IL PIACERE DI VIVERE: a Corinaldo la persona al centro di scienza e diritto

Dal rapporto con il proprio corpo alla perdita del piacere, il convegno Amamel propone un confronto sulla complessità dell’esperienza umana. Nel programma anche Maurizio Bossi.

Che cosa rende una vita appagante? E come riconoscere il valore di ciò che una persona perde quando un danno modifica il suo corpo, le sue relazioni e le sue possibilità?

Sono le domande che attraversano «Il piacere – Scienza, Diritto e Persona», il convegno in calendario al Teatro Carlo Goldoni di Corinaldo, in provincia di Ancona, il 2 e 3 ottobre 2026. L’iniziativa è promossa da Amamel, con il patrocinio di SIMLA e la presidenza di Mariano Cingolani e Francesco Busardò.

Il tema invita a guardare al piacere nella sua dimensione soggettiva. Stare bene coinvolge desideri, affetti, autonomia e occasioni di partecipazione: aspetti che assumono un valore diverso nella storia di ciascuno.

Il piacere di piacersi

Nel programma del 2 ottobre, la sessione affidata a Umberto Genovese, con Andrea Bruciati e Maurizio Bossi come discussant, affronta i confini e le ricadute del piacere di piacersi.

È un argomento che tocca il rapporto con la propria immagine e il sentirsi a proprio agio nell’incontro con gli altri. Una trasformazione del corpo può incidere sulla fiducia, sulle abitudini e sulla vita quotidiana. Comprenderne il peso richiede attenzione alla persona e al significato che essa attribuisce al cambiamento.

Quando il danno incontra una storia

Il percorso scientifico comprende il danno estetico nella responsabilità sanitaria, le nuove sostanze e il chemical sex. La mattina del 3 ottobre è dedicata alla perdita del piacere di vivere, al suicidio medicalmente assistito e alla valutazione della perdita del piacere.

Accanto alle questioni tecniche emerge una domanda: come riconoscere le conseguenze di un danno nella concretezza di un’esistenza?

Coltivare una passione, mantenere una relazione, sentirsi liberi di uscire e partecipare sono esperienze il cui valore si comprende attraverso l’ascolto. Ogni valutazione incontra una storia fatta di legami, aspettative e possibilità.

Il piacere di ascoltare

Il programma apre anche uno spazio alla cittadinanza, con la collaborazione di Teatro Time: il recital «La cura, la perdita» di Vittorio Saccinto e l’intervento «Il piacere di amare il male» di Isabella Merzagora.

L’incontro tra approfondimento scientifico e linguaggio teatrale suggerisce un modo di avvicinarsi alla complessità umana. Le parole della scienza aiutano a distinguere e valutare; il racconto può rendere percepibile il peso di un’esperienza.

Il piacere diventa così una questione che riguarda anche la cura e la responsabilità. Interrogarsi sulla sua perdita significa chiedersi quali opportunità rendano una vita riconoscibile a chi la vive.

È su questo terreno che scienza e diritto possono incontrarsi: nell’impegno a comprendere ciò che una persona ha perduto, rispettando la singolarità della sua esperienza.

Principia Bruna Rosco