L’articolo sul turismo culturale ha mosso commenti generalmente positivi, ma anche alcune critiche, pur velate e cortesi.
Partiamo da queste ultime. Premettiamo che i giudizi li abbiamo ricevuti in prevalenza dal settore giovanile, dove varie voci ci hanno spronato a trattare con maggiore evidenza l a parte ludica, giudicata troppo poco evidenziata, nei confronti del settore arte. Sia pure con l’impegno a implementare la parte divertimenti, riteniamo opportuno rappresentare che il turismo italiano, oltre agli svaghi, può offrire attrattive che lo rendono degno di piazzarsi inequivocabilmente al primo posto nel mondo. Le bellezze naturali, il clima, la diversità di offerte, sono solo una parte, anche se rilevante, delle attrattive delle regioni italiane. A queste, l’Italia aggiunge l’immenso tesoro di opere d’arte, che purtroppo non sono curate ed evidenziate come meriterebbero. Noi abbiamo una deficiente cultura della manutenzione e della relativa conservazione dell’immenso tesoro artistico, che non abbiamo sinora saputo presentare in modo unitario all’estero, come avviene, per esempio, in altre nazioni, dove è lo Stato a promuovere la propaganda della cultura. Noi dimentichiamo spesso che il turismo è un’industria (che a nostro parere, è la più importante della Nazione) la quale, oltre a essere desiderata, deve anche poter apparire in tutto il suo fulgore. Per questo esprimiamo il nostro plauso per la rinascita del Ministero del Turismo. Noi non siamo affatto favorevoli all’accentramento, ma, come abbiamo tante volte affermato, vorremmo che le variegate possibilità turistiche dell’Italia non vengano rappresentate in modo confuso e artigianale. Occorre una sapiente regia per illustrare al mondo ciò che possiamo offrire, ma per farlo occorrono seri professionisti nel campo organizzativo e promozionale, che sappiamo creare un’intelligente e capace azione pubblicitaria. Non esiste nessuna ditta delle dimensioni del complesso turistico italiano ed è necessario un indirizzo unitario e professionale della sua immagine. Ve l’immaginate se la FIAT delegasse ai propri Concessionari la divulgazione delle proprie auto e in particolare ne mettesse i modelli in concorrenza tra loro? Ebbene, fino ad ora il nostro Turismo è stato rappresentato, specialmente all’Estero, solo da tanti piccoli settori indipendenti. Per portare un esempio banale, immaginate la rappresentazione di Napoli solo per il suo mare o il suo clima o i suoi musei o i suoi monumenti o le sue chiese o il suo lungomare o la sua Posillipo o le sue terme o la sua archeologia o il suo Vesuvio, eccetera. A parte Posillipo e il Vesuvio, avrebbe al mondo decine di rivali, ma rappresentata nella globalità dei suoi tesori è e va considerata unica al mondo. Ed è nella varietà e la molteplicità dei suoi tesori che deve essere rappresentata.

Umberto, Luciana e Roberto Granati
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