di Luisa Poluzzi

 

la prevenzione e i quarantenni di oggi- a Bruxelles. Si è riunita una commissione con il coinvolgimento di 28 stati ed è stato redatto il MANIFESTO EUROPEO PER UN’EUROPA PIÙ SANA.

Stando ai dati forniti da Eurostat, una persona su tre che abita in Europa, fra vent’anni, avrà più di 65 anni. La sfida è fare in modo che si tratti di gestire persone senza disabilità e malattie complesse. Come dice in prof. Giovanni Scapagnini bisogna evitare che la BOMBA ANZIANI travolga l’economia prevenendo le malattie più comuni e che dipendono dalla volontà del singolo individuo.

Infatti il contributo della genetica alla longevità è marginale. Quasi tutto dipende dalle scelte di vita e non è mai troppo tardi per cambiare cattive abitudini.

Non fumare- non bere troppo alcool- evitare l’accumulo di grasso- fare esercizio fisico…L’attività fisica, ribadisce il prof. Raffaele Antonelli Incalzi, può essere considerata una poli-pillola che contrasta l’aumento di peso, la perdita di massa muscolare, rischi cardiovascolari e mantenimento delle capacità cognitive. I pericoli in agguato sono principalmente obesità e diabete di tipo due che dipendono dall’alimentazione. Si evitano seguendo determinate linee guida. Quindi “invecchiare bene si può, anzi si deve” scrive sul Corriere della Sera la giornalista Elena Meli. Io lo insegno all’Università UTE di Milano dove ho adottato lo schema proiettato in una tovaglietta per colazione.

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