di Gabriella Capone

 

Nei nostri viaggi ci spostiamo…e conosciamo nuovi climi, nuove sensazioni psico-fisiche si manifestano senza che noi ce ne accorgiamo!

Geopsiche. La natura e il nostro stato d’animo.

La natura si presenta al corpo umano e all’animo in quattro principali aspetti: tempo, clima, suolo e paesaggio. Essi influenzano indirettamente il nostro modo di essere, in quanto ci presentano o ci raccomandano questo o quel nutrimento, oppure un determinato modo di vestire, ci fanno vivere prevalentemente all’aperto o in ambienti chiusi, influenzano il nostro movimento, hanno una rilevanza, non percepita, a volte, nella diffusione più o meno marcata di malattie di carattere e di pericolosità diversissime. Lo studio dei quattro aspetti, prima citati, è stato ampio e riguarda la storia, la dietetica, l’etnologia, la geografia umana , gli spostamenti umani. Ma non ci rendiamo conto che tempo e clima influenzano il nostro organismo in modo immediato.

Non è una “vita” quella che perde ogni contatto con il paesaggio. Anche se voliamo in aereo il nostro legame con il suolo è sempre suolo. Una prova di questa influenza è la condizione dell’uomo in primavera, quando il terreno si ricopre di nuova erba, la temperatura è più mite e contemporaneamente le nostre membra sono più stanche. Il tempo rappresenta le condizioni generali atmosferiche in un dato momento e in un dato luogo. Tempo è un termine complesso, indica comunque un fenomeno locale e transitorio. Il clima riguarda un’area geografica vasta e presenta elementi costanti durante le quattro stagioni.

E che dire dell’elettricità atmosferica? Essa si palesa quando il temporale sta per avvenire. Le scariche dei fulmini suscitano nell’uomo emozioni molto elementari: timore, angoscia, spavento, anche stupore e curiosità. L'”aria temporalesca” provoca spesso nell’uomo un senso di “attesa”. Tutto si risolve con una sensazione di refrigerio, di liberazione, dopo la scarica del fulmine, dell’acquazzone, della grandinata e il rumore del tuono pian piano si allontana. I venti sono legatissimi alle condizioni psicofisiche dell’uomo. Il punto culminante dell’azione dello scirocco coincide solitamente, con il più intenso soffiare del vento, fino a quando non cambia direzione. I sintomi preliminari sono svogliatezza, inquietudine, paura. Il fohn, il vento di montagna, è contrariamente allo scirocco, asciuttissimo, in pratica è l’aria, che, discendendo sulle pendici delle montagne, si riscalda trovando le temperature più miti in bassa quota e provoca sensazioni simili a quelle provate in previsione del temporale o quando è in arrivo lo scirocco: le membra sono pesanti, la testa è come compressa. L’ecumene è contraddistinto di chiaro-scuro e gli abitanti delle grandi città modificano non senza danno la loro vitalità con la sete insaziabile di illuminazione tecnica notturna. Le aree più densamente popolate si localizzano sulle fasce tropicali e arrivano fino ai circoli polari , dove già la distribuzione della popolazione è più rarefatta. “Siamo creature legate al suolo”, più che agli altri elementi. L’istinto sedentario e l’istinto al nomadismo sono per molte comunità’ umane, proprietà originarie, che si mescolano in continuazione.

É merito del geografo Federico Ratzel, l’aver richiamato l’attenzione allo studio sistematico dell’antropogeografia, della biogeografia, della geografia politica, dell’etnologia.

 

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