Scultore, pittore e promotore di incontri: un percorso che unisce la sensibilità per la materia alla capacità di far dialogare artisti e territori.
La materia conserva una storia.
Nel legno, una venatura, una curva o un nodo possono diventare il punto di partenza di una forma.
È da questa attenzione che si può avvicinare il lavoro di Giuseppe Ligrani, artista lucano per il quale la creazione si accompagna al desiderio di incontrare le persone e far circolare le esperienze artistiche.
Nato a Potenza nel 1951, scultore e pittore, Ligrani ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte della sua città e completato la formazione all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ha esposto nelle città italiane e nei piccoli centri della Basilicata; sue opere appartengono a collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.
Ascoltare la materia
Il legno occupa un posto privilegiato nella sua scultura.
Nella lettura critica di Mariadelaide Cuozzo, le caratteristiche del materiale vengono rispettate e assecondate dalla mano dell’artista.
Anche attraverso il metallo e la pietra, la ricerca richiama la crescita e la trasformazione della materia vivente.
Questa attenzione suggerisce un rapporto paziente con ciò che l’artista lavora: osservare, riconoscere una possibilità,
intervenire perché una forma possa emergere.
La sensibilità dello scultore si esprime anche nella misura del gesto.
Alla pratica scultorea si affianca la pittura.
Il disegno e l’osservazione costituiscono punti di partenza di una ricerca che attraversa figure, movimento, colore e consistenza dei materiali.
Le radici come apertura
Il legame con la Lucania attraversa il suo percorso e si intreccia con una conoscenza della storia dell’arte.
Le radici diventano così un luogo dal quale guardare, confrontarsi e costruire nuovi incontri.
Un’opera può custodire qualcosa della terra da cui nasce e trovare ascolto anche lontano. Nel viaggio cambiano gli osservatori, le domande e le interpretazioni: è proprio questo incontro a mantenerla viva.
Far viaggiare anche il talento degli altri
L’impegno di Ligrani nella promozione culturale trova un’espressione concreta in CarovanArt, il movimento itinerante nato dalla sua iniziativa e documentato già nel 2010.
Il progetto ha riunito differenti linguaggi creativi, portandoli nei comuni della Basilicata e offrendo occasioni di visibilità agli artisti.
È un’attività che richiede capacità di coinvolgere, continuità e attenzione alle persone. Far conoscere un autore significa dedicare tempo anche al suo lavoro, trovare un luogo che lo accolga e favorire l’incontro con il pubblico.
In questa dimensione emerge una qualità significativa del percorso di Ligrani: affiancare alla propria produzione la costruzione di opportunità condivise.
Le mostre itineranti possono avvicinare l’arte alla vita delle comunità e restituire attenzione a luoghi che meritano di essere scoperti.
Il suo impegno nella promozione culturale accompagnerà anche il mio romanzo «Matilde – Il libro ritrovato», che ha nella Lucania medievale il cuore della sua ambientazione.
Giuseppe Ligrani contribuirà a farlo conoscere:
una collaborazione che nasce dal nostro comune legame con questa terra e dal desiderio di raccontarne la storia e la memoria attraverso l’arte e la scrittura.
Giuseppe Ligrani porta avanti, dunque, due gesti che si completano:
dare forma alla materia e mettere in cammino la creatività.
Il primo nasce dal lavoro personale;
il secondo si sviluppa nella relazione.
Insieme raccontano un modo di intendere l’arte come ricerca e partecipazione.
Principia Bruna Rosco
