Ci sono luoghi che custodiscono il tempo e altri che, attraverso l’arte, tornano a raccontarlo.
È quanto accaduto a Villetta Barrea con “Locus 5 – Il Colore”, quinta edizione della mostra collettiva di pittura “Le stagioni del pennello”, ideata e promossa da Myriam D’Andrea e ospitata, dal 9 al 22 agosto 2026, nell’ex edificio scolastico di Piazza dei Trattati Europei.
Una manifestazione che non si è limitata a esporre opere, ma ha creato un incontro tra sensibilità artistiche differenti, memoria collettiva e identità del territorio. Le aule nelle quali un tempo si imparava a leggere e a scrivere hanno accolto un nuovo alfabeto: quello dei colori, delle forme e delle emozioni.
La scelta del titolo, “Locus”, racchiude il significato più profondo dell’iniziativa. Il termine latino indica il luogo, ma in questa mostra diventa qualcosa di più: uno spazio dell’anima, capace di conservare le tracce di chi lo ha vissuto e di affidarle allo sguardo degli artisti.
Nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove la pineta incontra il fiume e lo sguardo si apre verso il lago e le montagne, l’arte sembra raccogliere il respiro stesso del paesaggio. È il Genius Loci, lo spirito irripetibile di un territorio, a unire opere diverse per linguaggi, tecniche e ispirazione.
Un progetto nato negli anni difficili della pandemia
“Le stagioni del pennello” nasce nel 2020, quando il mondo era attraversato dall’inquietudine e dall’isolamento causati dalla pandemia.
La prima esposizione fu allestita in un antico albergo del paese: quasi un gesto di resistenza, un modo per opporre la creatività alla paura e restituire presenza e vita a stanze cariche di ricordi.
Le edizioni successive hanno continuato a percorrere la memoria di Villetta Barrea. La mostra è stata ospitata anche nei locali che appartennero al Bar di Peppe e Dilia, per mezzo secolo punto d’incontro e di socializzazione della comunità villettese.
L’approdo nell’ex edificio scolastico conferma la particolare vocazione del progetto: scegliere luoghi che abbiano avuto un significato nella vita del paese e permettere all’arte di riaprirli, simbolicamente, alla comunità.
Inoltre, larealizzazione di Video Locus, grazie all’abilità edalla disponibilità di Carlo Zeppieri, ha consentitoalla mostra una continuità nel tempo ed unamaggior diffusione (Locus 3 – “Le stagioni delpennello”:Https//:youtu.be/SrwXnBcNDzc?is=AH6F8AETuQWhV3V0; Locus 4: “GliElementi”:Https//:youto.be/9Away5VcApU?is=OWjtRIOp7_tfxYZH).
Come ha scritto Alberto D’Orazio nella presentazione di “Locus 5”, l’arte di Myriam nasce dalla pura passione, maturata tra le «silvane bellezze» del Parco e coltivata attraverso la contemplazione en plein air dei suoi colori e della sua profonda connessione con l’universo.
Myriam D’Andrea ne è la poliedrica testimone: artista, ideatrice e promotrice di un progetto che, anno dopo anno, ha saputo creare occasioni di incontro e condivisione.
Il colore come linguaggio comune
Protagonista dichiarato della quinta edizione è stato il colore: materia viva, energia e strumento capace di raccontare ciò che spesso le parole non riescono a esprimere.
Le opere esposte hanno composto un itinerario libero e plurale, nel quale ogni artista ha portato una parte della propria storia e del proprio modo di osservare la realtà. Paesaggi, volti, forme, memorie e visioni interiori hanno dialogato tra loro, offrendo ai visitatori non una sola interpretazione, ma molte possibili vie d’accesso all’emozione.
La partecipazione di artisti provenienti da percorsi ed esperienze differenti ha confermato il carattere autenticamente collettivo della manifestazione. Nessuna opera è rimasta isolata: ciascuna ha contribuito alla costruzione di un racconto comune.
Non una semplice successione di dipinti, dunque, ma un dialogo nel quale ogni voce ha conservato la propria identità e, nello stesso tempo, ha trovato posto all’interno di un’esperienza condivisa.
L’arte incontra le istituzioni e il territorio
Alla presentazione della mostra sono intervenute Maria Lista, consigliera comunale di Civitella Alfedena, Giusy Colantoni, sindaca di Villetta Barrea, e Aldo Di Benedetto, sindaco di Barrea.
La presenza dei rappresentanti delle istituzioni locali ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra amministrazioni, artisti e cittadini nella valorizzazione culturale dei piccoli centri.
In territori ricchi di storia e bellezza naturale, infatti, l’arte può diventare uno strumento prezioso per rinsaldare il senso di appartenenza, recuperare luoghi della memoria e offrire nuove occasioni di incontro.
A documentare la manifestazione è stata Radio Parco TV, che attraverso immagini e testimonianze ha restituito non soltanto le opere, ma anche il clima di partecipazione che ha accompagnato l’iniziativa.(https://youtu.be/AqKghSU20=Po?is=zUU-M4c7VyNzvVDb).
Il flamenco di Claudia De Lorenzo
La serata inaugurale è stata arricchita dall’esibizione di flamenco di Claudia De Lorenzo.
La forza ritmica della danza, il movimento del corpo e il battito dei passi hanno introdotto nella mostra un ulteriore linguaggio espressivo. Per alcuni istanti pittura e danza si sono incontrate: il colore è sembrato uscire dalle tele per trasformarsi in gesto, energia e presenza.
Il flamenco, con la sua intensità, ha ricordato che tutte le forme d’arte nascono dalla stessa necessità: dare corpo a un’emozione e condividerla con gli altri.
Quando una mostra diventa appartenenza
“Locus 5” ha dimostrato che una mostra può andare oltre il tempo limitato della sua apertura.
Quando l’arte entra in un edificio che appartiene alla memoria della comunità, quel luogo torna ad avere voce. Le vecchie aule non sono più soltanto stanze del passato, ma spazi nei quali la conoscenza continua a manifestarsi sotto una forma nuova.
È questo il risultato più significativo raggiunto da “Le stagioni del pennello”: aver trasformato una collettiva di pittura in un’esperienza di appartenenza.
Gli artisti hanno offerto il proprio talento con generosità; il paese ha consegnato loro i suoi luoghi e i suoi ricordi; il pubblico, attraversando quelle aule, ha ricomposto silenziosamente il dialogo.
Tra i boschi, il lago e le montagne d’Abruzzo, il colore ha così trovato la sua casa. E l’arte, ancora una volta, ha dimostrato di saper custodire ciò che il tempo rischia di disperdere.
Principia Bruna Rosco
