Chi scrive ha 82 anni, gli ultimi 30 dei quali trascorsi da modesto cronista del fenomeno turistico italiano, sempre incredulo nel constatare che l’Italia, così prolifica nella creazione di una pletora di Ministeri, avesse abolito il Dicastero del Turismo, ossia quello dell’industria primaria della Nazione.
Gli effetti si sono visti: da primi a terzi in Europa e tallonati da altri che non dispongono le nostre enormi possibilità. La delega a Regioni, Province e Comuni ha prodotto solo frammentazione. Dopo poco più di un anno che finalmente il Turismo ha una sua guida al livello ministeriale, è in dirittura di arrivo il nuovo Codice del Turismo, che finalmente raggruppa in 90 Articoli le norme relative a quella che è la nostra maggiore industria che rappresenta il 10% del P.I.L. nazionale. Leggendo i commenti, sembra che il Codice sia chiaro sul programma, a cominciare dalla famigerata Tassa di soggiorno, che sarà a carico dei Comuni, i quali ne godranno i benefici, ma che si renderanno conto che, gettandosi avidamente su tale balzello, non incentiveranno il gettito derivante dal turismo e dovranno giustificare ciò al corpo elettorale. Inoltre, se ho ben compreso la legge, i proventi della Tassa di soggiorno dovrebbero essere devoluti agli Operatori Turistici (augurandoci che vadano ai meritevoli e non distribuiti a pioggia.) Altro aspetto positivo è il diritto del Turista al risarcimento, qualora l’operatore non abbia mantenuto gli impegni presi e concordati. Questa è una norma importante: purtroppo all’estero abbiamo la fama di “furbi” e ciò è noto a chi, come il gruppo a cui appartengo, è aduso a fare inchieste a campione (facilissime in occasione delle Fiere Campionarie). Altro aspetto positivo del Nuovo Codice del Turismo sono lo snellimento burocratico (fino ad ora la burocrazia ha causato danni enormi alle piccole imprese e al loro processo della qualificazione del personale) e infine al turismo sociale, che per sua natura è poco regolamentabile. Restano ancora due punti molto importanti che il ministero del Turismo dovrà affrontare: la viabilità, al limite del collasso nella stagione turistica e le disponibilità aeroportuali, se vogliamo che le nazioni turisticamente emergenti (a cominciare da Cina, India e Brasile, che sembrano aver scoperto la nostra Terra) vengano a trascorrere le vacanze da noi.
Un buon lavoro di cuore al Ministro del Turismo.

Umberto Granati
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