato attribuito al proprio lavoro e alla percezione se, nello svolgimento della professione, vi sia o meno il giusto riconoscimento.
Emerge un quadro interessante che accompagna l’Autrice ad alcune considerazioni che trovano sviluppo nel saggio. Una domanda dirimente su tutte: esiste un modo che effettivamente garantisca parità al di là delle differenze di genere? I risultati sono evidenti e all’attenzione del lettore.
Si rilevano, ancora una volta, i temi del riconoscimento di ruolo, rappresentanza e reddito. E si indicano possibili soluzioni e azioni positive per poter concretamente incidere e superare le differenze di genere.
Infine, si sottolineano importanza e peculiarità del linguaggio e della comunicazione forense, strumenti fondamentali di confronto e persuasione.
Da ultimo alcune Penaliste – Marta Amato, Monica Baggia, Giulia Boccassi, Dina Cavalli, Monica Corneli, Marinella De Nigris, Monica Gambirasio, Lodovica Giorgi, Carolina Marrazzo, Donatella Montagnani, Giovanna Ollà, Carmela Parziale, Paola Pasquinuzzi, Teresa Re, Livia Rossi, Beatrice Saldarini, Cristiana Totis e Sabrina Viviani – raccontano la loro storia personale e professionale.

Ilaria Li Vigni
, avvocata in Milano, si occupa di diritto penale e di tematiche connesse alla tutela dei diritti umani e alle questioni di genere. Formatrice in corsi su diritto antidiscriminatorio e differenze di genere, giornalista pubblicista e cultore della materia presso la Cattedra di Sociologia progredita del diritto e del lavoro dell’Università degli Studi di Milano, è componente della Commissione pari opportunità Unione Camere Penali. Tra le sue pubblicazioni per i nostri tipi ricordiamo: Avvocate. Sviluppo ed affermazione di una professione, 2013 e Avvocate negli studi associati e giuriste di impresa, 2015.


Un giallo d’evasione che ti cattura per la trama e ti affascina per la descrizione di località d’Italia uniche e irripetibili

“Finalmente, dopo tanto lavoro, Giacomo Spinelli, commissario della Polizia di Stato di stanza nell’affascinante borgo medievale di Montepulciano, in Toscana, riesce a prendersi una meritata vacanza in Versilia durante il periodo pasquale. Il suo tranquillo soggiorno viene, però, bruscamente interrotto dal procuratore Salimbeni che lo richiama immediatamente in servizio. La sera prima di Pasqua in una villa nei dintorni del borgo poliziano, di proprietà di un noto chirurgo estetico, è stato commesso un triplice omicidio. Tre donne vengono trucidate all’interno dell’elegante casale, unico sopravvissuto dell’orribile mattanza l’esimio professore che un contadino della zona incrocia, all’alba del giorno seguente, mentre vaga nella campagna circostante completamente nudo e in stato confusionale. Si tratta di una rapina in villa finita in tragedia, questa è l’ipotesi che i nostri investigatori sposano sin dal principio. L’inchiesta porta alla luce segreti scottanti e alcune vicende personali complicano il lavoro del commissario Spinelli. Il poliziotto dovrà affrontare i suoi sensi di colpa e le sue piccole debolezze cercando di non farsi travolgere dagli eventi. Questa volta raggiungere il risultato sperato sarà più difficile e da questa torbida storia Giacomo uscirà un po’ ammaccato. Accanto a lui la sua squadra, i suoi uomini che, anche se non capiscono o non condividono sempre le sue convinzioni e le sue mosse, lo seguono fiduciosi e non lo abbandonano…”

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