“Cavaliere è soltanto colui che porta nel sangue, nella mente, nel cuore quell’anelito di lealtà, giustizia, generosità e altruismo, per cui la Cavalleria – come etica di chi vuol farsi nobile d’animo – esisterà finché vi saranno uomini consci della loro ragion d’essere.”
Nel XIII secolo, tra le colline della Basilicata e le vie che conducono alla Terra Santa, prende forma la storia di Matilde, una giovane donna destinata a incrociare il cammino dell’Ordine di San Lazzaro di Gerusalemme.
Cresciuta tra erbe curative e antiche sorgenti, Matilde scopre presto che la sua vocazione è guarire i corpi, custodendo una forma di giustizia più profonda.
Accolta tra i cavalieri della Croce Verde, entrerà in un mondo dove fede, potere e misericordia si intrecciano continuamente, e dove anche le donne possono diventare custodi di una cavalleria diversa: una cavalleria che cura, protegge e ascolta.
Tra tradimenti, rivelazioni e missioni che conducono fino a Gerusalemme, la sua storia si intreccia con quella di altri personaggi segnati dal destino: Beatrice, Ruggero, Andrea e i cavalieri dell’Ordine.
Attraverso una narrazione che intreccia storia, leggenda, autobiografia e ricerca spirituale, “Matilde – Il libro ritrovato” restituisce voce a una storia dimenticata e al ruolo nascosto delle donne negli ordini cavallereschi.
Un viaggio tra storia e coscienza, dove il passato continua a interrogare il presente.
In questa prospettiva, il riferimento a Sant’Agostino appare centrale: come nelle Confessioni, anche nella scrittura di Principia Bruna Rosco il viaggio interiore diventa ricerca della verità, memoria dell’anima e tensione continua tra inquietudine umana e desiderio di elevazione spirituale.
Nel panorama della narrativa contemporanea italiana, il percorso umano e artistico di Principia Bruna Rosco si distingue per una ricerca autentica e profonda della verità interiore. Pittrice, giornalista e scrittrice, Rosco ha costruito negli anni un linguaggio espressivo capace di unire memoria, spiritualità e identità culturale, trasformando l’arte in uno strumento di indagine dell’anima.
Nata in Lucania, terra che continua a rappresentare il centro simbolico della sua ispirazione, l’autrice ha sempre mantenuto un legame intenso con le proprie radici.
Un rapporto che attraversa tutta la sua produzione artistica e letteraria e che trova oggi piena maturazione nel romanzo Matilde – Il libro ritrovato, opera in cui storia, fede e memoria personale si intrecciano in modo suggestivo e coinvolgente.
Prima ancora della scrittura, è stata la pittura il linguaggio privilegiato attraverso cui Principia Bruna Rosco ha espresso la propria interiorità. Le sue tele, caratterizzate da forti tensioni simboliche e cromatiche, raccontano il dolore, la rinascita e la spiritualità, traducendo in immagini ciò che spesso le parole non riescono a contenere. Per l’autrice, dipingere ha significato dare forma a emozioni profonde e restituire dignità alla memoria personale e collettiva.
Questo bisogno di autenticità si è poi riversato nella scrittura, portandola alla pubblicazione di oltre sette opere, tra raccolte poetiche, romanzi e il volume autobiografico Principia – Il prezzo della libertà. In quest’opera autobiografica la scrittrice affronta con lucidità e coraggio il proprio vissuto, trasformando la parola in uno specchio capace di riflettere esperienze dolorose e momenti di consapevolezza. La scrittura diventa così un atto di verità e liberazione, un percorso necessario per riconciliarsi con la propria storia.
Con Matilde – Il libro ritrovato, però, la ricerca dell’autrice compie un ulteriore passo avanti, passando dalla dimensione autobiografica a quella storica e universale. Il romanzo nasce da un’esperienza intensa vissuta durante una cerimonia dell’Ordine di San Lazzaro di Gerusalemme, momento che ha rappresentato per Rosco un vero richiamo interiore. Da quell’incontro prende forma il desiderio di riscoprire le antiche radici della Lucania medievale e il legame con Lavello, città legata alla memoria di Federico II di Svevia.
La protagonista Matilde emerge così come una figura simbolica e spirituale, custode di valori senza tempo come la fede, la giustizia, il servizio e la fedeltà. Attraverso il recupero di un antico manoscritto, la narrazione conduce il lettore in un viaggio sospeso tra passato e presente, dove la dimensione storica si fonde con quella interiore. Non si tratta soltanto di un romanzo storico, ma di un’opera che riflette sul significato dell’eredità spirituale e sul bisogno contemporaneo di ritrovare valori profondi spesso dimenticati.
Nel libro, infatti, il Medioevo non appare come semplice ambientazione narrativa, ma come uno spazio simbolico in cui la memoria collettiva continua a dialogare con il presente. Tra monasteri, antichi ordini cavallereschi, battaglie e silenzi interiori, Rosco costruisce una trama che invita il lettore a interrogarsi sul senso della responsabilità individuale e sulla possibilità di custodire ancora oggi ideali come l’onore, la compassione e la verità.
Anche la copertina del volume riflette perfettamente questa dimensione evocativa: i colori caldi e materici del dipinto richiamano la Lucania antica, quasi sospesa nel tempo, mentre la figura femminile in primo piano sembra incarnare la presenza silenziosa di Matilde, ponte ideale tra memoria e spiritualità.
Con Matilde – Il libro ritrovato, Principia Bruna Rosco conferma dunque la propria capacità di trasformare arte e scrittura in strumenti di ricerca interiore. La sua voce narrativa si muove tra realtà e simbolo, autobiografia e storia, offrendo al lettore non soltanto un romanzo, ma un’esperienza di riflessione sulla memoria, sull’identità e sul valore della verità.
